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Campertogno: una giornata dedicata all’artista Camillo Verno

Domenica 1 agosto a Campertogno, nel Centro Polifunzionale Fra Dolcino, il Comune e la Biblioteca “Don Piercesare De Vecchi”, hanno organizzato la: “Giornata Camillo Verno”, per la presentazione degli Atti del Convegno di Studi svoltosi a Campertogno il 17 settembre 2011, con la collaborazione della Società Valsesiana di Cultura e della Biblioteca Civica “Farinone-Centa” di Varallo, pubblicati nel 2014, finanziati interamente dal Comune di Campertogno e per questo mai posti in vendita, ma donati a Enti, Associazioni, cittadini che ne facessero richiesta.

Pierluigi Lacci, uno degli eredi dell’artista, aveva donato al Comune di Campertogno l’autoritratto a olio di Camillo Verno ed il suo archivio personale: il gesto era stato molto apprezzato, e nel 2008 l’Avv. Marco Ferraris, allora sindaco di Campertogno, invitò il Liceo Artistico di Varallo a riordinare e studiare l’Archivio Verno.
Paolo Vimercati, nel corso del suo mandato amministrativo, pensò di organizzare nel 2011, anno ponte tra il centoquarantesimo della nascita e il settantennio della prematura scomparsa, una Giornata di studi per riscoprire e valorizzare questo artista ingiustamente dimenticato.

Dopo il saluto del Sindaco, Elisa Fornarelli, Dina Traversaro, responsabile della Biblioteca, ha presentato il ricco volume, corredato da numerose illustrazioni.

In teatro, ai lati del palco, sono ancora oggi collocate due tele allegoriche di Camillo Verno, Patria e Famiglia: Dina Traversaro, studiando la documentazione della locale Filodrammatica, tra le carte dell’Opera Nazionale Dopolavoro, ha rinvenuto un mandato di pagamento del 18 settembre 1933 di £ 800,70 per spese di imballaggio, spedizione da Torino e collocamento pannelli decorativi salone teatro. Nel passaggio di consegne tra Presidenti del Dopolavoro del 1 ottobre 1938, compare anche una stima di valore dei due pannelli: £ 9000 (un musicista, al tempo, prendeva 50 £ a serata).

Mario Remogna, Presidente della Società d’Incoraggiamento, ha parlato del Verno come insegnante a Modena e come Presidente della Società di Conservazione a Varallo, valorizzatore delle scuole d’arte come strumenti per attualizzare l’artigianato artistico di alto livello, rilevando alcuni aspetti peculiari della sua attività di pittore: “Verno a Modena chiuse gli occhi sulla città e sulla Bassa, continuando a dipingere la Valsesia; per i ritratti, in cui era maestro, continuò a prediligere le persone della Valle, anche le più umili, pur essendo un ritrattista assai richiesto da famiglie aristocratiche e borghesi”.

In qualità di Direttore della Biblioteca di Varallo e di relatrice al Convegno, ho ripercorso la multiforme attività del pittore che fu insegnante e anche amministratore, ricoprendo l’incarico di Sindaco prima e poi di Podestà del Paese, governato con occhio attento all’istruzione anche delle persone più umili. Camillo Verno raccolse metodicamente gli articoli dei giornali in cui veniva citato e fu egli stesso scrittore, autore di una serie di necrologi di artisti valsesiani pubblicati sull’Almanacco della Valsesia. La cifra dello scrittore riflette le caratteristiche di artista: attento, minuzioso, volto a mettere in luce i particolari.

Al termine della presentazione è stata organizzata una visita guidata alla frazione Rusa, dove Verno aveva la sua casa, ma prima è stato deposto un mazzo di fiori sulla tomba, nel piccolo cimitero di Campertogno. Rusa è una tra le frazioni più belle del paese, ed è la più “borghese”, infatti non si trovano costruzioni di tipo agricolo, ma solide dimore, spesso
decorate con affreschi e trompe l’oeil, rappresentative della agiata buona società campertognese di metà Ottocento.

Presso il lavatoio della pittoresca frazione è stata collocata una riproduzione del quadro del Verno con lo stesso soggetto, oggi conservato in Pinacoteca, donato da Mario Remogna.

Nel 2013 Monica Ingletti, Presidente dell’Associazione Itinerantes, ideò uno spettacolo teatrale: “Una sera in Casa Scaglia”, incentrato sul rapporto tra il pittore Cesare Scaglia e Camillo Verno, per l’amicizia e la frequentazione intercorse tra i due artisti e le rispettive famiglie, come era emerso dalle lettere citate nel convegno. L’autrice della sceneggiatura immaginò che a raccontare le vicende del Verno fosse proprio la moglie Bice, che gli sopravvisse a lungo, essendo morta nel 1977. Musa ispiratrice e fida consigliera, Bice Sola, vedova Verno, conservò gelosamente l’archivio del pittore e visse nella casa della Rusa, che Camillo Verno aveva amato più di tutte, e che ora purtroppo è malinconicamente chiusa.

Miriam Giubertoni, di Campertogno Arte e Cultura, ha saputo coinvolgere il gruppo di persone che l’ha seguita nella visita guidata, fornendo in modo vivace, ma garbato, tutti gli elementi per conoscere e capire il pittore, passando attraverso la storia del territorio e della sua gente.

Piera Mazzone

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