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Vercelli: presentazione del volume : “Scribendo nomina et cognomina.

di Flavia Negro

Giovedì 21 marzo 2019, alle ore 17, presso il Museo del Tesoro del Duomo di Vercelli, verrà presentato il cinquantunesimo volume edito dalla Biblioteca della Società Storica Vercellese: “Scribendo nomina et cognomina”.

La città di Vercelli e il suo distretto nell’inchiesta fiscale sabauda del 1459-60” di Flavia Negro.

La presentazione, ad ingresso libero, si svolgerà in forma di dialogo con l’autrice e sarà condotta dal prof. Enrico Basso, docente di Storia dell’Europa medievale presso l’Università di Torino e autore di ricerche legate ai temi del mondo mediterraneo medievale e delle sue relazioni con l’Europa atlantica.



 

Il volume della Negro descrive una situazione limitata nel tempo (1459-1460), ma permette di ricostruire un ben più ampio quadro temporale della struttura socio-economica di Vercelli e del suo distretto, negli anni in cui la città – allora seconda per importanza solo a Torino – era da poco diventata  parte integrante del ducato di Savoia (1427), dopo un secolo di appartenenza al ducato di Milano (sorte questa che le era toccata nel 1335, al termine del suo glorioso periodo di primaria città-stato).

La ricerca si fonda sull’inchiesta fiscale che vide al centro Vercelli e il Vercellese nell’inverno del 1459-60, raccolta nelle oltre quattrocento pagine manoscritte conservate presso l’Archivio di Stato di Torino, nel volume conosciuto come: Liber focorum patrie vercellensis, che è la più ampia e completa descrizione socio-demografica del distretto per i secoli medievali.

Di capitolo in capitolo l’autrice segue i tanti fili conduttori dell’inchiesta, iniziativa del tutto inedita per l’epoca: il pellegrinaggio dei funzionari di comunità in comunità (ben centoventi), da un capo all’altro del Vercellese storico, dal Po fino alle vallate prealpine del Biellese, dai popolosi villaggi lungo la Sesia, a quelli arroccati ai piedi della Serra; lo sforzo di contare i “fuochi”, cioè le famiglie, (più di ottomila nomi di capifamiglia sono inventariati nel registro), in una società vivacissima e molto meno statica di quello che ci attenderemmo; le astuzie per smascherare i tentativi delle comunità di eludere il fisco (tentativi che in alcuni casi, come a Santhià, assumono i toni di una vera truffa e rischiano di mettere in serio pericolo le autorità locali); le ricche descrizioni dei ricetti e dei castelli nobiliari, con i toni entusiasti per i tanti cantieri aperti, e a volte anche preoccupati quando l’accoglienza dei loro orgogliosi detentori si fa, nei confronti dei due occhiuti commissari, fredda, se non francamente ostile.

Interessantissime le “schede” relative alle singole località del Vercellese storico, che forniscono una “fotografia” del territorio, spunti di riflessione e di ulteriori studi volti a seguire nel tempo l’evoluzione delle singole Comunità.

 

Copertina del Libro di Flavia Negro

 

 

 

 

 

 

 

 

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