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Al Rotary Club Valsesia si è parlato di Musical

ROTARY CLUB VALSESIA – CONVIVIALE “LEGGERA”: ADRIANO BOSCO HA PARLATO DEL MUSICAL AMERICANO DEGLI ANNI 1930-1950

Il 23 febbraio, a novantaquattro anni, è morto Stanley Donen, portando con sé il titolo di “re del musical hollywoodiano”: nel 1998 vinse l’Oscar alla carriera. Fu il regista di “Cantando sotto la pioggia”, “Sette spose per sette fratelli” e di tanti altri film di successo.

Il Rotary Club Valsesia giovedì 28 febbraio ha invitato alla conviviale, che cadeva proprio nel cuore del Carnevale, il rotariano novarese Adriano Bosco, che, accanto alla brillante carriera bancaria, che l’ha portato ai vertici della Banca Popolare di Novara, ha coltivato due passioni predominanti: il cinema e la musica, traendone piacere e riflessioni da condividere con amici e con persone interessate. Nel 2015 era stato ospite dell’Associazione “La nostagent”, al Museo Etnografico di Romagnano, invitato dalla Presidente Marisa Brugo, per parlare del cibo nel cinema.
Il tema della serata di Borgosesia era legato al periodo d’oro del musical americano: gli anni tra il 1930 e il 1950, raccontati in maniera brillante, abbinata alla proiezione e al commento di celebri spezzoni cinematografici: “Il cinema sonoro iniziò in America nel 1927: l’anno in cui sono nato io e partorì il genere del musical, una sapiente fusione di scene danzate e cantate, legate fra loro da una storia sovente convenzionale, coronata da un’immancabile lieto fine. Sono pellicole fatte d’aria, dove la gravità si dissolve in una specie di immateriale insensatezza, risolutamente ottimista, straordinariamente lussuoso, stupefacente per perfezione tecnica, con pochi marchingegni elettronici”. Bosco ha spiegato come questo genere, così lontano dalla realtà, abbia catturato il pubblico americano, specialmente negli anni di crisi e di guerra e poi abbia contagiato anche il pubblico europeo: “Per la grazia della musica e delle canzoni, la ricchezza delle scenografie e delle coreografie: simpatia, bravura, eleganza

caratterizzavano questo genere cinematografico”. Gli immortali interpreti furono Fred Astaire, Ginger Rogers, Gene Kelly, Judy Garland: “Gli eroi di un mondo che ha esaurito per sempre le sue motivazioni estetiche e concettuali”. Quell’”età dell’oro” era alimentata dalle musiche di Blue Moon, Cheek to cheek, White Christmas, Oldmyriver, Smokegets in youreyes, canzoni che costituirono la colonna sonora di un’intera generazione e oggi sono ancora chiamate: “Evergreen”.

Bosco ha proposto l’ascolto di brani talvolta rarissimi, frutto di sue registrazioni o spezzoni tratti da celebri film: “In quanto a film musicali la MGM era imbattibile”, sottolineando l’impeccabile naturalezza di Fred Astaire e Ginger Rogers: “La più famosa coppia di ballerini della storia della cinematografia.Quegli attori sapevano davvero fare tutto”.
Adolph Green sceneggiatore, librettista e commediografo statunitense, autore di “Singing in the rain”,morì a New York, il 23 ottobre2002 e il giornalista Massimo Gramellini gli dedicò un “Buongiorno”: “Dietro alle parole…c’è un mondo di valori, i nostri: ottimismo, leggerezza, capacità di affrontare le difficoltà senza cedere al lamento fatalista” suggerendo di applicare al presente il testamento spirituale del paroliere: “Se tutti cantassero invece di deprimersi, le nuvole non ci sarebbero più, o almeno non così cupe”.
Bosco ha concluso leggendo il testo di Over the Rainbow (anche nota con il titolo Somewhere Over the Rainbow), Oltre l’arcobaleno – canzone scritta da Harold Arlen con testi di E.Y. Harburg, cantata nella sua versione originale da Judy Garland,la mamma di Liza Minnelli, per il film Il mago di Oz del 1939 – per dimostrare come anche le parole fossero importanti, poi l’ha intonata in modo perfetto, lasciandola spegnere nell’aria, sull’eco degli applausi.

Lorenzo Delboca ha ringraziato l’oratore dando appuntamento a 7 marzo a Gattinara per un Interclub dedicato alla Festa della donna, in cui proporrà una carrellata di femminicidi raccontati in versi da Dante Alighieri.

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