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Guardabosone: anche Dino Damiani ad Artisti Pionieri

A Guardabosone, lungo la via tracciata dal drago di Filippo Armenise, incontriamo: Il Viandante, opera di Dino Damiani, scultore grignaschese.

La scultura va ad arricchire la mostra itinerante del progetto “Artisti pionieri”.

Da oltre cinquant’anni lo scultore ricerca e sperimenta materiali e nuove forme espressive: ha frequentato la scuola d’arte varallese, Laboratorio Barolo, prima sotto la guida dello scultore Arturo Farinoni, poi del Maestro Lino Tosi. L’artista ha riscosso numerosi e prestigiosi riconoscimenti e premi nazionali ed internazionali, tra i quali il primo
premio per il Trofeo alle Olimpiadi di Torino. Suoi lavori sono visibili presso numerose Istituzioni del territorio e sono diventate parte integrante di spazi in cui l’arte trasforma i rapporti quotidiani: in biblioteca a Varallo ben tre opere accolgono gli utenti: in sala conferenze le due terracotte: “Mani” eleganti, protese verso l’alto, pronte a stringere Amicizia, e la slanciata Madonna con il Bambino, mentre all’entrata, appoggiate ad un piedistallo in marmo, due
misteriose figure femminili scolpite nel legno, ricordano l’eleganza e l’umanità di Simona Atzori pittrice, ballerina e scrittrice italiana, che giovedì 20 maggio sarà ospite a Varallo al Sacro Monte, per una serata all’Albergo “Casa del pellegrino”, organizzata nell’ambito del progetto: “Diversamente dolce”, a favore dei giovani sportivi ipovedenti e dei
progetti di inserimento sociale a loro legati.

A Guardabosone è l’artista che sceglie il luogo dove posare la sua opera, perché, come ricorda Cesare Locca, l’anima del progetto: “La scultura può esser bella, ma fuori posto”, concetto ripreso dal Sindaco, Nicole Bosco: “Grazie a queste opere d’arte in cerca di collocazione, si è instaurato un nuovo dialogo con gli abitanti di Guardabosone, perché
le opere sono qui per tutti, messe a disposizione gratuitamente dagli artisti, quindi anche nei proprietari degli spazi cambia l’approccio: la fruizione dell’arte mette in circolo qualcosa che cambia il sentire delle persone”.

Il viandante di Dino Damiani ha fatto molta strada per raggiungere Guardabosone: proviene da un concorso di scultura estemporanea che si era tenuto a Budrio, in provincia di Varese, ed è un’opera realizzata in Pino Cembro, o Cirmolo. La figura avvolta in un grande mantello, che si sorregge saldamente ad un bastone, è a capo scoperto, perché finalmente ha raggiunto la sua meta, arrampicata su un barbacane di pietra, quasi a proteggere l’entrata alla zona fortificata. Questa scultura ricorda un’altra famosa opera di Damiani, dedicata a Papa Giovanni Paolo II, raffigurato come appariva nei suoi ultimi, sofferti anni, aggrappato al pastorale in un’estrema testimonianza di fede che travalicava la malattia e la debolezza fisica, mentre questo moderno viaggiatore del tempo cerca un dialogo con i “passeggeri”, invitandoli a rallentare i loro passi per riflettere sul senso della vita, e su quell’ultima Itaca, cantata dal poeta greco contemporaneo Kostantinos Petrou Kavafis: “Sempre devi avere in mente Itaca /- /raggiungerla sia il pensiero costante. /Soprattutto,
non affrettare il viaggio; /fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio /metta piede sull’isola, tu, ricco /dei tesori accumulati per strada /senza aspettarti ricchezze da Itaca”.

Dino Damiani in questi giorni è in trasferta a Dozza, paese a pochi chilometri da Bologna, per partecipare alla biennale d’arte del fantastico: FantastiKa.

Con altri tre scultori selezionati del Simposio del Trentino, Damiani realizzerà “Fafnir e Sigfrido” (Fafnir è il lindworm, creatura leggendaria simile ad un drago serpentiforme, appartenente alla mitologia nordeuropea della Saga dei Volsunghi che racconta la versione scandinava della leggenda dei Nibelunghi e rappresenta una fonte di valore inestimabile per la conoscenza della tradizione eroica germanica).

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