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In edicola il “Dizionario dei Pittori Biellesi, Valsesiani e Vercellesi, dell’800 e del ‘900

Monsignor Delmo Lebole, autore della monumentale: Storia della chiesa Biellese in venti volumi, nel 2007 pubblicò: La scultura, arte sacra nella diocesi di Biella, un Dizionario della scultura biellese di 650 pagine, che avrebbe dovuto essere seguito da un volume dedicato alla pittura e concluso con uno sull’architettura.

Lebole non riuscì a completare il suo progetto, poiché morì nel 2014, ma a ottobre è finalmente apparso nelle librerie uno strumento bibliografico atteso da molto tempo: il Dizionario dei pittori biellesi, valsesiani e vercellesi dell’Ottocento e del Novecento, edito da Ieri e Oggi, con il patrocinio del DocBi Centro Studi Biellesi, curato da Giuseppe Cavatore con la collaborazione di Alberto Colombatto, Casimiro Debiaggi, Irene Finiguerra, Marziano Magliola e Bruno Pozzato, autori delle schede biografiche.

Il volume, rilegato, con sovraccoperta, di grande formato, è corredato da un inserto con le riproduzioni di alcune delle opere citate nelle schede, riprodotte interamente a colori. L’editing è di Mario Matto, studioso e collaboratore di Cavatore nella stesura di precedenti volumi, tra i quali ricordiamo l’importante: “Storia delle ferrovie nel Biellese e inValsesia”, pubblicato nel 2016. Di questo Dizionario si era sentito parlare da una decina d’anni almeno: oltre agli estensori delle schede, molti storici ed esperti d’arte sono stati coinvolti nelle ricerche, condotte nei principali archivi e biblioteche del territorio.

Per Giuseppe Cavatore è certo l’opera più ambiziosa che abbia mai messo in cantiere. Come nella poesia montaliana: Non chiederci la parola che squadri da ogni lato, Cavatore nella Prefazione spiega che il Dizionario non è un catalogo d’arte dell’Ottocento e del Novecento, prontuario di riferimento sui valori di mercato delle opere e degli artisti, ma un lavoro che riunisce oltre mille artisti, senza fare distinzione tra professionisti e dilettanti, nati tra la fine del Settecento e gli anni Cinquanta del Novecento, elencati in ordine alfabetico, individuati attraverso un attento lavoro di spoglio di libri, riviste e giornali, per valorizzare il patrimonio artistico come fonte di identità e cultura del territorio, sottolineando il ruolo unificante dell’arte ed il legame che esiste con la tradizione e con l’economia del territorio, suddivisa tra agricoltura intensiva ed industria.

La Presentazione di Marcello Vaudano, Presidente DocBi-Centro Studi Biellesi, evidenzia la vasta portata del lavoro di ricerca prima, di selezione e di sintesi poi, sottolineando l’importanza della scelta di comprendere gli artisti viventi.
Il Dizionario è uno strumento di consultazione di 463 pagine, con oltre mille schede di artisti, di ognuno dei quali sono stati accuratamente verificati i dati anagrafici, e migliaia di citazioni bibliografiche.

Si comincia con Achino Edoardo, pittore, disegnatore, incisore e restauratore, nativo di Masserano, morto a Biella nel 2007, arrivando fino a Zucconi Antonio, più conosciuto come scultore e disegnatore, che come pittore, morto a Torino nel 1967. Nell’apparato iconografico compaiono buone riproduzioni a colori di molte delle opere citate. Il volume si conclude con l’utilissimo Indice dei nomi, la Bibliografia, ordinata alfabeticamente, in cui una prima parte riporta i titoli dei volumi più ricorrenti, citati all’interno delle schede in forma abbreviata, mentre la seconda comprende i volumi consultati.

Non esisteva nessuno strumento bibliografico simile nel Biellese e nel Vercellese, mentre per la Valsesia Casimiro Debiaggi aveva compilato il prezioso: Dizionario degli artisti valsesiani dal secolo XIV al XX, edito dall’Artistica di Savigliano nel 1968, che però in oltre mezzo secolo avrebbe avuto bisogno di una riedizione aggiornata con le centinaia di schede nuove raccolte negli anni dal Professor Debiaggi, che in parte ha utilizzato nel nuovo Dizionario, limitato ai pittori degli ultimi due secoli. Nel Dizionario la tradizione pittorica valsesiana è così importante da emergere nel contesto dei territori censiti con personalità di portata nazionale ed internazionale, basti ricordare i nomi di Gaudenzio Ferrari, o di Tanzio da Varallo, ma attraverso le schede è possibile delineare il percorso dell’arte pittorica, gettando anche uno sguardo alla
contemporaneità ed al futuro: tra i pittori di oggi ci potrebbero essere i “classici” di domani.

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