Che cos’è Al Gir?
Avete presente quelle giornate trascorse in piacevole compagnia, camminando, mangiando, ridendo e scherzando, ma soprattutto scoprendo posti nei quali, probabilmente, non avreste mai avuto motivo di passare?
Ecco, per me Al Gir è stato proprio questo.
Sabato 12 settembre ho partecipato alla decima edizione della passeggiata benefica organizzata dall’Associazione Il Masuc tra le frazioni di Cravagliana. Sapevo che sarebbe stata una giornata fatta di cammino e assaggi, ma alla fine quello che mi è rimasto di più non è stato soltanto ciò che abbiamo trovato nei piatti.
È stato tutto quello che c’era intorno.
Da Nosuggio, un passo dopo l’altro
Siamo in Val Mastallone e la partenza era da Nosuggio, una delle frazioni che si trovano sulla strada provinciale della Val Mastallone. Da lì il percorso ci portava dall’altra parte del torrente Mastallone e toccava le frazioni di Grassura, Meula, Ordrovago, Sassello, Roncaccio, Pianaronda, Molino-Bellaria.
Nomi che, letti sulla locandina dell’evento, possono sembrare semplicemente una successione di tappe. Poi inizi a camminare e quei nomi diventano sentieri, case in pietra, oratori, cappelle, orti, boschi e luoghi nei quali viene spontaneo fermarsi ad osservare i particolari.
Anche questo aspetto mi è piaciuto molto: il tempo per guardarsi intorno e scoprire un mondo che, in una giornata qualsiasi, difficilmente avrei trovato da sola. Non sono frazioni che si possono vedere dal finestrino di un’auto: ci si arriva camminando.
E proprio camminando, se ci si lascia guidare dalla curiosità, si iniziano a notare tante cose. Per esempio, un vecchio portone, la scritta del luogo intagliata a mano su un pezzo di legno, le pietre colorate usate per creare piccoli balconcini portafiori, le balconate in legno, un paio di vecchi scarponi trasformati in vasi per piccole piante o fiori.
Dettagli semplici che, in posti come questi, raccontano molto più di tante descrizioni.
A ogni sosta qualcosa da assaggiare
Naturalmente si cammina anche con un’ottima motivazione: sapere che dopo un po’ da qualche parte comparirà una tavola imbandita.
La formula prevedeva sette tappe gastronomiche distribuite lungo il percorso, nelle quali erano a disposizione aperitivi, bruschette, polenta concia, salamino e patate, trota in carpione, formaggi, dolci e caffè.
Cosa mi è piaciuto di più?
Tutto, davvero!
Se proprio dovessi fare una classifica dei miei tre assaggi preferiti, metterei al primo posto la polenta concia, al secondo la trota in carpione e al terzo i dolci, che erano davvero tantissimi, fantasiosi e, soprattutto, buonissimi.
Mi è piaciuto molto arrivare in queste minuscole frazioni e trovare i volontari della manifestazione che ci aspettavano con il sorriso e con i piatti già pronti.
Posare i bastoncini, sedersi sul prato, sui muretti della chiesa o su quelli che circondavano l’area, osservare il panorama, assaporare le specialità che avevano preparato e scambiare quattro chiacchiere. Poi alzarmi per curiosare tra i vicoli e le case e scattare, come faccio sempre, tante fotografie per ricordare quei luoghi e quegli istanti. E infine ripartire.
Ma non prima di aver aspettato l’arrivo della banda!
Quando arriva la banda
Eh già! Perché c’erano anche loro! I ragazzi della Gang Street Band.
Ci hanno accompagnato per tutta la giornta, tappa dopo tappa.
Con il passare del tempo ci siamo inevitabilmente divisi in gruppi: c’era chi arrivava prima e chi dopo. Ma è stato bello sentire la loro musica riecheggiare lungo i sentieri e poi vederli comparire alla tappa successiva, pronti a suonare per tutti i presenti.
La loro musica era contagiosa e ogni volta riuscivano a dare più allegria alla sosta.
Forse è anche questo che ha reso Al Gir così piacevole: non c’era la sensazione di dover continuamente “fare qualcosa”. Si camminava, ci si fermava, si mangiava, si ascoltava musica e si ripartiva
Una passeggiata che quest’anno aveva un motivo in più
Al Gir è una passeggiata benefica e il ricavato dell’edizione 2026 sarà utilizzato per il corpo dei Vigili del Fuoco Volontari di Cravagliana.
Ed è un dettaglio che, dopo l’estate che ha vissuto questa parte della Valsesia, assume inevitabilmente un peso particolare.
Si partecipa per trascorrere una bella giornata, certo. Ma sapere che quella stessa giornata può lasciare qualcosa di utile a chi opera sul territorio cambia un po’ il significato della quota versata all’iscrizione.
Quel cartello lungo il percorso
A un certo punto ho fotografato uno dei cartelli utilizzati per indicare la strada.
Sopra la grande freccia qualcuno aveva scritto a mano: “Continua così…”
Era semplicemente un’indicazione per noi che stavamo camminando.
Ma alla fine mi è sembrata anche una bella frase per raccontare Al Gir. E mi è venuto spontaneo leggerla in un altro modo:
“Continuate così”.
Perché manifestazioni come questa fanno conoscere piccole frazioni nelle quali molti di noi, altrimenti, probabilmente non arriverebbero mai.
Continuate così, perché per un giorno quei sentieri e quei piccoli nuclei si riempiono di persone, musica e voci.
Dietro ogni tavolo, inoltre, si capiva quanto lavoro ci fosse stato per organizzare una manifestazione del genere.
Cucinare, portare tutto nelle frazioni, preparare le postazioni, indicare il percorso, servire centinaia di persone, smontare tutto.
Questo, secondo me, merita di essere ricordato.
E continuate così perché, dopo chilometri, salite, piatti assaggiati e parecchie fotografie, io rifarei sicuramente il giro.
E quindi arrivederci… al prossimo Al Gir!
























