Sabato 3 ottobre, in Biblioteca a Varallo, sono stati presentati due libri scritti da Mario Pastore: Indiebusillis e Io ci sono, frutto di un’attività di scrittura avviata molti anni fa con la collaborazione giornalistica al quotidiano La Stampa, proseguita con contributi di letteratura professionale e poi arricchita da romanzi, apprezzati dal pubblico e dalla critica, spesso premiati in concorsi letterari.
L’Assessore Gaetano Amodio ha portato il saluto dell’Amministrazione Comunale, mentre Aristide Torri, Presidente del Consiglio di Biblioteca e Amico personale dell’Autore, si è complimentato per la qualità di scrittura e la versatilità.
Mario Pastore ha spiegato che le idee creative si presentano “a blocchi”, così era nata la trilogia dei romanzi precedenti (Trilogia del tempo: …E poi?, Profumo di pulito, Tramonto): “Dopo tanti anni mi diverto ancora a scrivere: la mia generazione, dall’iniziale cultura contadina è approdata a quella che viene definita cultura post industriale, e ha vissuto uno tra i più grossi cambiamenti della storia recente: un’innovazione tecnologica impensabile fino a qualche anno fa, tanto che mi sono posto l’obiettivo di cogliere ed analizzare il conseguente cambiamento di cultura, arrivando, mio malgrado, a considerazioni non incoraggianti: viviamo in un periodo di bassa cultura interpretativa e di analisi, in cui le differenze non sono più considerate fonti di arricchimento, ma nemici da eliminare”.
Nel romanzo Indiebusillis, l’incomprensibilità nasce da una mancata separazione delle parole che, correttamente lette, significherebbero semplicemente “in quel giorno”, così, per un grottesco effetto ucronico, ma non troppo, perché esiste davvero un neurochirurgo italiano, Sergio Canavero, noto a livello internazionale per le sue teorie controverse ed i suoi annunci riguardanti la fattibilità del trapianto di testa (o di cervello) umano, il lettore è catturato dalle riflessioni della persona alla quale sarebbe trapiantato un altro corpo sano, che si susseguono in capitoli contraddistinti dalle lettere dell’alfabeto greco. Questo delicato argomento diventa occasione per riflessioni etiche, ma anche per parlare della Memoria, che conserva ricordi ed esperienze, positivi o negativi.
“Io ci sono”: frase che l’Autore porta tatuata sul polso dal giorno in cui superò una grave malattia, reca in copertina l’immagine pittorica di Mario Pastore che guarda riflesso nello specchio se stesso giovane: tra Narciso (“Chi scrive essenzialmente lo fa per se stesso” ha chiosato l’Autore) e Il ritratto di Dorian Gray. Questa scrittura autobiografica è stata articolata in brevi capitoli, ciascuno introdotto da un exerga, poetico, letterario, o tratto dai versi di una canzone, che ne condensa i contenuti: “Non invidio chi li ha scritti, ma quello che qualcuno ha scritto, che rappresenta qualcosa che era dentro di me, ma non riuscivo ad esprimere”. L’autore spesso si muove volutamente in maniera antifrastica, per suscitare la reazione del lettore.
La presentazione ha suscitato numerose domande dal pubblico, arrivando a parlare della tanto discussa Intelligenza Artificiale, che Aristide Torri, ha ricondotto al famoso film: 2001 Odissea nello spazio di Stanley Kubrick, in cui HAL, il computer di bordo dell’astronave, cominciò a disobbedire agli ordini e ciò portò alla resa dei conti tra uomo e macchina. Mario Pastore ha ricordato che le scoperte della scienza sono neutre: il problema è sempre come vengono utilizzate.
🕵🏼Curiosità
Il prossimo libro di Mario Pastore, scritto in collaborazione con Ferruccio Baravelli, sarà dedicato a personaggi varallesi: “Non i famosi, ma coloro che hanno lasciato un segno nella Comunità e sono rimasti impressi nella memoria cittadina”.
Tutte le opere di Mario Pastore sono disponibili in Biblioteca.











