La mia esperienza al Rifugio Obru Hüüsch di Roncaccio Superiore: natura, storia e rispetto.
Un rifugio che non offre lusso ma silenzio,
autenticità e storie da portare nel cuore. 💖
Rifugio: dal latino refugium = “luogo dove fuggire indietro per salvarsi” (da re- + fugere, fuggire).
Vi invito, cari lettori, a leggere queste mie parole tenendo a mente questo significato, perché racchiude molto di ciò che si vive davvero in un rifugio di montagna: un luogo in cui sentirsi protetti, accolti e grati.
Il Rifugio Obru Hüüsch, incastonato tra le montagne di Rimella, nella selvaggia Landwasser, custodisce proprio questo spirito. La mia giornata trascorsa qui è stata un incontro con la natura e con persone che hanno trasformato la fatica della vita in una rinascita luminosa.
🥾L’avvicinamento a Roncaccio Superiore.
Anche se il meteo non prometteva bene, la sera prima avevo deciso di prenotare al Rifugio Obru Hüüsch, in frazione Roncaccio Superiore. Lo avevo inserito pochi giorni prima nell’elenco dei rifugi sul sito, ma non ci ero mai stata: ecco l’occasione perfetta per scoprirlo.
Ho lasciato l’auto al Pianello, poco oltre Rimella. Avrei potuto proseguire ancora un po’, ma il desiderio di camminare era più forte: la distanza mi sembrava ideale per una passeggiata tranquilla. A passo lento, in circa 45 minuti si raggiunge la frazione.
Appena scesa dall’auto mi sono sentita bene, come avvolta dall’abbraccio delle montagne e dal verde intenso dei boschi. Ho iniziato a camminare lasciando che lo sguardo si posasse su ogni dettaglio: le case di pietra, le foglie mosse dal vento, le farfalle lungo il sentiero, i sassi bagnati dalla pioggia. Ogni cosa sembrava parlarmi, e dentro di me cresceva quella sensazione di libertà che solo la montagna sa regalare.
Attraversato il torrente landwasser il sentiero sale e conduce prima a Roncaccio Inferiore e poi, inoltrandosi nel bosco, a Roncaccio Superiore.
Lungo il percorso si incontrano piccole cappelle e oratori, testimonianza di una fede che ha sostenuto per secoli la vita dura della gente di montagna. Mi sono affacciata (come faccio sempre se li trovo chiusi) alle piccole finestre, scoprendo altari segnati dal tempo, statue di Madonne col bambino e il velo sottile degli anni: tracce di una devozione che resiste nel silenzio.
👪L’incontro con Floriana e la sua famiglia.
Il momento più intenso della giornata è stato l’incontro con chi gestisce il rifugio: Floriana, la figlia Rebecca e la compagna di vita Anna. Con loro spesso c’è anche Sophia, l’altra figlia, che appena può le raggiunge.
Ad accogliermi è stato un sorriso che sapeva di calore e semplicità, capace di farmi sentire subito a mio agio.
In attesa del pranzo ho iniziato a chiacchierare con Floriana. Mi ha raccontato una vita segnata da prove difficili e da un lungo distacco da Rimella. Per oltre trent’anni non era più tornata qui: troppi i ricordi legati alla casa dei genitori, dove da bambina trascorreva le vacanze. Dopo la sua vendita, non aveva più avuto l’opportunità giusta per tornarci.
Eppure, proprio da nuove difficoltà è nata la forza di rientrare in questi luoghi. Insieme alle figlie ha deciso di ritrovare i sentieri dell’infanzia felice. Il ritorno ha avuto un impatto fortissimo: un senso di benessere inatteso, quasi un richiamo alla vita. Da quel momento Floriana non se n’è più andata.
Con il sostegno della comunità rimellese, verso la quale Floriana nutre una profonda gratitudine, ha deciso di prendere in gestione l’Obru Hüüsch. consapevole delle fatiche ma anche della missione che sentiva dentro: offrire a chi arriva non solo un tetto e un pasto caldo, ma un vero e proprio rifugio.
Una scelta che è diventata vocazione, e che ancora oggi la guida: donare ospitalità sincera, pace e condivisione a chiunque varchi quella porta.
Floriana, però, tiene a sottolineare un aspetto fondamentale: il rispetto.
Rispetto per il luogo, che non promette lusso né comodità, ma sa offrire silenzio e autenticità.
Rispetto per chi lavora qui con dedizione, affrontando anche le difficoltà pratiche della vita in montagna: come quando, a causa della rottura della teleferica, le figlie hanno dovuto scendere a valle e riportare su a spalle i viveri.
Rispetto per la natura, fragile e potente allo stesso tempo, che merita attenzione concreta anche nei piccoli gesti quotidiani: al rifugio, ad esempio, non si trovano bottiglie di birra o di vino, ma solo prodotti alla spina, per ridurre i rifiuti e l’impatto ambientale.
Parlandomi, Floriana mi ha confidato quanto la renda felice vedere i piatti tornare vuoti, anche se le preparazioni sono semplici ma curate, e quanto le piaccia chiacchierare con gli ospiti, favorendo quell’atmosfera di amicizia che spesso nasce tra persone che non si conoscono. Questo, per lei, è il vero senso del rifugio. Chi arriva all’Obru Hüüsch dovrebbe portare con sé questo spirito: non cercare modernità o comfort, ma accogliere l’esperienza con semplicità, gratitudine e ascolto.
💖Un’esperienza che resta dentro.
Sono uscita dall’Obru Hüüsch con il cuore più leggero e una certezza: i rifugi non sono solo muri e tetti, ma luoghi in cui si intrecciano storie, sorrisi e silenzi che ti rimangono addosso.
Il sorriso di Floriana e di chi con lei tiene viva questa casa tra i monti mi ha ricordato che il vero rifugio è questo: un incontro tra natura e umanità, da portare con sé anche una volta tornati a valle.
Io adoro questo tipo di esperienze.
🗺️Qualche cenno su Roncaccio Superiore e il Rifugio Obru Hüüsch.
La piccola frazione di Roncaccio Superiore, dove oggi si trova il rifugio, è uno dei nuclei storici di Rimella. Le sue case in pietra e legno, oggi in gran parte disabitate, raccontano la vita dura delle comunità walser che per secoli abitato queste valli e anche qui la fede si riflette nell’Oratorio della visitazione di S.Elisabetta, poco distante dal grande lavatoio frazionale.
L’edificio che ospita l’Obru Hüüsch era un tempo una casa privata, poi dopo un’attenta ristrutturazione, adattata a rifugio alpino. Qui si respira ancora l’atmosfera autentica delle antiche abitazioni di montagna, con i muri spessi e il calore del legno.
Il rifugio è inoltre decima tappa della GTV – Grande Traversata della Valsesia. La tappa parte dall’Alpe Baranca, raggiunge l’Alpe Res di Fobello e arriva fino a Roncaccio Superiore.
Ma non solo: l’Obru Hüüsch è anche tappa del grande itinerario escursionistico GTA – Grande Traversata delle Alpi, che percorre l’intero arco alpino piemontese.
Questo lo rende un punto di sosta prezioso sia per chi percorre la valle a tappe, sia per i camminatori che affrontano lunghe traversate, tra natura, storia e ospitalità.
ℹ️Informazioni utili sul Rifugio Obru Hüüsch.
Il Rifugio Obru Hüüsch è aperto tutti i giorni da maggio a settembre e, nelle altre stagioni, solo nei week-end compatibilmente con le condizioni meteo.
Dispone di 6 posti letto ed è fortemente consigliata la prenotazione, visto il numero limitato di posti a sedere per i pasti.
📞 Info e prenotazioni: 3405288124
🥰Consiglio personale.
E anche il mio consiglio è di vivere questi luoghi con il massimo rispetto, osservando le case e immaginando le mani che le hanno costruite e le vite che vi sono trascorse.
E, una volta arrivati al rifugio, di essere grati per la possibilità di trovare un luogo accogliente e un pasto caldo o una bevanda, preparati con amore da chi ha scelto di dedicare la propria vita a questo mestiere, proprio qui.































