Complice la mia breve vacanza ad Alagna e una splendida giornata di sole, venerdì mattina sono partita per percorrere il nuovo Panoramaweg. Da poco meno di una settimana era stata data la notizia dell’apertura di questo nuovo percorso e finalmente avevo la possibilità di vederlo con i miei occhi.
(Qui puoi leggere ⇒ l’articolo dedicato).
Scarponi ai piedi, zaino in spalla e, come sempre, tanta voglia di immergermi nella natura della Valsesia.
Per l’occasione ho utilizzato il servizio di navetta che collega il Wold all’Acqua Bianca, da dove prende il via il percorso segnalato del Panoramaweg, evitando un tratto che per me avrebbe significato circa un’ora di cammino in più. (Qui puoi leggere informazioni sul servizio di ⇒Navette estive)
Come dicevo, da qui ha inizio la mia giornata ai piedi del Monte Rosa, immersa nel Parco Naturale Alta Valsesia. L’emozione, come ogni volta che affronto questi sentieri, è davvero tanta. C’è sempre quella sensazione difficile da descrivere: la montagna, soprattutto da queste parti, riesce a farti sentire molto piccola davanti alla sua grandezza e, allo stesso tempo, incredibilmente fortunata di poter vivere luoghi come questo.
I primi passi sono gli stessi del sentiero che si prende per l’Alpe Pile e poi per il Colle del Turlo. Si sale gradualmente e, a poco a poco, il panorama si apre. Il paesaggio è magnifico. Si vedono in lontananza pareti di roccia, cascate, il verde intenso dei pascoli e anche il Monte Rosa. Dovrò affrontare un dislivello di oltre 700+.
Mi fermo spesso, ammetto che per chi mi accompagna a volte può essere un problema, ma non riesco proprio a fare diversamente. Devo ammirare e fotografare ogni scorcio che vedo e godermi questi spettacoli unici che la natura mi sta regalando. E poi, devo anche documentare il percorso, per poi condividerlo su questo sito e con gli amici del gruppo facebook.
Ad ogni modo, il Panoramaweg non è un sentiero da affrontare con la fretta di arrivare. È un percorso che, come dice la parola stessa, invita a guardarsi intorno, ad ascoltare il rumore dell’acqua, a respirare il profumo della montagna e a lasciarsi sorprendere dalla varietà degli ambienti che si attraversano.
Ad ogni passo si guadagna quota, e il Monte Rosa è sempre più visibile. Passo davanti a diversi alpeggi, uno è in fase di ristrutturazione. Mi fermo qualche minuto a scambiare due parole con il proprietario, che sta seguendo i lavori di ristrutturazione. Gli faccio i complimenti…
Dopo aver attraversato un breve tratto attrezzato con una fune metallica, che funge da corrimano per maggiore sicurezza, e alcuni piccoli ponti in pietra che attraversano il rio Flua, il percorso si intreccia con quello che arriva dall’Alpe Testanera e insieme portano al rifugio Barba Ferrero a quota 2247mt. il mio punto di arrivo per la sosta del pranzo.
Devo dire che rimango molto sorpresa, innanzitutto dal simpatico gestore e dal suo staff ma anche dalla ricca proposta di cibi e bevande. Non posso certo rinunciare al mio tradizionale piatto di polenta concia, tra l’altro ottima, ma c’era molto da scegliere tra cui: polenta e salsiccia, polenta e tapelucco, tagliere di salumi e formaggi, zuppa del giorno, torte fantastiche, frutta e altro ancora. Così dopo circa tre ore di cammino (che possono sembrare troppe ma il mio passo, come sempre, è molto lento e con tante soste) questo momento mi ha ripagato appieno della fatica.
Il culmine dell’altezza del Panoramaweg l’ho raggiunto e ora mi godo il “Panorama” della parete valsesiana del Monte Rosa e resto senza parole! Vedo benissimo il rifugio Capanna Regina Margherita ed anche la Capanna Resegotti. I ghiacciai continuano il loro inesorabile ritiro. Ahimè! Che ne sarà di lui tra pochissimi anni? Non è più possibile negare il cambiamento climatico in atto e questo un po’ mi spaventa.
Il tempo di questa gustosa pausa e riprendo il cammino. So che mi aspettano degli attraversamenti delle cascate, e so anche, che se fatti nelle ore più calde della giornata, l’acqua potrebbe essere troppa e rendere difficile attraversarle.
I cinque attraversamenti sono fatti con grossi massi e devo ammettere che per due di essi ho avuto un momento di difficoltà. L’acqua cominciava ad avere una portata piuttosto importante e per un attimo ho temuto di non farcela, più che altro per la paura di perdere l’equilibrio.
Per questo consiglio caldamente, soprattutto a chi pensa di percorrere l’tinerario con bambini al seguito, di non passare da qui dopo le ore 12 nelle giornate di sole o dopo abbondanti piogge, perché sarebbe molto difficile se non impossibile. L’alternativa è tornare indietro.
Una volta passati i guadi, e anche un po’ la paura, riprendo a guardare il panorama con grande stupore e meraviglia. Vedo tutta la vallata sotto di me e le vette del Monte Rosa sono ora alle mie spalle.
La discesa è a tratti piuttosto ripida, il sentiero è stretto ma non a strapiombo. Incrocio qualcuno che ancora sale, li metto in guardia dall’attraversare i guadi e mi ringraziano per questo.
Impiego circa un’ora per arrivare all’Alpe Bors, dove si trova il Rifugio Crespi Calderini. Decido di dedicare qualche minuto a fotografare questo ampio e bel alpeggio, con il torrente Bors che lo attraversa. Una spettacolare cascata scende impetuosa dalla montagna che ho di fronte, ricordo di averla fotografata al mattino mentre salivo dall’altra parte della vallata. E’ impossibile non restare a bocca aperta davanti a questi paesaggi naturali. Mi sento bene. Sono felice e grata.
La discesa continua tramite la scalinata che dall’alpe Bors giunge al ponte che devo attraversare. Qui mi fermo, fotografo e filmo la bella cascata creata dalle acque del torrente. Uno di quei luoghi davanti ai quali ci si ferma senza pensare all’orologio che scandisce il passare del tempo.
Senza difficoltà, tramite un sentiero quasi pianeggiante arrivo all’Alpe Pile, dove si trova il Rifugio Pastore e da qui risalgo fino all’Alpe Fum Bitz per poi ridiscendere sul sentiero che mi porterà in venti minuti, al piazzale dell’Acqua Bianca dove ci sarà la navetta per il ritorno ad Alagna. Ovviamente, con diverse soste per fotografare ancora una volta il paesaggio e le meraviglie naturali che ho davanti, come le Caldaie del Sesia.
Il sentiero escursionistico Panoramaweg passa anche dal ⇒Sentiero glaciologico di Alagna.
Prima di salutarti, credo sia utile riportare anche qualche informazione pratica per chi desidera percorrere questo itinerario.
Il Panoramaweg è un percorso classificato dal CAI come E , che significa Escursionistico. Per questa ragione va affrontato con la consapevolezza che si tratta di un itinerario adatto a persone con un buon allenamento, attrezzatura adeguata da montagna, come scarponcini da trekking, vestiario adeguato, acqua. Il dislivello è di 775 mt. +, la durata ovviamente varia in base alle proprie capacità, comunque tenete conto tra le 3 e le 5 ore anche in relazione alle soste. Io ci ho impiegato 5,30h ma con molte soste, di cui una di un’ora circa.
Vorrei anche consigliarti di leggere la pagina che ho dedicato ai ⇒rifugi della Valsesia, così potrai pensare alle tue prossime escursioni e magari prenotare in uno dei tanti che si trovano sulle montagne valsesiane.
Conosci il significato delle segnaletiche?
Tornando ad Alagna, mentre la navetta mi riportava verso il parcheggio dove avevo lasciato l’auto, ripensavo a tutto quello che avevo visto durante la giornata. Le cascate, i ghiacciai, gli alpeggi, il silenzio della montagna e i panorami che il Panoramaweg regala a chi lo percorre.
Se ami camminare e desideri un’escursione che racchiuda natura, paesaggi spettacolari e la possibilità di osservare da vicino uno degli ambienti più affascinanti della Valsesia, questo itinerario merita davvero di essere percorso. Con il giusto allenamento, il rispetto per la montagna e il tempo necessario per goderselo senza fretta.
Ricorda però di informarti sempre sulle condizioni meteo e sulla percorribilità del sentiero prima di partire. In caso di dubbi, contatta uno dei rifugi lungo il percorso. Trovi i numeri al link che ti ho inserito nell’articolo.





































