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Borgosesia: nasce una grande opportunità per i giovani Valsesiani e non solo

Sabato 1 febbraio presso il Comune di Borgosesia è stata convocata una conferenza stampa per presentare il nuovo corso di diploma in “Operatore del Legno”, di durata quinquennale, che verrà attivato a partire dal prossimo anno scolastico dall’Istituto Lancia di Borgosesia, all’interno del già presente indirizzo: “Industria e artigianato per il Made in Italy” (già declinato in Meccanica e Moda all’Ipsia Magni di via Marconi). Le lezioni si terranno a Varallo, nella sede del Formont in via Calderini, dove sono a disposizione le aule per la didattica delle materie comuni e due laboratori, già attrezzati e pronti per l’uso, per le lezioni pratiche.

Dopo il saluto del Sindaco, Paolo Tiramani, che si è impegnato ad istituire delle borse di studio per gli studenti di questo nuovo corso, assicurando la massima disponibilità per venire incontro alle esigenze di docenti e studenti, la parola è passata al Dirigente del Lancia: Carmelo Profetto, che ha parlato di questa nuova opportunità formativa, al momento assente anche nelle province limitrofe, che garantisce nuovi sbocchi professionali per i giovani. Per far partire il corso, però, sono necessarie una ventina di iscrizioni: “Quel che potevamo fare noi è stato portato a termine. Abbiamo ottenuto tutte le autorizzazioni, provinciali e regionali, la scuola ha tutto quello che necessita a iniziare, ci sono l’appoggio e la collaborazione degli artigiani locali e delle associazioni di categoria. Abbiamo anche promosso il nuovo corso attraverso i giornali e le scuole medie. L’auspicio, a questo punto, è che il territorio sappia approfittare di questa irripetibile occasione che andrebbe a colmare un vuoto, la formazione nel settore del legno, e a recuperare una tradizione illustre. Noi crediamo molto nel progetto. Ci auguriamo vi credano anche i giovani”.

L’Istituto Lancia è tornato ad essere “Scuola del territorio” e l’aver ottenuto oggi questo nuovo corso ha davvero dell’incredibile, tenuto conto della contrazione di popolazione e della tendenza ad ottimizzare, non concedendo nuovi corsi, ma in questo caso è prevalsa la necessità di dare un futuro alla secolare tradizione del legno in Valsesia. Profetto ha sottolineato che è molto importante gestire bene e in modo tempestivo la fase dell’orientamento scolastico: “La Germania orienta i propri studenti a undici-dodici anni, mentre noi lo facciamo troppo tardi, a diciannove-venti”.

Silvio Brentazzoli, varallese, che si è laureato in Scienze amministrative e giuridiche delle organizzazioni pubbliche e private nel 2018, discutendo la tesi: “Quintino Sella e l’istruzione professionale. Spunti per un progetto formativo rivolto ai giovani della Valsesia” – di cui una copia è disponibile presso la Biblioteca Civica “Farinone-Centa” di Varallo – ha definito il nascente corso per artigiani del legno promosso dall’Istituto d’Istruzione Superiore Vincenzo Lancia come il: “Realizzarsi di un sogno, il concretizzarsi in maniera del tutto inattesa di quanto auspicato nella mia
tesi di laurea, una parte della quale era dedicata ad approfondire il tema della possibilità e dell’utilità di far rivivere la famosa Scuola Barolo di Varallo”.

La Scuola Barolo, scrive Silvio Brentazzoli, è stata una scuola longeva, necessaria, gloriosa: “Le sue origini risalgono alla primavera del 1835, ma i prodromi sono antecedenti. Verso la fine del Settecento a Varallo ci si rese conto che le vano le esigenze di pochi giovani e si dimenticavano della maggioranza, cioè dei ragazzi che avrebbero svolto da adulti un mestiere manuale. Nel 1778 nacque la Scuola di disegno, gratuita e aperta a tutti. Nel 1831 quarantuno persone di buona volontà si ritrovarono per parlare della Scuola di disegno cittadina: non ce la faceva più, mancavano i soldi, quindi fondarono la “Società d’Incoraggiamento per lo studio del disegno nella Provincia di Valsesia”, realtà tuttora viva e feconda, che prese subito sotto tutela la Scuola. Nella primavera del 1835 visitarono il Sacro Monte di Varallo il marchese Carlo Tancredi Falletti di Barolo e il suo segretario e bibliotecario Silvio Pellico, e ne constatarono il grave stato di degrado: urgevano restauri e manutenzioni. Il marchese decise di fondare un Laboratorio di scultura in legno, finanziandolo con generose donazioni, perché era una scuola necessaria: un investimento sui giovani valsesiani che realizzasse il triplice obiettivo di salvaguardare lo straordinario patrimonio artistico locale, di dare un lavoro a tanti giovani specialmente meno agiati e di fare in modo che restassero a vivere nella loro valle. Il 2 gennaio 1838 venne inaugurato il Laboratorio di scultura di Varallo presso l’ex convento delle orsoline (oggi Albergo Italia) e ben presto fu trasferito nei locali dell’attuale Palazzo dei Musei. La Scuola ebbe una storia gloriosa, fatta di grandi risultati ma anche grandi difficoltà, come ogni cosa umana. Molti allievi diventarono abili artigiani nei campi  nell’intaglio e intarsio ligneo, ebanisti, restauratori; qualcuno un vero e proprio artista sulle orme di Gaudenzio Ferrari o Giovanni d’Enrico. Le difficoltà nascevano dalle divergenze di opinione di coloro che sostenevano il Laboratorio, che propendevano più per un taglio artistico o valorizzavano maggiormente l’aspetto artigianale, e dalla scarsità dei fondi a disposizione: il Laboratorio, che divenne nel 1933 “Scuola Professionale d’Arte Applicata”, ricevette sempre scarso sostegno dagli enti pubblici, venendo finanziato quasi esclusivamente dalla Società d’ Incoraggiamento; la prima e soprattutto la seconda guerra mondiale fecero il resto, tanto che nel 1963, dopo centoventicinque anni di vita, venne decisa a malincuore la chiusura dei corsi. Successivamente la Scuola Barolo non si riprenderà più, anche se verranno compiuti numerosi e pregevoli tentativi per ridar vita a una realtà tanto preziosa (come la Scuola per ebanisti del Comune legata al Centro di Formazione Professionale di Saluggia, durata 15 anni).
Sin dal 1967 l’allora ministro per il Mezzogiorno Giulio Pastore auspicava la creazione a Varallo di un “Istituto Professionale per la Lavorazione del Legno”. Come ha evidenziato il professor Casimiro Debiaggi in occasione della “Mostra del Mobile Antico della Valsesia”, tenutasi a Varallo nel 1964, nella nostra Valle il legno fu storicamente insostituibile, nelle chiese con arredamenti sempre ricchi e sfarzosi – si pensi agli elaborati altari lignei – come nelle case, dove era utilizzato in travature, pavimenti, loggiati, porte scolpite, rivestimenti delle pareti, credenze, cassettoni, armadi, letti, culle e tanti altri manufatti. Addirittura, fino a non moltissimi anni fa, era ancora viva un’antica e singolare tradizione, risalente al 1747, che vedeva gli artigiani valsesiani riunirsi ogni anno, la terza domenica dopo Pasqua, nella Collegiata di San Gaudenzio di Varallo, per eleggere il “priore del legno” e scambiarsi reciprocamente le esperienze di un anno di attività”. Silvio Brentazzoli ha augurato alla nascente scuola che tante speranze porta con sé per i giovani della Valsesia (e non solo) di poter raggiungere gli stessi successi e grandi risultati della Scuola Barolo di Varallo.

L’architetto Aldo Ferraris, Presidente della Consulta 1219, che riunisce ben undici Ordini Professionali della Provincia di Vercelli, con estensione alle province di Novara, Biella e Casale Monferrato, associazione senza scopo di lucro, nata per contribuire a far riscoprire l’enorme importanza che il Comune di Vercelli ha avuto per oltre quattordici secoli in Piemonte, fornendo servizi culturali ed economici, ha spiegato: “Uno dei progetti della Consulta parte proprio dal ricco patrimonio artistico della provincia e dal concetto che l’artigiano è un uomo che ha l’intelligenza nelle mani, del
quale c’è molto bisogno, sia nell’ambito del design, che in quello del restauro di mobili e oggetti antichi, quindi ringrazio il Preside per essersi impegnato a riproporre questo profilo occupazionale che offre la certezza del lavoro e una remunerazione adeguata”.

Giorgio Anselmetti, Presidente di Federmanager, che è nella Consulta 2019, ha sottolineato la necessità di amplificare a livello nazionale l’informazione di questo nuovo corso, ipotizzando anche delle soluzioni logistiche adeguate per studenti che si iscrivessero da paesi lontani, facendo crescere la sensibilità del territorio, selezionando docenti
particolarmente preparati, cercando di ridurre il divario tra quello che le scuole producono e ciò che le aziende chiedono: “Come Federmanager faremo il possibile per diffondere la conoscenza di questo nuovo tipo di scuola, perché davvero occorre convincere le famiglie che si sta perdendo la qualità degli artigiani ed informarle di che cosa chiede oggi il mondo del lavoro”.

Il Dirigente Scolastico Profetto ha concluso l’incontro ricordando a tutti che occorre quindi adoperarsi per far conoscere questo nuovo corso istituito dal Lancia, inserendo nel dialogo coloro che finora sono stati assenti, oltre che continuare a sensibilizzare i politici ed il Ministero circa la necessità di promuovere maggiormente gli Istituti Professionali: “E’ importante informare la popolazione in modo tempestivo e preciso per avere un numero sufficiente di iscrizioni per poter far partire il corso e renderlo davvero qualificante”.

Le iscrizioni si possono ancora effettuare direttamente alla segreteria dell’Ipsia Magni in via Marconi 8 a Borgosesia.
Per informazioni generiche invece si può contattare il Professor Paolo Ferrari (339 6072786).

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