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La bellezza semplice delle fiere di paese: una domenica a Riva Valdobbia

Ci sono eventi che hanno bisogno di grandi allestimenti, spettacoli e programmi pieni di appuntamenti. E poi ci sono le fiere di paese.

Quelle dove si va anche solo per fare due passi, curiosare tra le bancarelle, comprare qualcosa di buono e di bello da portare a casa e incontrare qualcuno con cui fermarsi a parlare.

Domenica sono stata alla Fiera di San Michele di Riva Valdobbia e, tornando a casa, mi sono resa conto che quello che mi era piaciuto di più era proprio questo: la sua semplicità.

La giornata, poi, sembrava fatta apposta. Sole, caldo quasi sorprendente per la fine di settembre e il Monte Rosa sullo sfondo. Bellissimo vederlo comparire tra i tetti delle case e dalla via principale.

Una fiera da vivere senza fretta

Quest’anno la fiera era davvero ricca di espositori. Devo dire che anche i prodotti erano molto interessanti.

Mi sono fermata davanti ai lavori all’uncinetto e molti altri oggetti realizzati a mano, prodotti di artigianato in legno, l’immancabile puncetto, ai libri dedicati alla Valsesia e alla cultura locale. Tome, salumi, miele, verdure e quei prodotti che, quando si trovano in una fiera di montagna acquistano sempre un sapore diverso.

E naturalmente qualcosa ho anche acquistato!

Le patate di Otro, per esempio. Poi la toma, il miele. E la miaccia, che non poteva mancare come gustosa pausa pranzo.

Piccoli acquisti, cose semplici, ma sono proprio queste quelle che mi piace portare a casa da una fiera: prodotti del territorio che, una volta tornati, continuano per un po’ a ricordarti dove sei stata.

Dietro una bancarella ci sono persone

Una delle cose che continuo ad apprezzare di queste manifestazioni è la possibilità di fermarsi a parlare.

Ho scambiato quattro chiacchiere con alcuni espositori. Non interviste, non domande preparate. Semplicemente conversazioni nate lì, davanti al loro banco. Sono momenti piacevoli, perchè si scopre sempre qualcosa di interessante su chi produce, chi coltiva, chi crea con le proprie mani i prodotti che vediamo e acquistiamo.

Mai dare nulla per scontato! Fermarsi a parlare, fare qualche domanda a chi produce queste meraviglie, che siano prodotti alimentari o oggetti realizzati a mano, aiuta a guardarle con occhi diversi. Viene naturale pensare al tempo, alla cura e al lavoro che ci sono dietro. E allora apprezzarle diventa più facile, così come portarsi a casa qualcosa che, spesso, vale molto più del prezzo che abbiamo pagato.

Quei costumi che vorrei vedere più spesso

Tra la gente ho visto anche alcune donne con i costumi tradizionali.

Poche, purtroppo.

E un pò mi è dispiaciuto, perché in un luogo come Riva Valdobbia non sono semplicemente belli da vedere. Raccontano qualcosa che appartiene alla storia della valle.

Non credo che le tradizioni debbano diventare una rappresentazione costruita. Mi piace di più quando continuano a comparire naturalmente nella vita di un paese, magari proprio durante una fiera, una festa o una ricorrenza.

Vedere anche solo poche persone indossare ancora quegli abiti mi ha fatto piacere. E mi ha fatto pensare a quanto sia importante che qualcuno continui a conservarne la memoria.

La storia di Riva Valdobbia dentro la giornata di festa

fiera di San Michele Riva Valdobbia chiesa San Michele

La Fiera di San Michele è stata anche un’occasione per ricordare un passaggio importante della storia di Riva Valdobbia.

Nella chiesa parrocchiale sono stati esposti il pannello con la riproduzione della pergamena dell’atto di separazione, accompagnata dalla relativa traduzione, e l’elenco dei sacerdoti che hanno servito la comunità dal 1553 fino ai nostri giorni.

Per l’occasione era visibile anche l’antica statua lignea di San Michele, restaurata per volontà di don Alberto.

Una copia della riproduzione della pergamena è stata inoltre destinata alle famiglie di Riva Valdobbia, come ricordo della nascita della loro Parrocchia.

Sono particolari che mi piacciono perché, accanto alle bancarelle e ai prodotti del territorio, ricordano che queste fiere nascono dentro comunità con una storia molto più lunga della giornata di festa.

Nel pomeriggio, al Teatro di Riva, Massimo Bonola e Donata Minonzio hanno inoltre presentato il volume “Il villaggio e la chiesa di San Michele a Pietre Gemelle”, dedicato ai mutamenti vissuti in circa settecento anni di storia civile e religiosa attorno alla chiesa di San Michele.

Un altro modo per riportare l’attenzione sulle radici del paese e sui cambiamenti che hanno accompagnato nel tempo la comunità di Riva Valdobbia.

Forse è proprio questo che cerchiamo nelle fiere di paese

Non tutto deve diventare grande.

Non tutto deve essere trasformato in un evento spettacolare per meritare una visita.

Una fiera può essere semplicemente una strada con le bancarelle, il profumo della miaccia, una forma di toma tagliata davanti a te, un produttore che ti racconta qualcosa, un oggetto fatto a mano che ti fa fermare per guardarlo meglio.

E intorno, un delizioso paese come Riva Valdobbia.

E poi lui, il Monte Rosa.

Forse la fotografia più bella della giornata non è una sola di quelle che ho scattato. È l’insieme: una fiera semplice, una splendida giornata di settembre, un paese di montagna e tante piccole cose che parlano ancora del territorio.

Non serve sempre molto di più. Almeno per me.

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