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Quanto fa male vedere bruciare la nostra terra

Mai come in questo periodo mi sto rendendo conto, ancora di più, di quanto sia bella la natura.

L’ho sempre amata. Amo stare nei boschi, camminare immersa nel verde, sentire il rumore dell’acqua, ammirare le montagne. Sono tutte cose che mi fanno stare bene. Non le ho mai date per scontate, proprio perché fanno parte della mia vita, della nostra vita.

Ora però questo caldo incredibile che continua da tempo senza tregua, sta mettendo a dura prova tutto quello che ci circonda. I boschi bruciano, i pascoli vengono distrutti, tanti animali perdono il loro rifugio, l’acqua scarseggia e il fumo invade il cielo fino ad arrivare nelle nostre case.

Osservo le foto di Francesco Taurisano, fotografo documentarista, che da quando sono iniziati gli incendi, sia in Valsesia che in Valsessera, ha documentato con un’infinita serie di foto e video tutto questo straziante spettacolo.

Fa così male guardarle che sembra quasi di sentire l’urlo della montagna ferita. Sento gridare anche quella piccola pianta verde che, in mezzo al rogo, cerca disperatamente di sopravvivere.

Incendi in Valsesia foto Francesco Taurisano

È doloroso pensare a un bosco che ha impiegato decenni per crescere e vederlo distrutto in poche ore. Mi fa male pensare agli animali che scappano dalle fiamme senza sapere dove andare.

Sono immagini a cui non riesco ad abituarmi. E sinceramente non credo che dovremmo abituarci.

In questi giorni mi ritrovo spesso a guardare il cielo e a sperare nella pioggia.

Ma non il temporale violento che dura mezz’ora e che ora, in molti casi, fa danni pure lui. Vorrei quella pioggia lenta, continua, magari per giorni. Quella che bagna davvero la terra, che riempie di nuovo i ruscelli, che dà un po’ di sollievo ai boschi e agli animali.

È proprio vero il detto che, solo quando rischiamo o addirittura perdiamo qualcosa, capiamo fino in fondo quanto sia importante per noi.

I boschi, l’acqua, l’ombra degli alberi, l’aria pulita, gli animali: sono vita. Fanno parte di quell’equilibrio della natura di cui anche noi abbiamo bisogno per vivere.

Vorrei, con questo mio post, ringraziare di cuore i tanti Vigili del Fuoco, i volontari AIB, i piloti dei Canadair e degli elicotteri e tutte le persone che, unite, stanno lavorando senza sosta ormai da un mese, per mettere al sicuro le case delle aree colpite e spegnere questi incendi.

Ora posso solo sperare e pregare affinché questo periodo finisca presto, che arrivi finalmente un po’ d’acqua e che la natura riesca, piano piano, a riprendersi.

Non voglio fare nessuna morale, sia chiaro. Ma da tutto questo credo che qualcosa dovremo imparare.

Prendiamoci cura di più, e meglio, della natura che ci avvolge, perché è grazie a lei che possiamo respirare, trovare acqua, ombra, vita. È grazie a lei se questi luoghi sono ciò che amiamo così tanto.

Forse dovremmo semplicemente ricordarcelo più spesso, non solo quando rischiamo di perderli.

Perché fa male vedere bruciare la nostra terra.

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