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A Varallo presentato il libro “Mediazione tra pari”

Gradito ritorno in Biblioteca quello di Mauro Julini, che, con Greta Carpani, sabato 16 ottobre nel pomeriggio, ha presentato il volume: “Mediazione tra pari”.

Dopo il saluto dell’Assessore Enrica Poletti che rappresentava il Comune di Varallo e dell’Assessore Attilio Ferla, dell’Unione dei Comuni Montani, è intervenuto Mauro Julini, giurista d’impresa, mediatore sociale e civile commerciale, facilitatore, docente di tecniche di negoziazione e facilitazione, che il 28 settembre 2018 aveva presentato in Biblioteca a Varallo: Uomini e donne per il dialogo, Negoziati, negoziatori, mediatori: persone che hanno agito in epoche differenti, nell’arco di sei secoli, in paesi e condizioni diverse ed in quasi tutti i continenti.

In qualità di responsabile nazionale del progetto divulgativo nazionale INVECE DI GIUDICARE, nato per costruire una “rete” di persone, mezzi e strumenti per la diffusione su larga scala della cultura della mediazione finalizzata alla conciliazione, Julini ha parlato del nuovo libro: “Mediazione tra pari”, del quale è Coautore con Mariachiara Gentile, Marzia Lillo, Consuelo Santino e Andrea Spada, un pool di esperti in discipline diverse, che è particolarmente indicato per gli Istituti Scolastici e i centri di aggregazione giovanili, trattando dell’importanza di mediare i conflitti che sorgono all’interno della scuola e all’interno di gruppi giovanili, non ricorrendo a strumenti impositivi come le sanzioni disciplinari in ambito scolastico, o la violenza in gruppi giovanili.

Greta Carpani – che a breve si laureerà in Giurisprudenza, è mediatrice civile e commerciale, divulgatrice della cultura della mediazione, assegnataria della borsa di studio Mario Quinto, per una ricerca sulla mediazione tra pari in Germania e in Austria, dove la mediazione è materia facoltativa già dal secondo anno di istruzione superiore – ha spiegato cosa sia la “mediazione tra pari”, che interviene per la risoluzione non violenta dei conflitti, formando dei giovani che si sentano adatti a questo delicato compito, abbiano le caratteristiche per risolvere in modo dialettico dei conflitti, superando la logica del rapporto di forza, perché in una mediazione non ci sono né vinti, né vincitori, ma si risolve in maniera dialettica il problema che aveva provocato il conflitto. Sono stati forniti da Greta alcuni dati sui risultati delle mediazioni tra pari: “Bullismo e cyberbullismo sono in costante aumento, ma, nelle situazioni in cui agiscono mediatori tra pari, diminuiscono in modo sensibile, mentre crescono fiducia, rispetto, autostima ed anche il rendimento scolastico, si impara inoltre ad accettare il punto di vista degli altri, considerato come una ricchezza e non come una problematica”.

Nel libro appare chiaro come i giovani parlino in modo più aperto con dei loro coetanei, dai quali non si sentono giudicati e s’instaurino quindi metodi di collaborazione molto efficaci, che passano attraverso il dialogo e l’ascolto: “La scuola è la palestra più importante per creare dei buoni cittadini futuri”.

Un’altra storia comincia qui”, con queste parole del ministro Marta Cartabia, Mauro Julini ha aperto il suo intervento, ricordando che: “Promuovere la cultura della mediazione è una precisa richiesta che proviene dalle istituzioni di ogni livello e in primis dal Consiglio d’Europa e dal Parlamento Europeo”. Formatore e divulgatore sono figure molto diverse tra di loro: il formatore trasmette molte cose a pochi, mentre il divulgatore fa l’opposto, trasmette poche cose a molti. Di solito si pensa solo alla divulgazione scientifica, invece è altrettanto importante quella umanistica. L’educazione civica, che prima era lasciata alla discrezionalità dei singoli insegnanti, adesso, con una legge di iniziativa popolare, e non parlamentare, diventa materia obbligatoria, che entra in pagella, prevede trentatré ore l’anno e deve essere in collegamento con il territorio dove viene erogata. Un progetto di mediazione tra pari, che entra in un Istituto Scolastico, non è una meteora che esaurito il suo percorso sparisca, ma permane negli anni, perché i mediatori ne formano altri e si prosegue nell’attività di conciliazione dei conflitti.

Per conseguire il titolo di “mediatore tra pari”, oltre a delle caratteristiche riconosciute, occorre avere la volontà di seguire un percorso di formazione e superare un esame che abiliti a questo tipo di attività. “Chi oggi ha sessant’anni è cresciuto con il processo, invece per i giovani c’è la possibilità di scegliere altre strade per risolvere qualsiasi tipo di conflitti: ad esempio il cyberbullismo, che può essere paragonabile all’infarto, infatti il problema deve essere risolto in anticipo, perché se una immagine arriva sui social poi è impossibile da ritirare, per questo raccomandiamo sempre di prestare la massima attenzione nei confronti di ciò che mettiamo in rete”.

Nelle “Scuole amiche della mediazione” famiglie e insegnanti dialogano, lavorando davvero insieme per conseguire gli stessi obiettivi: “E’ importante far sempre sentire i ragazzi protagonisti”. Julini ha concluso il suo apprezzato intervento presentando la Carta per la divulgazione della cultura della mediazione e fornendo alcuni dati numerici sui risultati raggiunti a oggi: “I divulgatori sono 489, i formatori di mediatori tra pari sono 50, sono stati svolti 518 interventi in diciotto regioni (Le uniche a non essere state toccate dal progetto sono Valle d’Aosta e Molise). Sono stati formati 205 mediatori, formati o alfabetizzati 1.140
insegnanti, coinvolgendo 100 scuole, raggiungendo oltre 14.580 ragazzi”. Gli interi proventi derivanti dalla vendita del libro saranno reinvestiti nel progetto.

Le scuole, o gli insegnanti interessati, potranno rivolgersi direttamente a Greta Carpàni, o a Mauro Julini: la Biblioteca fornirà le indicazioni per contattarli, e mette il libro a disposizione per chi volesse approfondire la conoscenza dell’argomento.

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