RIMA UNA PERLA IN VAL SERMENZA.
Una bella giornata di sole, nemmeno troppo calda, devo dire, ha fatto da cornice perfetta per un’escursione in alta Valsesia.
Devo ammetterlo: come sempre, scegliere dove andare non è facile, perché la Valsesia è tutta bella, in ogni suo angolo. I suoi piccoli e caratteristici borghi, abbracciati da una natura rigogliosa, sembrano brillare ancora di più in giornate come questa.
Dopo aver dato un’occhiata al calendario eventi che propongo sul mio sito, ho deciso di raggiungere una piccola perla della Val Sermenza: Rima. (Comune di Alto Sermenza).
Incastonata come la pietra preziosa di un gioiello importante, Rima non smette mai di sorprendermi e regalarmi emozioni. L’ho visitata molte volte, ho camminato lungo i suoi sentieri, ma questa volta ho vissuto qualcosa di ancora più speciale.
Tutto intorno a Rima, la natura regna sovrana. Il maestoso Monte Tagliaferro (2964 mt) e il suggestivo Corno di Rima (2117 mt) vegliano sul piccolo borgo, immerso nel cuore del Parco Naturale Alta Valsesia. Qui la montagna è ancora viva e vissuta, i tanti alpeggi sono ancora oggi frequentati dai pastori, che portano qui il loro bestiame a pascolare per poi produrre degli ottimi burro e formaggi, spesso acquistabili direttamente in loco. Passeggiando lungo i sentieri si possono ammirare anche testimonianze della sapiente architettura montana, come le baite a schiera dell’alpe Lanciole di Sopra o gli affascinanti reperti megalitici del Vallè di Sopra, noti come Antiche Dimore. Al Vallè di Sotto, invece, un grosso masso conserva misteriose coppelle e impronte piediformi scolpite nella pietra.
Visite guidate a Rima e ai suoi tesori.
Grazie alla Pro Loco di Rima, per tutto il mese di agosto è possibile partecipare a visite guidate del borgo, al Museo del Marmo Artificiale, con annesso laboratorio e alla splendida Gipsoteca Pietro Della Vedova.
Non potevo fare scelta migliore!
A guidarmi nella scoperta è stata Elisa Zanoli, con una passione contagiosa e una conoscenza profonda di questo patrimonio. Il marmo artificiale di Rima è un’arte raffinata, che ha reso celebri nell’800 in tutta Europa e oltre, gli artigiani di Rima. Per questa ragione trovo che sia giusto e importante che venga valorizzata e tramandata e a questo scopo esistono dei corsi formativi che, proprio nel laboratorio allestito nell’edificio storico acquistato dal Comune, permettono di apprendere questa affascinante tecnica.
Dal 2004, infatti, è attiva l’Associazione Marmo Artificiale di Rima, nata proprio con l’intento di recuperare e salvare un sapere che ha rischiato di perdersi per sempre. Un progetto prezioso, che oggi ha dato vita a un laboratorio in cui artigiani qualificati non solo creano, ma anche insegnano, progettano, decorano e riportano in vita opere uniche.
Un traguardo significativo è stato raggiunto nel 2006, con la registrazione del marchio “Marmo Artificiale di Rima”. Un sigillo ufficiale che garantisce l’autenticità delle opere e tutela questa tecnica da abusi e contraffazioni.
Elisa mi ha mostrato alcune fasi del processo: laborioso, complesso, ma capace di dare vita a creazioni davvero straordinarie. All’interno del museo sono esposti diversi manufatti che ho potuto toccare con mano e rendermi così conto di quanto siano perfettamente lisci e simili al marmo vero. All’interno del museo-laboratorio mi ha colpito una parete dedicata alle cartoline che gli artigiani inviavano alle loro famiglie da lontano, quando erano via per lavoro. Per mesi, a volte anni, non tornavano a casa: scrivere era l’unico modo per sentirsi vicini. Ho provato una stretta al cuore. Un gesto che oggi sembra dimenticato ma che conserva una tenerezza senza tempo.
Molte opere realizzate dagli artigiani di Rima si trovano ancora oggi in sontuosi palazzi Europei, in edifici governativi, in chiese italiane. Anche la chiesa di Rima e l’albergo Alpino conservano alcune testimonianze preziose di questa arte.
La visita è proseguita con una passeggiata nella parte antica del borgo, dove le case in stile Walser raccontano le radici culturali di questa comunità. A differenza, ad esempio, di Alagna, qui l’evoluzione architettonica ha seguito una strada diversa: molti uomini del posto grazie ai loro viaggi di lavoro, appresero nuove tecniche e le riportarono a casa, mescolando tradizione e innovazione, cambiando anche lo stile abitativo delle case.
Poco fuori dal centro abitato, un comodo sentiero pianeggiante conduce alla Gipsoteca Pietro Della Vedova, un luogo davvero speciale!
Lo scultore Pietro Della Vedova, seguendo l’esempio del maestro Vincenzo Vela, desiderò fortemente creare una casa-museo nel proprio paese natale. Donò così alla comunità circa duecento gessi, che furono trasportati, con grande fatica, dal suo atelier torinese fino a Rima. Purtroppo, morì prima di vedere realizzato il suo sogno.
La costruzione dell’edificio e l’allestimento risultano simili all’atelier di Torino, quindi con grandi finestroni per offrire la luce naturale necessaria a un laboratorio di scultura, e le opere collocate direttamente sul pavimento o allineate su mensole sospese, proprio come le avrebbe volute lui.
Appena varcata la soglia, mi sono trovata immersa in un mondo di bellezza che non so proprio come descrivere. Avrei voluto avere almeno due ore per osservare ogni dettaglio delle opere esposte, tutte ricche di una forza espressiva davvero incredibile. Anche chi, come me, non è “addetto ai lavori”, non può restare indifferente davanti a tanta maestria.
Vi consiglio vivamente una visita a questi due luoghi profondamente ricchi di significato e di bellezza!
Per poterlo fare contattate la Pro loco oppure, solo per il mese di Agosto, ogni giorno sia al mattino che al pomeriggio potete approfittare delle visite guidate.
La giornata si è conclusa nel modo più dolce e autentico possibile: con una camminata nel bosco fino al Rifugio Brusà, immerso nella natura, dove ho trovato accoglienza calorosa e un ottimo pranzo. Un momento di pace, di silenzio e di gratitudine.
Per me, questa è la Valsesia: un luogo che ti parla al cuore, attraverso la sua storia, le sue mani sapienti, la sua natura generosa. E ogni volta, ti lascia qualcosa di nuovo. 💘
📷Foto gallery Rima, Museo, Gipsoteca e rifugio Brusà.





























































