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A Varallo due esperienze da vivere al Festival delle Relazioni: quando il canto e il teatro diventano incontro

ll Festival delle Relazioni, in programma a Varallo dal 7 al 9 agosto, propone esperienze che invitano alla partecipazione

Ci sono spettacoli che si guardano. E poi ci sono esperienze che chiedono al pubblico qualcosa in più: ascolto, partecipazione, perfino la voglia di mettersi in gioco.

Nel programma del Festival delle Relazioni ci sono due appuntamenti che raccontano bene lo spirito della manifestazione. Uno parte dalla voce, l’altro dal teatro. Entrambi invitano a riflettere sul significato delle relazioni umane.

Il canto: molto più della musica

Prima ancora di diventare musica da ascoltare, il canto è stato uno dei primi strumenti con cui le persone hanno imparato a vivere insieme. Accompagnava il lavoro nei campi, alleviava la fatica, custodiva ricordi e tradizioni, passando di generazione in generazione.

È da questa idea che nasce “Il canto: seme e radice di comunità”, un dialogo che guiderà il pubblico attraverso storie, esperienze e culture diverse, mostrando come una semplice voce possa creare legami e senso di appartenenza.

Cantare insieme significa imparare ad ascoltarsi, trovare un ritmo comune, accogliere le differenze senza annullarle. Ogni voce mantiene la propria unicità, ma contribuisce alla costruzione di un’armonia condivisa. È in questa esperienza che il canto rivela la sua natura più profonda: quella di strumento di relazione, capace di creare fiducia, rafforzare i legami e alimentare il senso di comunità.

L’esperienza sarà condotta da Cristina Barberis Negra, giornalista e scrittrice, insieme a diversi ospiti, tutti accomunati dal desiderio di riflettere sul valore del canto come linguaggio universale:

Daniele Conserva: Cantautore e cantore della memoria territoriale.
Valentina Volontè: Insegnante di canto popolare, musicoterapeuta, direttrice del coro Arsunà, del Coro Transculturale “Teniamoci vicini” e tra i fondatori del progetto Passamontagne.
Giulia Attanasio: Facilitatrice di musica di comunità e ideatrice del progetto Terra dei Canti.
Yuleisy Cruz Lezcano: Scrittrice e poetessa cubana

Quando il pubblico diventa parte dello spettacolo

L’altro appuntamento è uno spettacolo teatrale, dove lo spettatore non assiste soltanto alla rappresentazione, ma viene chiamato a farne parte, diventando presenza attiva della scena.

In “Il mondo è un palcoscenico e la vita uno spettacolo” il confine tra palco e platea si assottiglia.

Roberto Galluccio costruisce un percorso in tre momenti ispirato a opere di Eduardo De Filippo, Tom Stoppard e Karl Valentin. Tre testi diversi, accomunati da una riflessione sul teatro e sul ruolo dell’attore, che qui acquistano un significato ulteriore grazie al coinvolgimento diretto del pubblico. Gli spettatori, infatti, non restano semplici osservatori, ma diventano parte integrante della rappresentazione, contribuendo con la propria presenza allo sviluppo della scena.

In un festival che mette al centro il valore delle relazioni, questi due appuntamenti ricordano che il dialogo può nascere in molti modi: da una voce che canta insieme ad altre o da un teatro che rompe la distanza tra chi recita e chi osserva. Due proposte diverse, ma unite dalla stessa idea: ricordare che le relazioni si costruiscono attraverso l’ascolto, la partecipazione e il desiderio di condividere qualcosa con gli altri.

📍Dove e quando

L’appuntamento con il Festival delle Relazioni 2026 è a Varallo Sesia dal 7 a 9 agosto 2026.
Inizio venerdì 7 agosto alle 17:30 con la sfilata della Banda Musicale città di Varallo che partirà dal Municipio ed arriverà a Palazzo d’Adda, qui taglio del nastro e apertura della sede con l’inaugurazione della rassegna “Biologia delle emozioni”.

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