Sull’Isola di San Giulio, nel lago d’Orta, si trova uno dei laboratori di restauro tessile più apprezzati d’Italia. Da oltre quarant’anni le monache benedettine del Monastero Mater Ecclesiae restituiscono nuova vita a preziosi tessuti storici provenienti da tutta Ia penisola.
L’argomento è stato al centro di una recente serata organizzata dal Lions Club Valsesia, durante la quale Camillo Paffoni, Past President del Lions Club Borgomanero-Cusio, ha ripercorso la nascita e l’evoluzione di questo straordinario laboratorio.
Un monastero rinato grazie al lavoro delle monache
Le prime sette monache benedettine arrivarono sull’Isola di San Giulio nel 1973, provenienti dal monastero di Viboldone, dopo aver ricevuto l’autorizzazione del vescovo di Novara Aldo Del Monte.
Trovarono un edificio in condizioni difficili, ma con pazienza e spirito benedettino iniziarono un lungo lavoro di recupero. Seguendo il principio dell’“Ora et Labora”, trasformarono poco alla volta il monastero in un luogo di preghiera, studio e lavoro.
Fu proprio in quegli anni che nacque l’idea di creare un laboratorio dedicato al restauro dei tessuti antichi.
Dall’Opificio delle Pietre Dure di Firenze a un centro di eccellenza
Nel 1984 alcuni insegnanti dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze raggiunsero il monastero per insegnare alle monache le tecniche di restauro di stoffe e paramenti sacri.
A dare un contributo fondamentale fu anche Camillo Paffoni, perito chimico e imprenditore, che collaborò alla realizzazione del laboratorio tecnico-scientifico, dotandolo delle attrezzature necessarie per affrontare interventi sempre più complessi.
Da quel piccolo laboratorio artigianale è nata una realtà oggi conosciuta ben oltre i confini italiani.
Un lavoro fatto di precisione e pazienza
Ogni manufatto segue un percorso accurato.
Prima viene fotografato e analizzato, poi osservato al microscopio digitale per individuare materiali, colori e condizioni di conservazione. Seguono le fasi di pulitura, consolidamento delle fibre, eventuale tintura, ricostruzione delle parti mancanti e restauro delle frange o delle decorazioni.
Ogni intervento viene eseguito in collaborazione con le competenti Soprintendenze e con metodologie che rispettano completamente il materiale originale.
Nel monastero è presente anche una speciale camera anossica, utilizzata per eliminare tarli, tarme e altri insetti senza ricorrere a sostanze dannose, oltre a un impianto di depurazione che rende l’attività rispettosa dell’ambiente.
Oggi il laboratorio dispone di una banca campionature con circa settemila tessuti, strumenti per l’analisi dei coloranti e macchinari dedicati alle diverse tipologie di fibre.
Anche il Sacro Monte di Varallo tra i lavori più importanti
Tra gli interventi realizzati dalle monache figurano opere provenienti da tutta Italia.
Per il nostro territorio spiccano diversi restauri eseguiti per il Sacro Monte di Varallo, tra cui gli abiti della Madonna Dormiente, i cuscini antichi e gli abiti della Madonna Annunziata custoditi nella seconda cappella.
Il laboratorio ha inoltre contribuito alla realizzazione del grande Manto della Misericordia della Madonna di Oropa, inaugurato nel 2021 per la V Centenaria Incoronazione. Un’opera lunga circa venticinque metri, composta da oltre quindicimila frammenti di stoffa donati dai fedeli come simbolo di vicinanza e speranza dopo gli anni della pandemia.
Un patrimonio che continua a vivere
L’Isola di San Giulio è conosciuta soprattutto per la sua spiritualità e per il suggestivo Cammino del Silenzio. Sapere che tra le mura del monastero opera anche un laboratorio di restauro di fama internazionale aggiunge un motivo in più per guardare questo luogo con occhi diversi.
Restaurare un tessuto storico non significa soltanto riparare un oggetto danneggiato. Ogni intervento permette di conservare testimonianze della storia religiosa, artistica e culturale del territorio, affinché possano essere studiate e ammirate anche dalle generazioni future.
🌟Curiosità
Dal 1984 il laboratorio ha eseguito oltre 1.500 restauri di opere tessili provenienti da tutta Italia. Tra i committenti figurano parrocchie, basiliche, cattedrali, musei, confraternite, comuni e istituzioni che affidano alle monache manufatti di grande valore storico e artistico. Nonostante il laboratorio si trovi su un’isola, ogni opera viene preparata con particolare cura per il trasporto via lago, sia all’arrivo sia al momento della restituzione.






