VUOI PUBBLICARE UN EVENTO?

SCRIVICI
Eventi dintorni Valsesia

“Carta dei valori Walser” . Una serata con InnerWheel Valsesia

SERATA AL SACRO MONTE CON PRESENTAZIONE DELLA

CARTA DEI VALORI WALSER

INTERVENTI DI: ROBERTA LOCCA, PAOLA BORLA E MARIO REMOGNA

Bruna Scigliano Camaschella, Presidente dell’InnerWheel Valsesia, ha organizzato una serata al Sacro Monte per parlare di “Valori”, riflettere su quali siano i pilastri etici cui oggi non è possibile derogare, alla quale, oltre alle socie, hanno partecipato l’Assessore alla Cultura dell’Unione Montana dei Comuni Attilio Ferla, la Presidente del Soroptimist Valsesia, Marina Filippa, la Presidente del Museo del Puncetto Giulia Scalvini, Gia Pastore in rappresentanza dell’IW Vallemosso, e rappresentanti del Rotary Club Valsesia.

La carta dei valori Walser

La Carta dei valori walser: idee per vivere e salvaguardare i territori montani, pubblicata nel 2024, poi riedita bilingue: italiano e tedesco, per darle diffusione in tutto l’areale walser, che tocca cinque stati europei: Italia, Svizzera, Francia, Austria, Liechtenstein, è stata illustrata da Roberta Locca, esperta in patrimoni culturali e memoria digitale, direttrice Musei Locca e Paola Borla, membro del consiglio per le minoranze germanofone, referente dello Sportello Linguistico Locale per le minoranze linguistiche italiane e Presidente del Südwalserverein Walser del sud delle Alpi. L’incontro è stato l’occasione per calare un discorso che rischiava di perdersi nella teoria, nell’ambito di una specifica civiltà che esiste e resiste, ma chiede rispetto.

La Carta, nata per proteggere paesaggio e cultura, è un decalogo di buone pratiche da condividere tra residenti e turisti che guarda al futuro: “L’espressione paesaggio culturale racchiude un patrimonio sia materiale che immateriale, tramandato nei secoli, da custodire per essere trasmesso al futuro”.

Lo scopo è quello di operare insieme per far crescere un’economia che non esaurisca le risorse, preservi la biodiversità ed i territori più delicati, custodisca il paesaggio storico, la lingua e la cultura locale: “Alleato fondamentale per la conservazione è la digitalizzazione: è stato creato un vero e proprio scrigno digitale che racchiude il patrimonio delle singole Comunità  che si incontrano e compiono una sorta di inventariazione, riversando il maggior numero di “esperienze” possibili, fotografando le Comunità  che fanno rete, si incontrano, creano contatti tra sud e nord delle Alpi.”

Il documento, curato da Riccardo Carnovalini, fotografo e camminatore, è nato dal lavoro delle comunità walser italiane a Sud delle Alpi (Valsesia, Valle d’Aosta, Val Strona, Val d’Ossola e Bosco Gurin in Canton Ticino), oggi riunite nell’associazione Südwalserverein Walser del sud delle Alpi, nata il 3 dicembre 2023, a Varallo, tra i rappresentanti di nove associazioni culturali Walser.

Il contributo delle comunità walser valsesiane

In Valsesia sono state coinvolte le Comunità di Carcoforo, Rima, Rimella e Riva Valdobbia Valle Vogna. “L’idea di riunirsi in un’unica associazione, nel rispetto e nell’autonomia delle singole associazioni culturali già esistenti” ha spiegato Paola Borla “Nasceva dalla partecipazione al progetto comune che in oltre due anni di lavoro condiviso era sfociato nella realizzazione del Walserweg italiano, con finalità di promozione culturale e turistica del patrimonio Walser, per favorire lo sviluppo sostenibile dei propri territori e stimolare forme di turismo capaci di promuovere la conoscenza delle culture locali, nel rispetto dell’ambiente e dei suoi abitanti, sostenendo la crescita culturale, economica e sociale delle comunità”.

La Carta dei valori è lo specchio dell’identità walser e del modo di vivere nelle Alte Terre, adattandosi in un ambiente non sempre facile, il frutto di un impegno sentito e concreto, nato da sette incontri delle comunità walser, oltre venti ore in presenza e online, con la partecipazione di duecento persone e duemila chilometri condivisi, per cercare di immaginare un avvenire prospero, ma sostenibile, per chiunque deciderà di vivere in queste valli.

Questo codice etico trova ispirazione non solo nell’eredità culturale delle antiche genti di montagna, ma anche in documenti fondanti della comunità italiana, europea ed internazionale, come la Costituzione e l’Agenda ONU 2030 per lo sviluppo sostenibile, la Convenzione UNESCO e la Convenzione di Faro, che chiede alle Comunità di rendersi attive e partecipi. Il punto 3 del decalogo, è dedicato alla lingua: nella parte per i residenti viene sottolineano che: «La lingua walser è un patrimonio da tramandare e valorizzare, fonte di ricchezza e d’ispirazione che perpetua l’identità delle nostre comunità», per gli ospiti l’invito è quello di: «Essere curiosi, confrontarsi con una cultura diversa, porsi domande, anche rispetto alla lingua, deve essere la principale virtù e il primo motivo del viaggiare. Interessa imparare qualche espressione nella lingua walser, ascoltarne i suoni e le varianti». L’accoglienza della Carta è stata davvero al di sopra delle aspettative: Locca e Borla spesso vengono chiamate nelle scuole ad illustrarla, perché viene adottata come testo di educazione civica. All’incontro in aula segue poi una “gita” nei luoghi Walser, concludendo un progetto formativo che si sviluppa lungo tutto l’anno scolastico: “Un oggetto semplice come la Carta diventa strumento per la Comunità”.

Mario Remogna ha presentato la singolare esperienza di Rimella, generata da persone diverse, di grande caratura umana e intellettuale, che hanno dato vita ad un Centro Culturale che pubblica una raffinata rivista annuale, Remmalju, e numerosi volumi di storia e civiltà Walser, dal dizionario a testi di carattere storico e antropologico. Negli anni sono state raccolte le testimonianze delle persone del luogo, inserendole in un contesto organico, che non ha mai cessato di evolvere; “A volte questi nostri sforzi non sono stati capiti, ma quel manipolo di persone non ha perso coraggio e con forze proprie è riuscito a proseguire sul cammino tracciato inizialmente da Augusto Vasina. Oggi la Biblioteca, curata da Paola Borla, è un fiore all’occhiello della nostra Associazione. Di prossima uscita, se si troveranno i finanziamenti, sarà un volume sul costume femminile di Rimella, che fino agli anni Sessanta, Settanta era ancora quotidianamente utilizzato, con modalità adeguate alle attività. I volumi e le ricerche portate avanti con passione e con rigore scientifico negli anni hanno avuto numerosi ed importanti riconoscimenti”. A tutti i presenti Mario Remogna ha omaggiato una copia della rivista Remmalju, che è stata molto apprezzata.

La Presidente dell’IW, Bruna Scigliano Camaschella, chiudendo la serata ha assicurato la massima diffusione della Carta dei valori.

Guarda tutto

Leggi altri articoli

Pulsante per tornare all'inizio