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Lozzolo: “Voler bene all’Italia”

Riceviamo e volentieri pubblichiamo.

Anche quest’anno il Comune di Lozzolo aderisce all’iniziativa “Voler Bene all’Italia” promossa da Legambiente, la festa dei Piccoli Comuni, che si terrà in tutta Italia domenica 2 giugno 2019, in concomitanza con la Festa della Repubblica, per ribadire l’importanza dei centri con meno di cinquemila abitanti per lo sviluppo del Paese. Quest’anno accanto a Legambiente i soggetti promotori della festa sono Uncem, ANCI, SYMBOLA e UNPLI che promuove in questi giorni anche la festa nazionale delle Proloco.

Lozzolo, come tutti gli altri comuni hanno aderito istituzionalmente alla giornata di Voler Bene all’Italia, sottoscrivendo anche l’Appello per l’innovazione per stanziare subito più risorse sulla banda ultra larga e garantire agevolazioni fiscali all’impresa locale e alla residenzialità, rendendo così fattivo e concreto il percorso di innovazione sociale e tenuta territoriale di cui questi territori hanno bisogno.
“Condividiamo tutto quanto è riportato nell’appello” commenta il Sindaco di Lozzolo, Sella Roberto che rimarca “l’importanza dei piccoli comuni è fondamentale per l’ossatura dell’Italia ed è doveroso avere un occhio di riguardo, al pari dei grandi centri”.


Di seguito si riporta l’Appello sottoscritto in forma integrale:
APPELLO ALLE ISTITUZIONI: PICCOLI COMUNI, TERRA DI INNOVATORI APPELLO AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, ONOREVOLE SERGIO MATTARELLA.

Nell’era della connessione, delle reti di conoscenza diffuse e remote, della conversione ecologica e della qualità totale, i piccoli Comuni italiani, quelli con meno di 5.000 abitanti – “piccoli” solo nella dimensione abitativa – sono oggi luoghi di innovatori, dove c’è spazio per nuove progettualità, nuovi orizzonti di sperimentazione, nuova impresa, basata su un’idea antica e tutta italiana di creatività e bellezza. Nei piccoli Comuni si producono valore sociale e ambientale, tenuta economica e di comunità, si vive meglio e in luoghi più belli, dove giovani crescono, restano e a volte tornano e dove viene messa al centro la partecipazione dei cittadini, nuove forme di lavoro e di welfare, l’impegno collettivo per la salvaguardia del territorio, l’innovazione tecnologica e sociale.
Sono infatti tante e diverse, nei piccoli Comuni, le esperienze virtuose che disegnano i contorni di un possibile cambio di passo, di un’inversione di tendenza rispetto all’abbandono,
all’invecchiamento e spopolamento, marginalizzati nonostante rappresentino importanti serbatoi di biodiversità, patrimonio culturale, conoscenza, per costruire un futuro di benessere e sostenibilità per tutto il Paese.
Per questo, nel giorno della Festa della Repubblica, chiediamo al Signor Presidente di sollecitare urgenti misure di sostegno per l’innovazione sociale e tecnologica – in attuazione della legge nazionale sui piccoli Comuni 158/2017 – a partire dalla prossima programmazione europea 2021-2027 e dallo stanziamento nella prossima legge di stabilità di risorse per istituire agevolazioni fiscali all’impresa locale di prossimità, all’impresa digitale e alla residenzialità di centri di ricerca nei borghi italiani, prevedendo anche misure di incentivo per la nuova residenzialità legata alla rigenerazione del patrimonio abitativo abbandonato. Nelle aree interne e montane del Paese, in tutti i piccoli Comuni, vi è la necessità di fiscalità differenziata, unita a minor burocrazia. La riorganizzazione e il miglioramento dei servizi pubblici – formazione, trasporti, sanità, assistenza – si unisce a una necessità di sviluppo locale, intelligente e ambientalmente sostenibile.
È decisivo che Governo, Parlamento e Regioni – ascoltando quanto dal Presidente più volte detto attorno all’importanza dei piccoli Comuni – sostengano concretamente il percorso di innovazione sociale, di rinascita dei borghi e di tenuta territoriale di cui queste realtà hanno diffusamente bisogno.

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