Leggere un libro è sempre un tempo speciale, una coccola che ci concediamo tutta per noi. Che sia un libro di fantasia, una storia vera, un romanzo d’amore o qualsiasi altra cosa abbiamo voglia di leggere in quel momento, avere un libro tra le mani procura piacere.
Ma sabato 18 luglio ho scoperto, per la prima volta, un modo diverso di leggere.
Il libro era il mio e la storia scorreva nella mia mente mentre giravo le pagine. A fare la differenza, però, è stato il luogo in cui mi trovavo e, soprattutto, le persone che erano lì con me: quelle del Silent Book Club di Borgosesia.
Sapete che cos’è?
Ve lo spiego subito!
Un’ora per leggere insieme, in silenzio
Una volta al mese un gruppo di persone, che ho scoperto essere sempre più numeroso e affiatato, si ritrova in un luogo ogni volta diverso.
Dopo un primo momento dedicato ai saluti e a qualche chiacchiera, tutti si mettono comodi, aprono il libro che hanno portato con sé e cominciano a leggere in silenzio.
Una clessidra scandisce il passare del tempo e, dopo sessanta minuti, arriva il momento di fermarsi.
La coordinatrice del club, Carlotta Tonco, invita tutti a chiudere i libri e comincia il momento della condivisione, al quale ciascuno è libero di partecipare oppure no.
A turno si può raccontare quale libro si sta leggendo, spiegare perché lo si è scelto e che cosa sta piacendo di quella storia. Gli altri ascoltano, possono fare domande e, intanto, scoprono nuovi titoli, storie, autori e autrici.
Così, da un momento trascorso ciascuno per conto proprio, la lettura diventa qualcosa da condividere: un’occasione per incontrarsi, conoscersi e scambiarsi pensieri, emozioni e consigli.
Partecipando a questo incontro ho capito però, che il Silent Book Club non è soltanto un modo diverso di leggere. Un libro può diventare il punto di partenza per avvicinare le persone, creare nuovi legami e far sentire parte di un gruppo anche chi, nella vita quotidiana, ha poche occasioni per uscire e socializzare.
Si legge ognuno per conto proprio, ma nello stesso tempo si condivide qualcosa: uno spazio, un momento e la passione per le storie.
È proprio questo l’aspetto che mi ha colpita maggiormente e che ho voluto approfondire insieme a Carlotta Tonco, coordinatrice del Silent Book Club di Borgosesia.
Il Silent Book Club raccontato da Carlotta Tonco
Com’è nato il Silent Book Club di Borgosesia?
«È nato un po’ per gioco. In zona non c’erano iniziative letterarie di questo genere e così ho pensato di provare a proporre qualcosa di diverso dal solito. In realtà si tratta di un format già diffuso in altri luoghi, ma qui non era ancora presente.
All’inizio eravamo una decina, poi, grazie al passaparola, pian piano le persone sono aumentate.»
Ti aspettavi questo successo?
«No, non me lo aspettavo e ne sono molto contenta. Vedere che le persone partecipano volentieri e non vedono l’ora che arrivi un nuovo incontro è davvero una bella soddisfazione.
Organizzare tutto non è semplice, ma sapere che le persone sono contente e partecipano con entusiasmo ripaga dell’impegno.»
C’è qualcuno che ha cominciato a leggere proprio grazie a questa iniziativa?
«Sì, conosco alcune persone che prima non leggevano affatto e che hanno iniziato proprio partecipando a questi incontri.
Il Silent Book Club nasce certamente con l’idea di avvicinare le persone alla lettura, ma anche con quella di combattere la solitudine. Ci sono persone che trascorrono molto tempo da sole e non sempre hanno occasioni per uscire, socializzare o conoscere qualcuno.
Questa iniziativa diventa quindi anche un modo per stare insieme, creare legami e fare rete dal punto di vista umano.»
Gli incontri si svolgono ogni volta in un luogo diverso. Per quale motivo?
«Innanzitutto, vogliamo dimostrare che si può leggere ovunque: basta trovare un angolino nel quale stare tranquilli. La scelta della farmacia, per esempio, è nata proprio per comunicare questo messaggio.
Inoltre, viviamo in una valle meravigliosa, ricca di luoghi e realtà che talvolta non conoscono nemmeno le persone che abitano qui da sempre. Gli incontri diventano così anche un’occasione per scoprire qualcosa che abbiamo vicino a casa e che, forse, altrimenti non avremmo mai conosciuto.
Questo aspetto è stato molto apprezzato. Diverse persone mi hanno raccontato che, grazie al club, hanno scoperto posti nuovi e che in seguito hanno partecipato con maggiore curiosità. Ed è proprio la curiosità che può accendere anche la voglia di leggere.
Ho inoltre saputo che alcune persone, pur essendo vicine di casa, si sono conosciute grazie al Silent Book Club. Adesso si frequentano, fanno qualche passeggiata insieme oppure si incontrano per bere un caffè. Anche questo è un aspetto che mi piace moltissimo.»
Un luogo che crede nella comunità
L’incontro al quale ho partecipato si è svolto nella sede del Comitato Plello Insieme.
Al termine dell’ora di lettura abbiamo avuto la possibilità di visitare la piccola, ma fornitissima, biblioteca del Comitato. Sugli scaffali ci sono tantissimi libri, ma ciò che si percepisce, soprattutto ascoltando Maria Caterina Ferro, una delle sue rappresentanti, è la grande volontà di riunire le persone del paese e creare occasioni per stare insieme, attraverso appuntamenti culturali e momenti di puro divertimento.
Maria ci ha illustrato alcune delle prossime iniziative. Tra queste ce n’è una davvero curiosa, intitolata “All You Can Read”.
Una signora del paese ha realizzato alcune borse utilizzando materiali di recupero. Sabato 25 luglio, in piazza Mazzini a Borgosesia, dalle ore 9 alle 12, chi lo desidera potrà sceglierne una e riempirla con tutti i libri che riuscirà a farci stare, per poi portarla a casa. Sarà richiesta soltanto un’offerta libera, destinata a sostenere le attività del Comitato.
C’è molto entusiasmo nelle parole di Maria mentre racconta i prossimi appuntamenti. Ammette però, con un velo di dispiacere, che non tutti gli abitanti partecipano ancora alle iniziative, ma il Comitato non si arrende e continua a credere nei propri obiettivi.
In fondo, anche questo luogo mi è sembrato perfettamente in sintonia con lo spirito del Silent Book Club: i libri diventano un’occasione per uscire di casa, incontrarsi e sentirsi parte di una comunità.
















