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Gattinara: Festeggiato il 60° della bottiglia “Travaglini”

L’AZIENDA VITIVINICOLA TRAVAGLINI FESTEGGIA IL 60° DELL’INVENZIONE DELLA BOTTIGLIA “STORTA” DIVENTATA FAMOSA IN TUTTO IL MONDO

L’Azienda Vitivinicola Travaglini, creata nel cuore delle colline di Gattinara, cominciò a produrre vino all’inizio del secolo scorso con Clemente, proseguì il figlio Arturo e poi diventò una moderna azienda con Giancarlo, che nel 1958 inventò quella che divenne l’esclusiva forma tradizionale di bottiglia “decanter”, famosa in tutto il mondo: fu l’inizio di un’innovazione profonda innestata nel solco della tradizione. L’anniversario è stato festeggiato lunedì 17 settembre con un evento esclusivo nella cantina, ai piedi delle prime colline vitate, che all’entrata reca una frase di Mario Soldati: “Il vino è la poesia della terra”, filosofia di produzione di un vino qualitativamente superiore.

Dopo la visita guidata ai vigneti (oltre cinquanta ettari, ben esposti sulle colline di Gattinara, sostenuti da mura ciclopiche per favorire l’insolazione e permettere a chi lavora di poter muoversi agevolmente), con persone che spiegavano l’arte sottile del coltivare la vite, perché “il vino si fa nella vigna, prima che in cantina”, agli oltre duecento invitati, tra i quali il Presidente della Provincia di Vercelli, Carlo Riva Vercellotti, il Sindaco di Gattinara, Daniele Baglione, il Presidente dell’Ente Risi Paolo Carrà, è stato raccontato il moderno processo di produzione del vino: dalla raccolta delle uve all’imbottigliamento, seguito da degustazioni in cantina di tre terroir. Cinzia Travaglini, entrata in Azienda giovanissima, con il marito Massimo Collauto,  ha ricevuto il testimone dal padre Giancarlo, continuando a produrre vini di qualità e ha presentato la versione limitata di soli centoventi esemplari del Gattinara Riserva 2013, un crudi uve nebbiolo selezionate nel vigneto Ronchi, che fu uno dei primi ad essere impiantato, racchiusa nell’esclusiva Mathusalem del sessantesimo, di colore bianco satinato, per ricordare la purezza e la luce del diamante, pietra-simbolo di ogni sessantennio, con un’etichetta che ricorda anch’essa le sfaccettature del diamante.

Dopo l’aperitivo, accompagnato dal Nebolè, vino spumante, metodo classico, da uve Nebbiolo vinificate in bianco,servito nel parco dell’azienda, è stata servita una ricca cena preparata da due chef stellati: Sergio Vineis e Giovanni Grasso, accompagnata dai preziosi vini Travaglini.

Durante la serata Cinzia Travaglini ha ringraziato l’intero staff dei collaboratori, premiato Piera Signoris e Claudio Rizzi, che lavorano in Azienda dal 1979 e ha voluto accanto i rappresentanti e gli importatori, italiani e stranieri, perché tutti hanno contribuito al successo del Vino Gattinara prodotto dalla famiglia Travaglini, che può vantare una forte presenza sul mercato nazionale ed internazionale, solidamente attestata in oltre quaranta Paesi, producendo annualmente tremila quintali di uva destinata a DOCG, che si trasformano in 250.000 bottiglie, per il 60/70% destinate all’esportazione. L’enologo Sergio Molino, che nel 2002 fu chiamato in azienda da Giancarlo Travaglini, ha sintetizzato le caratteristiche di questi vini importanti. Alessia Travaglini è intervenuta per leggere un pensiero dedicato ai genitori per manifestare l’orgoglio di far parte di questo percorso attraverso le generazioni, ringraziando il nonno per la sua sincerità e determinazione, riscoperte nei mesi di preparazione dell’evento, in cui sono emersi tanti ricordi e testimonianze: “Sono felice di affiancarvi in questo sogno divenuto realtà”.

Per celebrare questo anniversario, lasciando una traccia tangibile, in una elegante edizione curata dal grafico vercellese Guido Tassini, è stato stampato il libro: Ho sognato una bottiglia…storta”, dedicato al fondatore dell’Azienda, Giancarlo Travaglini, che sessant’anni fa inventò la bottiglia che sarebbe passata alla storia, prematuramente scomparso nel 2004. Il volume, curato da Paoletta Picco, ha come protagonista la lunga storia dell’azienda vitivinicola Travaglini, che con Alessia e Carolina è giunta alla quinta generazione. La prefazione, firmata da Paolo Massobrio, si conclude con un sincero elogio di Giancarlo Travaglini: “Un uomo buono che ha saputo esaltare ilbuono”, che seppe creare un modello virtuoso di fare impresa, radicata ai valori del territorio, scrivendo una bella storia italiana.

Il gallerista Marco Rossi ha presentato l’esclusiva scultura del sessantesimo, realizzata dal collettivo piemontese di scultori The Bounty Killart, intitolata “Perbacco!”, un serpente con la testa di Bacco e la coda a forma di cavatappi, che avvolge le sue spire attorno ad una roccia, che rappresenta la terra rocciosa dalla quale nasce il Gattinara.

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