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Verbania: anche le biblioteche di Varallo e Grignasco nel progetto “Nuovi sguardi”

Presso la Biblioteca di Verbania è stato attivato il progetto: “Nuovi sguardi, nato dalla collaborazione della Città di Verbania, VCO Biblioteche, Fondazione Compagnia di San Paolo e Fondazione per leggere, articolato in otto incontri mensili con esperti, ai quali si può partecipare sia direttamente, che on-line. Nel nostro territorio hanno aderito in presenza le Biblioteche di Varallo e di Grignasco, rappresentate da Piera Mazzone e da Simona Sarasino. In occasione del secondo incontro, tenuto da Federico Scarioni della Fondazione per Leggere, organizzatore del corso e relatore, è stato chiesto a Simona Sarasino di esporre l’elaborato finale dell’Executive Master Biblioteconomia: “La dimensione di terzo luogo della biblioteca pubblica ai fini del conseguimento degli obiettivi del manifesto IFLAUNESCO”, che ha concluso da poco, organizzato dalla Società Umanitaria di Milano. Dopo la premessa: “La biblioteca è sicuramente una porta d’accesso preferenziale all’informazione ed alla conoscenza, garantendone il diritto, contribuendo alla sua creazione ed alla condivisione, qualunque sia la natura di detta conoscenza ed in assenza di qualunque tipo di barriera (sociale, economica e tecnologica), Sarasino porta l’attenzione su un secondo aspetto, non meno importante, presente nel manifesto IFLA UNESCO:L’essenza della biblioteca non sono però i libri, i materiali, le collezioni ma le persone. In questo senso, la biblioteca è un terzo luogo per eccellenza, purché sappia rendersi interprete di questa istanza. ”In linea con analisi sociologiche sul tema, il punto di partenza è proprio dalla definizione di “luogo”: “Il primo luogo è la casa, il secondo luogo è il lavoro, il terzo tutto ciò che non è casa e non è lavoro, dove si va non per dovere, ma per piacere, perché ci si trova bene”. L’intervento poneva l’interrogativo se la biblioteca rientrasse nei terzi luoghi, se fosse un luogo del piacere in cui investire parte del nostro tempo libero, a prescindere dallo studio e dal prestito libri. Nell’elaborato si prendono come esempio alcune biblioteche per analizzare come esse interpretino il loro ruolo e le potenzialità di luogo terzo. Sul territorio sono oggetto dell’indagine le Biblioteche di Varallo e di Grignasco e vengono fornite alcune indicazioni concrete per riuscire a riempire di contenuti pratici un assunto che non può e non deve restare teorico.

La dottoressa Sarasino ha ultimato il proprio intervento con un ringraziamento a quanti hanno reso possibile il proprio lavoro e, in particolare all’esperta in terzi luoghi, Dr.ssa Antonella Agnoli, ed al Direttore della Biblioteca di Varallo, Piera Mazzone: “Per la disponibilità data ad uno studio sicuramente sperimentale e coraggiosamente autocritico, il cui senso ultimo è rendere sempre più le biblioteche spazi di inclusione, di sviluppo sostenibile, di pace e di benessere, anche spirituale, per le persone. In questo senso esse permetteranno a tutti di avere parte attiva nella comunità, nella sua vita culturale e, più in generale, in quella che è definita la società della conoscenza”.

L’intervento di Simona Sarasino è stato molto apprezzato perché è un valido contributo per ripensare il ruolo della Biblioteca oggi, guardando queste istituzioni culturali con uno “sguardo nuovo”, senza nascondersi alcune criticità: la gente va dove si trova bene e dove si possono fare o vedere cose interessanti. Solo il 7% delle persone frequenta le biblioteche in Italia e allora il restante 93% dove va? I lettori in Italia sono il 40%: perché il 33% non viene in Biblioteca? Il libro che peso ha nella vita della gente? A cosa può servire? Ed infine, la conoscenza è veicolata solo dal libro?

 

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