Dal Monte Rosa al fiume Sesia e alle vallate laterali, tra borghi storici, natura e tradizioni alpine
Ci sono territori che non si limitano a mostrarsi: entrano lentamente nei pensieri, nei ricordi, nel desiderio di tornare.
La Valsesia appartiene a questa seconda categoria.
Ai piedi del Monte Rosa, tra boschi, torrenti e antichi villaggi alpini, questa valle custodisce un’anima genuina che col passare degli anni è riuscita a rimanere intatta. Qui la montagna non è soltanto paesaggio: è cultura, divertimento, scoperta, accoglienza.

La cultura più autentica, la si respira nei suoi borghi antichi e millenari, anche legati alle migrazioni che portarono le popolazioni germaniche dei Walser a insediarsi nella valle. Ancora oggi, queste comunità custodiscono e tramandano con orgoglio la propria cultura, insieme alle loro usanze e in alcuni luoghi anche la loro tipica lingua: il titschu.
Il divertimento è assicurato grazie al contatto diretto con la natura: sci, trekking, sport fluviali, ma anche la scoperta di luoghi incantati, panorami mozzafiato, meraviglie naturali da immortalare in fotografie e video da custodire gelosamente o condividere.
La scoperta passa attraverso boschi caratteristici, una fauna ricca e una geologia unica, dominata dal sorprendente Supervulcano della Valsesia, tra i più affascinanti e studiati da esperti di tutto il mondo. Da due Parchi Naturali, quello dell’alta Valsesia e quello del Monte Fenera e poi tutte le vallate interne, a volte molto nascoste ma che una volta raggiunte sanno sorprendere per la loro struggente bellezza.
Identità e accoglienza convivono da sempre in questa valle. Qui il turismo si sviluppa senza rinunciare all’anima montana, alle tradizioni alpine. Dai tipici rifugi alpini, di cui uno è il più alto d’Europa a 4554 mt. della vetta del Monte Rosa, fino a quelli più raccolti e intimi a quota più basse. In Valsesia ce ne sono moltissimi, raggiungibili con semplici passeggiate o itinerari più impegnativi. Qui puoi trovare un articolo dedicato.
1. Alagna Valsesia — Il cuore alpino della Valsesia ai piedi del Monte Rosa
Se esiste un luogo capace di rappresentare più di ogni altro l’immagine della Valsesia nel mondo, quello è senza dubbio Alagna Valsesia.
Situata ai piedi del maestoso massiccio del Monte Rosa, la seconda montagna più alta d’Europa, Alagna è da sempre considerata la porta valsesiana dell’alta montagna alpina, un territorio dove natura, tradizioni walser e turismo convivono in un equilibrio raro da trovare altrove.
Il paese conserva ancora oggi gran parte della propria identità storica grazie alle antiche comunità walser, popolazioni di origine germanica giunte in queste vallate nel Medioevo attraverso i valichi alpini svizzeri. Le tipiche case in pietra e legno, le strette vie del centro storico e le antiche frazioni disseminate tutto intorno al paese e nelle valli circostanti, (Otro, Val Vogna) raccontano ancora oggi una cultura profondamente legata alla montagna.
Tra le località più suggestive spiccano le antiche frazioni walser di Pedemonte, dove si trova il Museo Walser e Riva Valdobbia, antico ed elegante borgo, dove svetta nel mezzo la grande Chiesa Parrocchiale di San Michele, con la sua facciata interamente dipinta, raffigurante il giudizio universale, e i due alti campanili.
Ma Alagna non è soltanto storia e tradizione.
Oggi rappresenta anche una delle località turistiche alpine più importanti del Piemonte e non solo frequentata durante tutto l’anno da appassionati di montagna, sciatori, escursionisti, fotografi naturalisti e amanti degli sport outdoor.
Partendo dal centro storico è possibile raggiungere la piccola località del Wold, storica area sciistica ideale per bambini e principianti che desiderano avvicinarsi allo sci in un contesto alpino tranquillo e panoramico. Poco oltre si trovano le antiche miniere d’oro, testimonianza di un passato minerario che per secoli ha interessato l’alta valle. Nel 2025 è stato inaugurato il ⇒museo minerario di Kreas e a breve saranno aperte al pubblico, una parte delle antiche gallerie delle miniere.
Nei dintorni meritano una visita anche la suggestiva Cascata dell’Acqua Bianca, sul tratto che conduce all’Alpe Pile, cuore del Parco Naturale Alta Valsesia, e la caratteristica cascata delle Caldaie del Sesia, scavate dal fiume Sesia nel corso dei millenni dall’erosione glaciale.
Da Alagna si diramano decine di sentieri escursionistici, dai percorsi più semplici fino agli itinerari alpini più impegnativi, che attraversano lariceti, pascoli e pietraie d’alta quota dominati dalle imponenti pareti del Monte Rosa e dagli ultimi ghiacciai ancora presenti.
Per gli escursionisti più esperti, accompagnati da guide alpine, è possibile raggiungere uno dei luoghi simbolo dell’alpinismo europeo: la Capanna Regina Margherita, il rifugio più alto d’Europa situato a 4.554 metri di quota sulla Punta Gnifetti. Da qui, nelle giornate limpide, lo sguardo spazia dall’intera Valsesia alla Svizzera, dalla Valle d’Aosta alla Pianura Padana fino al lontano Appennino.
Tra gli itinerari più amati vi è anche la salita verso la Val d’Otro, una piccola valle laterale di straordinaria bellezza naturalistica. Un sentiero ripido ma accessibile conduce verso antichi alpeggi walser e ampi pianori alpini dove in inverno si ciaspola tra metri di neve e in estate si possono ammirare fioriture alpine, pascoli e panorami spettacolari.
Dal territorio di Riva Valdobbia si apre invece la suggestiva Val Vogna, raggiungibile attraversando la storica Ca’ di Janzo e la frazione Sant’Antonio. Qui il paesaggio cambia progressivamente: dalle ultime faggete si passa alle immense laricete e poi agli alpeggi d’alta quota che collegano la valle con Gressoney-Saint-Jean e l’alta Valle Cervo nel Biellese.
Lungo il percorso si incontrano piccoli gioielli alpini come la frazione Peccia, con le sue abitazioni walser e il caratteristico laghetto, mentre poco più in alto i pianori dell’Alpe Larecchio regala paesaggi glaciali dominati da torbiere, flora d’alta quota particolarmente ricca e suggestiva e un delizioso piccolo laghetto naturale.
L’alto corso del fiume Sesia è inoltre molto apprezzato dagli appassionati di pesca sportiva alla trota, grazie alle acque fredde e cristalline che scendono direttamente dai ghiacciai del Rosa, mentre la parte bassa del territorio è meta di cercatori di funghi.
Che si tratti di semplici passeggiate, escursioni naturalistiche o grandi traversate alpine, ad Alagna esistono itinerari per ogni livello di esperienza.
Ed è proprio questa straordinaria varietà di ambienti, paesaggi e attività a renderla una delle località più complete e affascinanti dell’intera Valsesia.
Inutile ricordare che Alagna Valsesia dispone inoltre di tutte le principali strutture dedicate all’accoglienza.
Alberghi, b&b, ristoranti tipici, case vacanza, negozi, strutture sportive, bar e vinerie animano il centro soprattutto durante i periodi di maggiore affluenza turistica sia in inverno che d’estate.
La caratteristica via pedonale del centro storico contribuisce a creare quell’atmosfera alpina viva e accogliente che rende Alagna una meta ideale in ogni stagione.
2. Varallo — Arte, storia e spiritualità nel cuore della Valsesia
Se Alagna rappresenta il volto alpino e naturalistico della Valsesia, Varallo ne custodisce invece l’anima storica, artistica e culturale.
Adagiata lungo il corso del fiume Sesia nella parte centrale della valle, Varallo è considerata da secoli uno dei centri storici più importanti dell’intero Alto Piemonte, una cittadina elegante e ricca di fascino dove storia, arte, tradizioni e spiritualità convivono in modo sorprendentemente armonioso.
Il simbolo più celebre della città è senza dubbio il Sacro Monte di Varallo, uno dei complessi religiosi e artistici più importanti d’Italia, riconosciuto patrimonio UNESCO insieme agli altri Sacri Monti piemontesi e lombardi.
Situato su un’altura panoramica che domina l’intera cittadina e la media Valsesia, il Sacro Monte venne fondato alla fine del Quattrocento da Bernardino Caimi con l’obiettivo di ricreare in Piemonte i luoghi della Terra Santa, permettendo anche ai pellegrini impossibilitati a raggiungere Gerusalemme di vivere un percorso spirituale immerso tra cappelle affrescate, statue a grandezza naturale e suggestivi scenari religiosi.
Oggi il Sacro Monte di Varallo rappresenta non soltanto un luogo di fede, ma anche una straordinaria testimonianza artistica e paesaggistica capace di attirare visitatori, storici dell’arte, fotografi e turisti provenienti da tutta Europa.
Dal centro cittadino è possibile raggiungere il Sacro Monte sia in automobile, sia attraverso un’antica mulattiera, che parte nei pressi della storica Funivia di Varallo, che collega il centro storico alla collina panoramica regalando splendide vedute sulla valle e sui tetti della città (si segnala che ad oggi la funivia è chiusa per manutenzione).
Numerosi sono i musei culturali: il Museo Calderini, la Pinacoteca ricca di opere d’arte, il Museo dell’Energia, il Museo dell’Orologio, il Museo della Pesca e il Museo Cesare Scaglia e la storica Biblioteca Civica Farinone-Centa di Varallo, custode di libri antichi, documenti e testimonianze preziose della storia valsesiana. Un patrimonio che racconta arte, tradizioni, ingegno, vita quotidiana e identità culturale della valle attraverso i secoli.
Passeggiando per le vie del centro storico di Varallo si possono ammirare antichi palazzi, piazze molto curate, portici, botteghe storiche, chiese, da non perdere Santa Maria delle Grazie con la grandiosa Parete Gaudenziana! E poi scorci che raccontano il passato commerciale e culturale della città, da sempre punto di riferimento per l’intera Valsesia.
Tra i luoghi più caratteristici meritano una visita anche il Ponte Antonini, simbolo storico della città, che segna la divisione tra Varallo “vecchio” e Varallo “nuovo”. Sotto di lui fluiscono le acque del torrente Mastallone. Nel bel mezzo del ponte si trova il monumento dedicato al Generale Antonini, ricordato per le sue battaglie in guerra anche al fianco di Napoleone.
Varallo rappresenta inoltre un ottimo punto di partenza per esplorare la media e bassa Valsesia, grazie alla vicinanza con vallate laterali, percorsi naturalistici e itinerari escursionistici immersi nelle montagne circostanti.
Non mancano naturalmente ristoranti, bar, pizzerie, alberghi, negozi e strutture dedicate all’accoglienza turistica, che rendono la cittadina viva e frequentata durante tutto l’anno, tra eventi culturali, rassegne musicali anche internazionali, mostre, manifestazioni tradizionali e turismo religioso. Una delle manifestazioni più importanti è l’Alpàa, che nel 2026 festeggia i suoi 50 anni, ogni anno nel mese di luglio.
A differenza delle località alpine dell’alta valle, Varallo offre la capacità di unire cultura, spiritualità, natura e vita quotidiana, rendendola una delle località più rappresentative dell’intera valle del Sesia.
3. Alto Sermenza — La Valsesia più autentica tra montagne, silenzio e antichi villaggi alpini
Nel cuore delle vallate laterali più alte e selvagge della Valsesia si trova Alto Sermenza, il comune nato dall’unione degli storici territori di Rima, Rima San Giuseppe e Rimasco.
Un territorio montano vasto e spettacolare che rappresenta ancora oggi una delle espressioni più autentiche della cultura e della vita alpina valsesiana.
Qui il tempo sembra davvero scorrere più lentamente.
Il piccolo borgo di Rima, quello più in alto, è uno dei paesi più suggestivi dell’intera vallata. Circondato da alte montagne e dominato da pascoli e boschi alpini, conserva ancora oggi splendide architetture tradizionali walser, antiche fontane in pietra e stretti vicoli che raccontano secoli di vita di montagna.
Durante l’inverno il paese assume un fascino quasi fiabesco, spesso immerso nella neve e nel silenzio, mentre in estate diventa un vivace borgo, dove turisti in cerca di calma e natura, trovano il luogo ideale, anche punto di partenza per escursioni, trekking e passeggiate tra alpeggi.
Tra gli itinerari più amati vi sono i sentieri che conducono verso alpeggi e rifugi e i collegamenti storici con la Valle di Gressoney e le vallate laterali del Monte Rosa, percorsi utilizzati per secoli dalle popolazioni walser.
A Rima ha sede un bellissimo museo-laboratorio de Marmo Artificiale di Rima, una vera e propria arte sviluppatasi tra Ottocento e Novecento in questo piccolo paese valsesiano. Gli artigiani rimesi perfezionarono la tecnica dell’imitazione del marmo, ottenendo risultati di grande qualità estetica a costi inferiori rispetto al marmo naturale. Grazie alla loro abilità e a un’organizzazione quasi “industriale”, gli artigiani di Rima operarono in tutta Europa, decorando palazzi, musei, banche e residenze imperiali dalla Germania alla Russia. Questa arte divenne così simbolo della straordinaria capacità imprenditoriale degli stuccatori valsesiani.
Sempre a Rima si trova la gipsoteca “Pietro Della Vedova” con una raccolta di circa 200 gessi, del noto scultore del posto.
Più a valle si trova invece Rimasco, storico paese valsesiano noto per il suo lago artificiale, che dona quell’atmosfera tranquilla e suggestiva e che ne fa uno dei luoghi più fotografati della Valsesia. Sopra l’abitato, raggiungibile con la seggiovia o una camminata di circa mezz’ora, si trova il Rifugio Alpe Campo. La vista panoramica sulla valle, lo rende un posto accogliente e speciale ma a renderlo una meta ambita, soprattutto da chi cerca avventure un po’ adrenaliniche, è il fun bob. Questo bob su rotaia che parte dal rifugio e scende a valle, passando per il bosco è una vera e propria esperienza da vivere, per chi vuole divertirsi ma in totale sicurezza.
Quest’area della Valsesia è molto apprezzata da chi cerca una montagna più silenziosa e autentica, lontana dal turismo di massa ma ricca di sentieri, paesaggi spettacolari e testimonianze storiche legate alla cultura walser.
In estate una vera e propria “chicca” per passeggiate, trekking, pesca sportiva e relax immersi nella natura, mentre in inverno, se arrivano abbondanti nevicate il territorio diventa un piccolo paradiso alpino per ciaspolate ed escursioni sulla neve.
Pur mantenendo un’identità più intima, Alto Sermenza dispone di rifugi, ristoranti tipici, b&b e case vacanza, permettendo ai visitatori di vivere un’esperienza tipicamente alpina senza rinunciare ai principali servizi.
4. Fobello — Il borgo elegante sospeso nel tempo tra storia, montagna e tradizioni alpine
Nel cuore dell’alta Val Mastallone, immerso tra boschi, torrenti e montagne, sorge Fobello, uno dei borghi storici più eleganti e caratteristici dell’intera Valsesia.
A differenza di altre località più legate al turismo sportivo o alla grande montagna, Fobello colpisce soprattutto per la propria atmosfera raffinata e autentica, fatta di antiche abitazioni in pietra, ville storiche, strette vie e scorci che sembrano appartenere a un’altra epoca.
Passeggiando nel centro storico si percepisce immediatamente il forte legame del paese con il proprio passato. Balconi in legno, antiche fontane, il grande ponte di pietra e case decorate raccontano la storia di una comunità che per secoli ha vissuto in equilibrio tra isolamento montano, commercio e tradizioni locali.
Fobello è conosciuto anche per essere il paese natale di Vincenzo Lancia, fondatore della storica e omonima casa automobilistica. Ancora oggi il borgo conserva numerose testimonianze legate alla famiglia Lancia, che contribuì in passato allo sviluppo e al prestigio del paese. Qui sorge la casa-museo a lui dedicata.
Altri musei sono perfettamente conservati e ricchi di testimonianze storiche, come quello del Puncetto Valsesiano, tipico pizzo fatto con filo nodo su nodo, da poco arricchito con bambole vestite con tipici costumi della valle e ricamati dal puncetto; il Museo Tirozzo Carestia, con all’interno una vasta raccolta dell’erbario dell’abate Carestia ed anche i tipici costumi tradizionali di Fobello.
Ma il fascino di Fobello non si limita alla storia.
Il territorio circostante offre anche possibilità per escursioni, trekking e passeggiate immersi nella natura più selvaggia, per arrivare a raggiungere piccoli angoli paradisiaci, come ad esempio il Lago di Baranca dove si possono trovare i resti di quella che fu la residenza estiva della famiglia Lancia. Inoltre, dalla sella di Baranca, in prossimità del lago, è possibile raggiungere da una parte Carcoforo attraverso la val d’Egua e dall’altra Bannio Anzino, nella Valle Anzasca.
Boschi di faggio e larice, torrenti alpini, antichi sentieri montani, piccoli alpeggi e rifugi accompagnano il visitatore lungo percorsi adatti sia agli escursionisti più esperti sia a chi desidera semplicemente godersi il silenzio e la tranquillità della montagna e durante l’autunno, i boschi che circondano il paese si tingono di colori spettacolari, rendendo il territorio particolarmente amato da fotografi naturalisti, escursionisti e appassionati di foliage.
Fobello non dispone di molte strutture ricettive. L’accoglienza si limita a una trattoria in centro paese e a qualche casa vacanza. Molto apprezzati invece, sono alcuni prodotti tipici come: i formaggi dell’azienda Giuncà, i “Biscutin dal Strii” e il tipico pane del “Vulaiga”.
Elegante, silenzioso e profondamente legato alle proprie tradizioni, Fobello rappresenta ancora oggi uno dei borghi più belli della Valsesia, capace di sorprendere chiunque decida di scoprirne la storia e i paesaggi.
5. Scopello — Sport, natura e turismo nel cuore della Valsesia
Situato in una posizione strategica lungo la media alta Valsesia, Scopello rappresenta da decenni una delle località turistiche più frequentate e amate dell’intera valle del Sesia.
Circondato da montagne, boschi e attraversato dalle acque cristalline del fiume Sesia, il paese è considerato uno dei principali punti di riferimento per il turismo outdoor valsesiano, grazie alla presenza di impianti sciistici, sentieri, attività sportive e numerose strutture dedicate all’accoglienza.
Scopello è infatti una delle porte di accesso all’Alpe di Mera, località molto apprezzata sia durante l’inverno sia nella stagione estiva. Raggiungibile in auto, a piedi e per la prossima stagione invernale, anche con la nuova cabinovia, troverete panorami spettacolari affacciati sull’intera Valsesia e sul massiccio del Monte Rosa.
Durante l’inverno l’Alpe di Mera diventa meta ideale per sciatori, snowboarder e famiglie grazie alle numerose piste panoramiche.
In estate, invece, gli ampi pascoli e i sentieri escursionistici e la ciclabile alta Valsesia, attirano amanti del trekking, della mountain bike, delle e-bike, delle passeggiate panoramiche, tra fioriture alpine e splendide vedute sulle montagne valsesiane.
Ma Scopello non è soltanto montagna.
Il paese è infatti strettamente legato anche al fiume Sesia, uno dei corsi d’acqua più conosciuti del Piemonte per gli sport fluviali e la pesca sportiva.
Le sue acque sono particolarmente apprezzate dagli appassionati di rafting, kayak, hydrospeed, attività che durante la bella stagione richiamano sportivi provenienti da tutto il mondo.
Tra i simboli storici della località spicca, inoltre, il caratteristico Ponte di Scopello, antico ponte in pietra che attraversa il Sesia regalando uno degli scorci più fotografati della valle.
Il offre un’accoglienza vivace e accogliente, con alberghi, residence, case vacanza, ristoranti tipici, negozi, locali e strutture che rendono Scopello una meta turistica ideale durante tutto l’anno.
Grazie alla sua posizione centrale, Scopello rappresenta anche un ottimo punto di partenza per visitare molte delle località più belle della Valsesia, dalle vallate walser dell’alta valle fino ai borghi storici e naturalistici della parte centrale del territorio.
A differenza delle località alpine più isolate, Scopello riesce a unire perfettamente comfort turistico, attività outdoor e natura montana, offrendo ai visitatori una Valsesia accessibile, dinamica e ricca di possibilità.
Ed è proprio questa combinazione tra paesaggi alpini, sport, relax e ospitalità a renderla una delle mete più amate e frequentate dell’intera valle del Sesia.
6. Rassa — La Valle dei Tremendi tra torrenti alpini, pareti granitiche e antiche leggende medievali
Rassa non è soltanto uno dei borghi più suggestivi della Valsesia. Nel 2025 è entrato a far parte dell’Associazione dei Borghi più belli d’Italia. Questo testimonia più di ogni altra cosa, la sua tipicità e bellezza.
È la storica “Valle dei Tremendi”, nome che ancora oggi richiama il carattere duro e resiliente delle popolazioni che nei secoli hanno vissuto in uno degli ambienti alpini più severi e spettacolari dell’intera valle del Sesia.
Il piccolo borgo sorge alla confluenza dei torrenti Sorba e Gronda, in una vallata stretta e profondamente incuneata tra pareti granitiche a strapiombo che per secoli hanno isolato il territorio dal resto della Valsesia.
Proprio questa conformazione aspra e selvaggia avrebbe contribuito alla nascita dell’antico appellativo di “Valle dei Tremendi”, a testimonianza della straordinaria forza d’animo necessaria per vivere e sopravvivere in un ambiente montano tanto duro quanto affascinante.
A dominare il paesaggio vi è la spettacolare Parete Calva, enorme bastione roccioso che rappresenta ancora oggi uno degli scenari naturali più impressionanti e caratteristici della Valsesia.
Ed è proprio su queste montagne che si intrecciano le antiche vicende medievali di Fra Dolcino e dei movimenti religiosi che interessarono il Nord Italia tra il XIII e il XIV secolo, eventi che ancora oggi alimentano racconti, leggende e curiosità storiche legate alle vallate alpine valsesiane
Da Rassa, e in particolare dal suggestivo Ponte della Sorbella, è infatti possibile raggiungere il Monte Rubello, in territorio biellese, luogo simbolo delle ultime vicende della setta dolciniana, dove gli eretici guidati da Fra Dolcino vennero catturati dopo una lunga e drammatica battaglia.
Si tratta di un’escursione impegnativa ma straordinariamente suggestiva, che attraversa pascoli alpini, immense faggete, valloni rocciosi e panorami selvaggi, per poi scendere verso l’alta Valsessera tra cascate, torrenti e boschi di faggio tra i più spettacolari del Piemonte.
Un itinerario imprescindibile per chi desidera vivere davvero da dentro l’anima più autentica e “tremenda” della Valsesia.
Ma Rassa non è soltanto storia medievale e natura selvaggia, ma anche pesca, funghi, flora, fauna e frutti di bosco.
Il borgo conserva ancora oggi importanti testimonianze della cultura alpina valsesiana, tra antiche abitazioni walser, ponti in pietra, mulattiere e tradizioni che sopravvivono da secoli.
Nel paese si trova anche l’Ecomuseo del Legno di Rassa, con l’antica Segheria di Brasei, preziosa testimonianza della lavorazione tradizionale del legno e della vita nelle comunità alpine valsesiane.
Molto partecipata è inoltre la storica Sagra del Mirtillo di Rassa del 15 agosto, antica tradizione estiva legata ai piccoli frutti di montagna che ancora oggi richiama visitatori e turisti da tutta la Valsesia e non solo.
Tra le specialità locali non mancano infine le tradizionali grappe aromatiche, storicamente prodotte nelle vallate montane grazie alle erbe officinali e ai piccoli frutti spontanei che crescono nei boschi circostanti.
Oggi Rassa rappresenta una delle località più autentiche e identitarie della Valsesia, lontana dal turismo di massa ma capace di regalare paesaggi, storie e atmosfere che difficilmente si dimenticano.
Un luogo dove la montagna conserva ancora il proprio volto più duro, selvaggio e profondamente affascinante.
La Valsesia non è soltanto una destinazione turistica.
È un territorio da vivere lentamente, da esplorare e da scoprire passo dopo passo, tra montagne, torrenti, boschi e antiche tradizioni alpine che qui continuano ancora oggi a sopravvivere.
Ed è forse proprio questa autenticità, oggi sempre più rara, il vero segreto della valle del Sesia.
Un piccolo consiglio goloso ?
Tra le tante bontà che avrete modo di trovare, non lasciate la Valsesia senza prima aver gustato una deliziosa Miaccia, con toma valsesiana e prosciutto cotto! Non ve la scorderete facilmente!

































































