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“Chi ha rubato il Monte Rosa?”. Recensione

Leggere un libro è uno dei più bei regali che possiamo fare a noi stessi. Qualunque cosa vi piace leggere, che siano storie fantastiche, thriller, d’amore, arte, letteratura, basta prendersi un momento tutto per sé e
lasciarsi trasportare dalle parole e dalla fantasia: verrete sicuramente ripagati.

Ho appena terminato di leggere “Chi ha rubato il Monte Rosa?” di Daniele Mora e in questo articolo ve ne voglio parlare. Prima ancora di sapere di cosa trattasse, quello che subito ha attirato la mia attenzione (come credo quasi tutti i lettori) è stato il titolo.

Si tratta di quattro storie di fantasia che hanno in comune un velo di mistero ma, soprattutto l’ambientazione, che è quella dei tipici paesini di montagna. L’ultimo racconto, che da il titolo al libro, è ambientato in gran parte in Valsesia, con riferimenti a Riva Valdobbia, Alagna, all’Albe Bors e alla bella Val d’Otro, descritta come “angolo fuori dal tempo, dove pace e silenzio riempivano il cuore”. Gli altri tre racconti sono ambientati in luoghi non precisati, forse di fantasia, ma verosimilmente adattabili a molte delle nostre zone.
Dal momento che amo la montagna, non è stato difficile farmi trasportare dalle varie vicende e immaginare molto bene quei luoghi.

I quattro racconti, profondamente diversi tra loro, sono ricchi di dettagli minuziosi dei luoghi e dei particolari necessari alla narrazione, ma l’autore riesce a farlo in modo naturalmente scorrevole e avvincente, tanto da non riuscire a smettere di leggerlo, tanta è la curiosità di sapere cosa succederà e soprattutto come andrà a finire.

Leggendo le pagine di questo libro la vostra mente arriverà in montagna.

Luoghi immaginari o che esistono veramente, ci si chiede da dove nascano i fatti narrati nei racconti; è un mix azzeccato di mistero, fantasia e se vogliamo anche di fede. Vi troverete a risolvere un caso di omicidio nel racconto “Fotografando Maggio”, ne: “Il Cantoniere”, l’autore riesce a descrivere con poche parole la vita dei montanari <<ai quali Dio ha assegnato pochi compiti, chiari e precisi. Parlare poco e faticare tanto>> . Vi sarà facile immaginare la vita di un paesino sperso tra le montagne prima che una strada lo rendesse raggiungibile e dove i valori più profondi saranno toccati da eventi tragici. Nel racconto “Il Dio terribile” capirete quale profondo sentimento, e quanto importante sia per qualcuno, raggiungere una montagna andando oltre i confini della vita stessa. Conclude la raccolta “Chi ha rubato il Monte Rosa?”, una favola per adulti, come la definisce l’autore, e quando avrete terminato di leggerla saranno molte le similitudini e le domande che vi farete rispetto al momento storico che stiamo vivendo (racconto che l’autore ha iniziato a scrivere ben tre anni prima dell’avvento del Covid).

Del libro mi hanno colpito frasi e situazioni, dalle quali, chi vuole, puo’ trarre anche una morale. Parole come: “La montagna è un maestra inflessibile, non la puoi ingannare” oppure: “dedizione, fatica, sacrificio e rispetto” o ancora: “fu così che un banale ammasso di microscopiche particelle di vapore acqueo riuscì in qualcosa che l’intelligenza umana aveva tentato invano di ottenere attraverso innumerevoli secoli di storia”.
Tutto questo, oltre che a renderlo un bellissimo libro di fantasia, mette il lettore in una condizione di introspezione assoluta.

Riguardo alla vita, ognuno di noi ha valori e idee diverse, ma dopo aver letto questo libro non potrete non farvi delle domande, alle quali, quasi certamente, si arriverà a dare le stesse risposte.

L’autore.

Per Daniele Mora si tratta di un’opera prima.

Vive in provincia di Novara, ha una moglie, un figlio e un gatto. La montagna è una passione forte e radicata, che ben si abbina a quella della fotografia, soprattutto, come ben descritto nel racconto “Fotografando Maggio”, in bianco e nero. Probabilmente, come ha spiegato, perché lega più facilmente, toni nostalgici e ricordi di gioventù.

La necessità o forse la voglia di pubblicare un libro, nasce diversi anni addietro quando gestiva un sito personale dove invitava a scrivere racconti sulla montagna. Nel giro di un anno arrivarono ben 35 racconti.
Naturalmente scriveva anche lui risquotendo un discreto successo, tanto che molti lettori lo incitarono a scriverne altri. Un’iniezione di fiducia che lo stimolò a scrivere i racconti contenuti in questo suo primo ma certamente, non ultimo libro.

Daniele (che ho avuto il piacere di sentire al telefono) indica in “Chi ha rubato il Monte Rosa?” il racconto
principe, quello che più lo rappresenta. Ambientato in Valsesia ma anche in tutte le valli a ridosso del Monte Rosa. <<Immagina la montagna e tutto l’indotto che crea che scompare in una notte… un evento inimmaginabile, destinato a sconvolgere tutto il mondo. Ci si chiede che fine ha fatto? Che ne sarà della vita dei valligiani?>>
Lui però non si definisce uno scrittore ma uno che preferisce mettere sulla carta le sensazioni che prova.
Durante la nostra conversazione mi spiega: <<Scrivo per la mia incapacità di esprimere a voce le mie emozioni e i miei pensieri>>. Racconta inoltre:<<Ricordo che il primo libro che lessi, lo portai ad un campo estivo in Valsesia, precisamente a Rimella e venni talmente rapito da quella storia così fantastica che si insinuò in me la voglia di leggere altre storie, di
scoprire, di sapere, cosa c’è oltre…>>

Per Daniele “oltre” riguarda anche quella curiosità che lo assale quando cammina sulle montagne ed anche questo è uno dei motivi per cui ambienta le storie del suo libro in località montane, perché come dice lui:
<<Oggi salgo su una cima, osservo quella di fronte e mi chiedo: <Chissà lassù cosa c’è?> (fantasia?) e poi mi assale la voglia di vedere cosa c’è davvero (saperne di più?). Non mi basta che qualcuno mi dica: <C’è un
alpeggio bellissimo> ho bisogno di scoprirlo io, coi miei occhi, come se mi apprestassi a leggere il nuovo capitolo di un libro>>.

Cari lettori termino questo mio pensiero sul libro “Chi ha rubato il Monte Rosa?”, con l’invito di leggerlo.
Ma l’invito più importante che Daniele vuole fare a tutti tramite il mio, è quello di leggere, leggere, leggere, qualunque cosa ma leggere, e vedrete che prima o poi il Monte Rosa.. riapparirà.

DOVE ACQUISTARE IL LIBRO?

On line sul sito dell’editore Astragalo a questo link:

https://www.edizioniastragalo.it/shop/storie-cosi/chi-ha-rubato-il-monte-rosa/fbclid=IwAR0rd419pm25Ih_EneandG5o0RcAV5_tEKSaByF0Gn9Knn-djSW7H59o3Ho

Per quanto riguarda la Valsesia, lo potete trovare qui:

  • Centro Libri Punto d’Incontro – P.za G. Calderini 8 – Varallo
  • Giabardo Claudio – Riv. Giornali – Scopello
  • Cafè della Mostra – Via Roma 25 – Mollia
  • Butteja mid Allerlai – Riv. Giornali – Via dei Walser 2 – Alagna
  • Nuova Idea – V.le Fassò 26 – Borgosesia
  • Libreria Il Colibrì – P.zza Parrocchiale 2- Borgosesia
  • Dream’s Book – C.so Vercelli 26 – Gattinara

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