Eventi dintorni ValsesiaNovareseReportage eventi

Novara: premio alla ghemmese Piera Maria Arienta

L’Associazione Nuares.it con Academia dal Rison, Pro Loco Novara, e Associazione culturale novarese Cenacolo dialettale, ogni anno a Gennaio organizza l’ormai tradizionale rassegna: “Trè rösi par San Gaudensi”, prosa, poesia, e teatro, omaggio del dialetto novarese al santo Patrono della città. 

La prima rösa è stata presentata domenica 19 gennaio alle ore 15 al Teatro Don Bosco, con la cerimonia di premiazione del Concorso di prose dialettali: “Cüntumla in trè righi e do paroli”, proposto in concomitanza con la undicesima Giornata nazionale del Dialetto, la seconda sarà donata sabato 25 gennaio, al Castello di Novara, dove si svolgerà la cerimonia di premiazione della nona edizione
del “Concorso di poesia dialettale Enrico Occhetti, mentre l’ultima rosa sarà donata, sempre al Castello, domenica 26, alle ore 15:
“Enrico Tacchini, il teatro e la maschera. Proiezione della commedia «Al ravasà»”, titolo che potremmo tradurre con: “L’insaziabile”. Tacchini è stato il massimo esponente del teatro dialettale novarese e per vent’anni anni, fino alla fine degli anni Novanta, ha rivestito i panni della maschera di Novara: Re Biscottino.

Giovedì 23 gennaio, alle 18, nella Basilica di S. Gaudenzio, ci sarà una Messa, officiata da don Natale Allegra, con preghiere, canti e un paio di poesie in nuares. L’Iniziativa nata da Elisabetta Silvestri, è stata organizzata da Annamaria Balossini, dal Cenacolo Dialettale Novarese e dall’Academia dal Rison).

La premiazione del Concorso di prose dialettali: “Cüntumla in trè righi e do paroli”, brillantemente condotta da Giorgio Ravizzotti, che ha ricordato il compianto Sandro Bertona, scomparso prematuramente nel gennaio 2018, che fu il primo Presidente del gruppo Nuares.it., è iniziata con l’intervento di Valentina Graziosi, Assessore all’Istruzione, che ha portato il saluto del Sindaco. Gianfranco Pavesi ha ricordato gli obiettivi e le molteplici attività dell’Academia dal Rison e presentato la Giornata del dialetto, con le premiazioni del concorso per brani in prosa e per gli articoli di giornale, novità introdotta da quest’anno, perché il dialetto per essere
vivo deve saper raccontare l’oggi, esprimendo concetti moderni in modo rapido e conciso, come si richiede per gli articoli giornalistici. Le letture sono state piacevolmente intercalate con canzoni in novarese, interpretate dal duo Mjriam Vercelloni e Marco Faccioretti, tanto conosciute che spesso il pubblico si è unito nel cantarle.

Scrivere in prosa non è così consueto come in poesia, ma i partecipanti al concorso hanno saputo offrire “cüntuli” interessanti ed originali.

Il terzo premio, ritirato dalla figlia Elisa, è andato a Piera Maria Arienta, scrittrice e poetessa ghemmese, prematuramente scomparsa a ottobre 2019, che aveva presentato il racconto: “La nosta cá”.

La professoressa Cesarina Cavanna, membro della Giuria e amica personale dell’Autrice, che ebbe come volenterosa allieva al Corso di dialetto, ha letto il giudizio: “Realtà e fantasia, passato fuori dal tempo e scottante attualità si mischiano imprevedibilmente in una favola aperta sull’oggi perché da leggere ai bambini di oggi, cui viene pórta con la leggerezza di un sorriso anche la saggezza sapienziale dei nostri anziani. Lessico ampio e ben collocato, sintassi fluida e sicura, ritmo calzante fino all’importante messaggio dell’inattesa chiusura”.

Il secondo premio è andato a Mary Massara con “Al belé”, dal nome di un gioiello in ambra baltica, al centro di un racconto ambientato nel mondo della preistoria: “La vita di un villaggio preistorico è vivacemente colta nel suo brulicare: molto efficace il ricorso cinematografico ad un susseguirsi di
quadri sapientemente contrapposti che raggiunge l’acme nell’improvvisa, rapida e devastante scena dell’incendio. Alla vicenda collettiva è ben intersecata quella personale, che permette all’Autrice il coinvolgimento personale. L’impegnativa sfida linguistica si giova di un’ampia ricerca lessicale”, mentre il primo premio è stato assegnato a Luigi Ceresa per il raccontoAl vegg pescadù”, che propone l’insolita pesca di un sorriso: “La lucida disperazione di un anziano che sente accorciarsi il suo tempo è prima messa sulla pagina con spietata autoanalisi, poi ribaltata con l’appiglio di un ricordo: solo un dettaglio si direbbe, ma l’autore ne coglie il
significato universale che lo conduce alla svolta in un finale efficace ed inatteso. Attuale il tema, importante e credibile il messaggio; lessico ampio con immagini forti e spesso nuove, capaci di lasciare il segno anche su un terreno linguistico non agevole”.

A Donata Vescovi, membro dell’Accademia del dialetto milanese, che ha presentato un brano in dialetto milanese: El rosari a la cappelletta, è stato attribuito un premio speciale, sia per la qualità letteraria dello scritto, che per la possibilità di apertura sulle parlate milanesi: “Bozzetto in sé non nuovo ma impreziosito dai realistici tocchi personali e dalla maestria di uno stile che giunge a seminare di nascosto, in posizioni strategiche, il fugace brillio di una teoria di rime. Vi domina l’indulgenza garbatamente ironica (ed autoironica) di un sorriso sereno come quello della Madonnina descritta”

Per gli articoli giornalistici è stato premiato Livio Rossetti con “Midisina trentatri’”, una divertente cronaca di una camminata a Invorio nel 1971, con intervista al “Sciur Tigliu, che però al vöra mia vess numinà”, in cui c’è anche un accenno al mitico attaccante della Juventus e della Nazionale, Pietro Anastasi, appena morto di SLA: “Un vul carpià che gnanca l’Anastasi as la sugnava”, che restituisce in pieno lo spirito di quell’inizio anni Settanta. Il giudizio della Giuria è stato: “Più che un resoconto, quasi una cronaca in presa diretta, forse in una personale lettura del motto “i fatti separati dalle opinioni”: il giornalista in erba si lascia infatti sopraffare dalla verve narrativa dell’intervistato, ma ha buon fiuto perché ne esce un descrizione che regala anche al lettore cinque minuti di allegria e, volendo, qualche motivo di riflessione. Lessico scoppiettante, sintassi fluida, ritmo serrato come richiesto dall’impostazione scelta”.

Al termine dell’incontro ci sono state le foto di rito con i membri delle Giurie letterarie e di esposizione e con tutti i premiati.

Tags

Commenta

Back to top button
Close