In questa torrida e “rovente” estate, in silenzio si è accomiatato dalla sua Valsesia Elvise Fontana, punto di riferimento importante per il CAI di Varallo, custode del GRIM, Gruppo Ragazzi in Montagna, fondato da Padre Gallino, scrittore e cronista appassionato.
Già da molti anni Elvise viveva appartato, ma non per questo il suo ricordo si è perso. Nei primi anni in cui lavoravo in Biblioteca a Varallo lo ricordo come assiduo frequentatore, compulsatore dei giornali antichi, alla ricerca di notizie per completare i suoi lavori di ricerca.
Scherzando gli dicevo che si era sempre occupato di disgrazie: inverni terribili (Storie di antichi inverni e Inverni valsesiani) valanghe (Storia delle valanghe in Valsesia, in due volumi), alluvioni (Alluvioni in Valsesia 1999), incendi (1891 – 1991 La compagnia dei pompieri volontari di Alagna Valsesia, cento anni al servizio della Comunità, scritto in collaborazione con Pietro Ferraris). Proprio in queste ultime settimane assistiamo al rogo in Val Mastallone che impegna allo stremo uomini e mezzi, ma pare inarrestabile. Enzo Barbano, nella prefazione a “Storie di antichi inverni” scrisse: “Appassionato alpinista, custode di patrie memorie, paziente ricercatore, è chiaramente rimasto avvinto dalla suggestione esercitata dalla tragedia in montagna”, cogliendo la dimensione umana del mondo della montagna, la fierezza, grandezza e dignità dell’essere montanari.
Questi fatti drammatici Elvise li documentò anche in volumi che raccontano la storia dei paesi valsesiani, come nel caso di Carcoforo, in cui collaborò con lo storico Enrico Rizzi nel libro pubblicato dalla Fondazione Monti nel 1994.
In Biblioteca ho anche rinvenuto un opuscolo dattiloscritto a firma di Elvise Fontana, che ci era stato donato dal compianto Roberto Regis: San Bernardo e l’ospizio del Montjou, dedicato alla figura del Santo “Patrono dei valichi delle Alpi, ma anche di coloro che abitano su quei monti, o per essi viaggiano”, come scrisse Papa Pio XI nella Lettera Apostolica del 20 agosto 2023, rendendo universale il culto di San Bernardo.
L’ultimo lavoro a stampa cui Elvise contribuì fu un volume fotografico, corredato di brevi testi esplicativi: “Risalite: storia degli impianti di risalita in Valsesia e nel Biellese”, pubblicato da Idea Editrice nel 2004, in cui un capitolo è dedicato proprio alla funivia del Sacro Monte: “Il mezzo più veloce per raggiungere il Santuario, la via più semplice per assaporare il benessere interiore, il senso di pace e di riflessione, che è elargito da questo luogo sacro: una metafora che ci accosta ad altre “Risalite”, verso altri luoghi, verso altre mete”. Elvise ricorda la festosa inaugurazione del nuovo impianto nel maggio 2003: “Ha aggiunto qualcosa di speciale al nostro faticoso cammino”, pubblicando una serie di inedite fotografie, che ne tracciavano la storia fin dai primordi del progetto. Certo l’avrebbe molto rattristato questa nuova chiusura, determinata dall’ingente somma necessaria per i lavori di controllo, manutenzione e collaudo, speriamo che da lassù trovi il modo di suggerire a chi di dovere di venire in soccorso, per ripristinare quel cordone ombelicale tra la Città e il Monte.
Piera Mazzone






