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Biella: Selvatica Arte e Natura in festival. Artisti scultori e pittori in mostra

Sono tanti gli artisti e fotografi presenti con i loro lavori alla nona edizione di Selvatica – Arte e Natura in Festival, visitabile fino al 26 giugno nei tre complessi di Palazzo Gromo Losa, Palazzo Ferrero e Palazzo La Marmora che costituiscono il “Polo culturale di Biella Piazzo”.

 

Per quanto riguarda la parte pittorica e scultorea della mostra, gli artisti selezionati dalla curatrice Lorenza Salamon della Galleria Salamon Fine Art di Milano sono: Silvia De Bastiani, Jessica Carroll e Keisei Kobayashi.

In mostra anche le sculture dell’artista vercellese Giovanni Tamburelli.

Silvia De Bastiani vincitrice della scorsa edizione di Be Natural Be Wild presenta nelle sale di Palazzo Gromo Losa i suoi bellissimi acquerelli raffiguranti montagne e boschi.

In mostra sono presenti una ventina di opere alcune delle quali realizzate nell’autunno 2021 appositamente per Selvatica 2022 dedicate alle montagne biellesi.

L’artista Bellunese, come spiega la curatrice, sa interpretare il tema della natura alpina con inedita sapienza artistica, veridicità e originalità.

Connubio possibile per le sue indubbie capacità tecniche e perché è una provetta alpinista. Quest’ultima caratteristica le consente punti di vista privilegiati, resistenza ai cambiamenti climatici e possibilità di dipingere en plein air, una modalità di lavoro che le permette di trasferire sulla carta la solitudine dei grandi spazi, i rumori della natura, le sensazioni che con il trascorrere delle ore e i cambi di luce e temperatura attraversano una mente porosa e accorta.

Silvia De Bastiani attraverso un linguaggio tecnico che coniuga figurazione e astrattismo ha il dono di saper coinvolgere lo spettatore nel suo sguardo incantato.

Laureata all’Accademia di Belle Arti di Venezia, ha al suo attivo numerose esposizioni nazionali e internazionali personali e collettive tra le quali segnaliamo la Biennale Internationale de L’Aquarelle e Salon du Dessin et de la Peinture à l’Eau, Grand Palais in Francia, Time Machine, allestimento permanente nella sezione preistoria del MUSE di Trento, diverse edizioni del Premio Arte Mondadori.

È docente dei Corsi Liberi di Acquerello e Disegno all’Accademia di Belle Arti G.B. Cignaroli di Verona, segue workshop con il maestro Pedro Cano e dal 2012 è membro dell’Associazione Italiana Acquerellisti.

Nelle sale e nel bellissimo giardino all’italiana di Palazzo Gromo Losa, si possono ammirare invece le sculture dell’artista italo americana Jessica Carroll.

La scultrice, piemontese d’adozione, padroneggia molti materiali con cui sa dare corpo alle più affascinanti e curiose storie naturali. Sin dall’infanzia esplora con il padre i grandi parchi statunitensi dove Jessica impara ad osservare e assimilare la natura, chi la vive, con tutti i sensi all’erta. Curiosa lettrice, sviluppa con scenografiche installazioni alcuni degli eventi naturali ancora intrisi di mistero, capaci, però di muovere mandrie, stormi, pesci, sciami per il globo al fine

di riprodursi, nutrirsi, morire. Il suo è un linguaggio d’avanguardia, condotto da un’eleganza innata con cui sa raccontare storie originali.

Le sue installazioni coniugano la visione dell’artista contemporaneo, che sa beneficiare di materiali moderni, non convenzionali, che nel contempo sono frutto di lunghe osservazioni in natura e ricerche approfondite.

È per questo che lo studio delle api e della loro indispensabile e articolata struttura è al centro della sua arte dai suoi esordi. Negli anni ha allargato i suoi interessi alle mandrie che si spostano per centinaia di chilometri nelle praterie; alle anguille che per riprodursi ogni anno si spostano nel mare dei Sargassi, compiendo in alcuni casi il giro del mondo; agli stormi che alla ricerca di cibo, clima e nutrimento ideale attraversano i nostri cieli coprendo distanze inimmaginabili.

Jessica Carroll ha il dono di saper dare forma ai grandi misteri della natura.

In mostra sono presenti otto sculture che raffigurano l’affascinante mondo delle api, stormi di merli, la lenta migrazione delle anguille, rane e grilli.

L’artista ha al suo attivo una serie di mostre collettive: alla Galleria Salamon&C di Milano, alla Galleria dell’Incisione di Brescia, alla Galleria Patrizia Buonanno di Trento e da Susanna Orlando a Forte dei Marmi, ha illustrato per Fogola Editore a Torino il libro della Grande Collana “II Richiamo della Foresta” di Jack London.

Ha esposto al castello di Rranz Paludetto e alla galleria La vetrina di Elisabetta Giovagnoni a Roma e ha realizzato una Hannukia per il Museo dei Lumi della Sinagoga di Casale Monferrato. Ha partecipato inoltre alle mostre “Risalto” e “Rumorosa” nel Monferrato e ad una mostra collettiva alla Galleria dell’Incisione di Brescia.

Le sale del prestigioso Palazzo La Marmora ospitano dieci opere di un esponente di spicco della grafica d’arte mondiale contemporanea, il grande maestro Keisei Kobayashi.

Il maestro nella sua lunga carriera ha raccolto la longeva e universale tradizione dell’arte incisoria giapponese arricchendola di elementi attuali, cari alla cultura nipponica.

L’originalità grafica con cui l’arte giapponese ha saputo incantare il mondo a partire dalle silografie dell’800 di Hokusai e Hiroshige si è evoluta nel corso dell’ultimo secolo inglobando la cultura dei manga, di cui i nipponici sono intrisi.

Capostipite di una visione onirica, Keisei Kobayashi sembra spinto dal compulsivo e bulimico desiderio di inserire, in una superficie relativamente contenuta, il più elevato numero di elementi possibili, urbani e naturali. Ad ogni osservazione i suoi capolavori offrono scoperte continue: edifici, piante, fiori e animali che spuntano da altrettante architetture, foglie e bestie.

Attraverso un personalissimo linguaggio Keisei Kobayashi tiene in equilibrio una moltitudine di temi che nonostante siano prossimi l’uno nell’altro mantengono la propria individualità. Un incredibile ordine nella complessità di cose e persone che affastellano ogni centimetro quadrato delle sue enormi incisioni.

Simboliche sono anche le forme che raccolgono i suoi numerosi protagonisti, come le uova al cui interno sembrano prendere vita giardini dell’eden; nuvole che sovrastano città pullulanti di elementi architettonici; squarci terrestri nei cui meandri prendono vita esseri di ogni genere: acquatici, terrestri, volatili.

Le opere sono incise a rilievo, vale a dire che le linee che delineano il “disegno” sono il risultato di quanto lasciato in superficie, mentre gli spazi bianchi sono stati preventivamente scavati nella matrice. Un lavoro difficilissimo, che implica una visione complessiva preventiva, è impossibile incidere una matrice senza che l’artista abbia un’idea precisa di quanto scaverà.

Non è un lavoro d’istinto, ma frutto di una razionale previsione sia dell’insieme sia del dettaglio. Non vi è oggi, al mondo, un incisore che abbia la sapienza e la pazienza di approcciare un impegno di questo genere e con risultati di tale eccellenza.

Le opere esposte ripercorrono l’intera carriera dell’incisore dal 1984 al 2021 e mostrano il virtuosismo senza tempo di un grande maestro contemporaneo, degno rappresentate della più nobile e accessibile delle arti: la grafica originale.

Infine, nel giardino di ingresso di Palazzo Gromo Losa è ospitata “La pelle della Luna”, grande installazione dell’artista Giovanni Tamburelli, che vive e lavora a Saluggia, nel Vercellese e commenta così la sua opera: “In perpetua fioritura, la Luna dalla pelle ruvida come croste di pane accoglie in abito da sposa una colonia di gufi. I maestosi pennuti guardano con occhi da battesimo, le ali aperte come le biblioteche di Dio, attraversano i firmamenti con il loro volo vincitore. Siate astronomi, è una Luna raggiungibile; prendetevi il tempo, l’arte va coltivata, deve diventare come questa Luna per le menti contemplative”.

Orari:

Sabato e domenica 10.00-19.00 – 18 (Pasquetta) e 25 aprile, 1° maggio e 2 giugno 10.00-19.00  – Chiuso 17 aprile (Pasqua)

Biglietteria a Palazzo Gromo Losa

Biglietto unico d’ingresso per le tre sedi espositive.

Il biglietto è valido per un solo ingresso alle sedi espositive e ha validità per tutta la durata dell’apertura delle mostre.

Intero: 7,00 € / Ridotto: 5,00 € / Under 25 gratuito

Biglietto ridotto: Over 65, gruppi di almeno 12 persone, studenti universitari con tesserino, Soci FAI, Soci WWF, Amici di Castelli Aperti, Soci Plein Air, Soci Touring Club Italiano, CartaEffe Feltrinelli, AIGO Card e Soci AIGO, biglietto Giardino Botanico di Oropa, biglietto visita guidata alla Conca dei Rododendri (Oasi Zegna)

Biglietto gratuito: Under 25, disabili + 1 accompagnatore, insegnanti se accompagnano una classe, Abbonamento Musei Piemonte Valle d’Aosta, Voucher Museo Banca di Asti, giornalisti con tesserino, guide turistiche con patentino

Selvatica + mostra KRYPTÒS. Inganno e mimetismo nel mondo animale (Palazzo Gromo Losa)

Intero: 10,00 € / Ridotto: 8,00 €

Speciale bambini e ragazzi 3-25 anni: 3,00 €

Didattica

Ideazione e conduzione a cura di Clorofilla Soc. Coop.

015 2523058 / 370 3432114 / coop.clorofilla@gmail.com

Per informazioni

Palazzo Gromo Losa Srl – c/o Fondazione Cassa di Risparmio di Biella

Via Garibaldi 17 – 13900 Biella

http://www.selvaticafestival.net

info@selvaticafestival.net | +39 015 0991868

https://www.facebook.com/Selvatica.Arte.e.Natura.in.Festival/

https://www.instagram.com/selvatica_festival/

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