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Mostra personale di Ireneo Passera a Guardabosone

GUARDABOSONE: CUSTODI DI STORIE E DI MEMORIE MOSTRA PERSONALE DELLO SCULTORE “IRENEO PASSERA”

Giovedì 26 luglio, nei locali del Centro Polifunzionale di Guardabosone, è stata inaugurata la mostra personale dello scultore Ireneo Passera:Custodi di storie e di memorie”.

Opere in marmo, in metallo, in pietra, in legno, sospese in un candore abbagliante: “Diventano i custodi di storie, di memorie, di qualcosa che è stato e che sarà. Tra il definito e l’indefinito, tra il pieno e la sua assenza, tra il conscio e l’inconscio”, realizzate da mani guidate da un pensiero civile forte, perché fin dai titoli si intuisce che nulla è lì per caso, ma sono inviti a guardare, a fermarsi per cercare il senso di un’umanità smarrita e dolente. Storie negate, o nascoste nel profondo, riemergono per diventare patrimonio comune, riacquistano la concretezza e il peso di una materia che si piega docilmente al calore di un’idea.

Ireneo Passera vive e crea a Borgosesia, in un laboratorio che rappresenta il porto cui è approdato dopo aver fatto il restauratore, una professione legata all’arte, alla storia, per riportare al presente tesori lignei che avevano subito le ingiurie del tempo e l’incuria degli uomini.

Ha iniziato a scolpire nel 2003,per esprimere ciò che provava, per leggere in se stesso e rendersi più comprensibile agli altri, perché: “Scolpire è tracciare e tracciare è scrivere. Scrivere dell’Io e dell’altro” così è nata: “La banalità del male”, una testa in candido marmo di Carrara che fa pensare al testo della filosofa Hanna Arendt, racchiudendo un messaggio di grande attualità. Questo marmo prezioso, che fu utilizzato anche da Michelangelo, dal Ravellivenne avvicinato al candore del marmo della Cava del Massucco, località sopra Rassa, dove Passera sta realizzando un’opera a cielo aperto, che dovrebbe essere l’inizio di un museo d’arte contemporanea.

 

Marmo”, spiega lo scultore, “E’ un termine molto generico che può essere declinato in tempi e in modi diversi, dal marmo lapidale, con le vene grigiastre, al durissimo marmo pario che veniva utilizzato dagli scultori della Grecia Classica, al marmo rosa: mi sono innamorato della scultura lapidea durante una vacanza nelle Alpi Apuane, ho scoperto un mondo con regole rigorose, che non consentono errori.Da autodidatta mi sono accostato con istintività, liberando emozioni, senza utilizzare disegni preparatori, ma cercando di cogliere le energie racchiuse nella materia, solo apparentemente inerte: È nel materiale stesso che sono trattenute e si celano le sculture. È il materiale che mi obbliga a cambiare percorso o risveglia inattese idee che portano alraggiungimento di nuove mete. Sono le venature, le crepe, l’imperfezione ed i riflessi di luce cheinteragiscono. Attraverso gli utensili raggiungo le mani e, tramite le mani, la mente”.

In fondo alla sala una grande scultura di legno e di ferro, articolata in quattro momenti compositivi, è ispirata alla celebre poesia di Brecht: “Prima di tutto vennero a prendere gli zingari, e fui contento, perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei, e stetti zitto, perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi. Poi vennero a prendere i comunisti, e io non dissi niente, perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendere me, e non c’era rimasto nessuno a protestare”. Dal sermone del pastore Martin Niemöller sull’inattività degli intellettuali tedeschi in seguito all’ascesa al potere dei nazisti e delle purghe dei loro obiettivi scelti, gruppo dopo gruppo, che fu tradotto in versi dal poeta tedesco, appare chiaro l’invito a smuoversi dell’apatia, a prendere posizione.

Ogni scultura ha una storia, racchiude una persona o un avvenimento: dal Mare nero della Galizia dopo l’inquinamento causato dalla petroliera Prestige, alla pietra ollare nella quale si è consumata la vita di un padre che ha lavorato duramente: “Chinar la testa e trabajar”.

Hanno presentato la mostra il Sindaco di Guardabosone, Claudio Zaninetti, che ha sottolineato l’elevato livello di qualità delle manifestazioni organizzate: “Un incentivo per gli artisti che possono esporre e farsi conoscere e un motivo di orgoglio per gli amministratori, che non devono solo occuparsi dei buchi nelle strade”, e il Vice Sindaco, Cesare Locca, che ha fatto notare la presenza all’inaugurazione di ben tre artisti che avevano già esposto in paese: gli scultori Piero Motta e Fabio Nicola e il pittore Franco Pera: “La scultura nel nostro tempo è stata ingiustamente dimenticata: in qualsiasi casa si può trovare un quadro, più difficilmente una scultura, mentre l’arte si articola in modi differenti e la tridimensionalità interagisce profondamente con il reale”.

Un pubblico numeroso ed attento ha posto domande all’artista e soprattutto ha interrogato quelle opere apparentemente silenziose, che in realtà attendevano solo il momento per intessere un dialogo.

La mostra sarà visitabile nei giorni festivi dalle 15 alle 18 e durante le manifestazioni di “Estate in piazza”, fino a domenica 2 settembre.

 

 

Comunicato stampa di Piera Mazzone
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