AlagnaAlta Valsesia

Alagna: restauro Baite Daverio grazie ad accordo con il FAI

SINERGIA POSITIVA TRA UNIONE ALAGNESE E FAI. Il 13  Dicembre sarà firmato l’accordo per la gestione delle Baite Daverio in Val d’Otro

Venerdì 13 dicembre ad Alagna, alle ore 18, presso il Teatro dell’Unione Alagnese, il Vice Presidente Esecutivo del FAI, Marco Magnifico, e Anna Gualdi, Presidente dell’Unione Alagnese, sottoscriveranno l’accordo per la
valorizzazione e la gestione delle due storiche case walser in Val d’Otro, nella frazione Scarpia (la quarta che si incontra salendo da Alagna) donate trent’anni fa all’Unione Alagnese da Arialdo Daverio

Interverranno: Lorena Chiara, in rappresentanza del Museo Walser, che spiegherà chi è stato Arialdo Daverio, ideatore del progetto dell’Ecomuseo della Valsesia. Seguirà l’intervento di Roberto Veggi, Sindaco di Alagna Valsesia, che parlerà del progetto di creazione di un museo multimediale nella casa Daverio in frazione Pedemonte, il cui allestimento sarà affidato direttamente al FAI.

Come omaggio musicale ad Arialdo Daverio, Massimo Giuseppe Bianchi eseguirà al pianoforte musiche di Fryderyk Chopin, Ernesto Nazareth, Franz Liszt e Gioachino Rossini.
L’ingegner Arialdo Daverio, (Novara 1909-Alagna 1990), urbanista, appassionato della cultura delle genti delle Alpi, negli anni Cinquanta si dedicò a un censimento descrittivo e fotografico dell’architettura Walser, pubblicato nel 1985 e poi ristampato essendo stato esaurito. Gli studi effettuati, così come la comunicazione diretta ad accrescere la consapevolezza del valore di queste architetture da parte della comunità locale, portarono nel tempo alla salvaguardia di più di duecento costruzioni Walser, alcune delle quali acquistate o donate a fini museali. Nel 1976 aprì il Museo Walser, nella frazione Pedemonte di Alagna, dove la proposta della visita ad un’abitazione tradizionale completa di arredi, permetteva di raccontare i modi di vivere e le tradizioni di questa popolazione che alla metà del XIII secolo lasciò la Svizzera per insediarsi tra i monti di queste valli, portando con sé una lingua, saperi e costumi affatto diversi da
quelli autoctoni. Alla morte dell’ingegner Daverio l’archivio privato venne donato all’Unione Alagnese, che cedette la sezione di argomento novarese al Comune di Novara, che la collocò e catalogò presso la Biblioteca Civica “C. Negroni”, mentre la parte valsesiana è consultabile presso l’Unione Alagnese. Arialdo Daverio lasciò erede dei suoi beni immobiliari ad Alagna l’Unione Alagnese: le due case walser seicentesche in Val d’Otro, frazione Scarpia, saranno ora affidate in gestione per trent’anni al Fai, che investirà un milione e mezzo di euro, trasformandole un’esperienza di vita,
introducendo le migliorie necessarie per consentire l’allevamento di vacche bruno-alpine attraverso l’insediamento di una famiglia di pastori selezionata con la collaborazione del Professor Cavallero, docente di scienze alpine
all’Università di Torino. I nuovi pastori avranno anche una dotazione di pascoli per sostenersi con la propria attività, cui il FAI contribuirà con un aiuto organizzativo ed economico.

Tra i suoi sessantuno Beni in tutta Italia (di cui trenta regolarmente aperti al pubblico) oggi il FAI possiede e gestisce quattro Beni alpini. Ma quest’anno se ne sono aggiunti altri tre: il rifugio “Torino Vecchio” a Punta Hellbronner sul Monte Bianco a Courmayeur, in partnership con il CAI – Club Alpino Italiano di Torino; le baite walser Daverio in Val d’Otro ad Alagna Valsesia, in collaborazione con l’Unione Alagnese e il Comune; l’alpeggio Sylvenoire a Cogne, in sinergia con il Comune di Cogne e il Parco Nazionale Gran Paradiso.

Baite FAI SCARPIA

Il “Progetto Alpe. L’Italia sopra i 1.000 metri”, era stato lanciato lo scorso 16 febbraio, nel XXIII Convegno Nazionale dei Delegati e Volontari del FAI, tenutosi a Brescia, durante la sessione aperta al pubblico: era il primo progetto organico di restauro, valorizzazione e gestione di Beni nell’Italia delle terre alte e delle aree interne: dalle Alpi agli Appennini fino ai Nebrodi, alle Madonie, al Gennargentu, lungo la linea dorsale del Paese. Il progetto del FAI è una strategia di sviluppo, almeno decennale, che mira ad acquisire una collana di Beni rappresentativi del mondo italiano dell’Alpe. L’intervento sui Beni si fonda sul restauro di architetture e paesaggi, ma anche di pratiche di vita e di produzione, indagate e ripristinate secondo storia e tradizioni locali in una chiave di sostenibilità contemporanea.

Il “Progetto Alpe” è anche una campagna volta a sensibilizzare e a educare le generazioni presenti e future sulla necessità di salvaguardare e promuovere il valore materiale e immateriale di contesti paesaggistici e culturali oggi in sofferenza, riscoprendo e riattivando le attività e il patrimonio culturale tipici della montagna.
In nome di questi obiettivi, il FAI svilupperà dal 2020 anche un programma specifico di raccolta fondi rivolta a cittadini, istituzioni e aziende interessati a sostenere l’iniziativa generale, o i singoli progetti, con donazioni di beni,
fondi, opere e materiali.

Anna Gualdi, Presidente dell’Unione Alagnese, mercoledì 4 dicembre è stata invitata a Varallo, nella sede della Delegazione FAI Valsesia, per presentare il progetto incentrato sulla Val D’Otro: “Sono felice di ciò che sta capitando: l’Unione Alagnese, nata la notte di Natale del 1900, ha sempre posto al centro della propria attività la salvaguardia e valorizzazione della cultura di Alagna e delle sue valli. L’ingegner Arialdo Daverio, novarese, fondatore della locale sezione di Italia Nostra, contribuì a far conoscere e a valorizzare la cultura walser, paragonando la casa walser ad un tempio, erede del tempio greco classico. Alla sua morte, nel 1990, lasciò all’Unione Alagnese il suo archivio raccolto tra il 1960 e il 1980, che è stato interamente riordinato e reso consultabile, ed un importante patrimonio immobiliare, costituito da due case walser seicentesche intatte in Val d’Otro, in frazione Scarpia e una casa a Pedemonte, accanto al Museo Walser, che si vorrebbe, con l’aiuto del FAI, trasformare in museo multimediale, sull’esempio del museo multimediale di Matera, facendo della casa il punto di accoglienza per i visitatori, che a Otro potranno constatare
come sia possibile una gestione sostenibile di un bene di grande valore storico, culturale e ambientale”.

La relazione di Anna Gualdi è stata accolta con grande entusiasmo dai soci della Delegazione FAI della Valsesia, per questa promozione del territorio, che darà risonanza nazionale alla valle: “Il punto giusto è quello esclamativo”.

Per tutti l’appuntamento è ad Alagna, al teatro dell’Unione Alagnese, venerdì 13 dicembre, alle ore 18.

Piera Mazzone
Responsabile della Comunicazione –FAI DELEGAZIONE DELLA VALSESIA


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