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Guardabosone: anche lo scultore Ireneo Passera per Artisti pionieri

Cosa ti aspetti dalle tre Sibille di Guardabosone? Cosa vuoi sentirti dire? Ricorda che l’Oracolo della Sibilla fornisce una risposta, un saggio consiglio solo a domande veramente importanti! Mai scomodare l’oracolo per futili motivi.

Mai chiedere numeri fortunati o risultati vincenti: essa ti condannerà, o peggio si burlerà di te. Le risposte (gli oracoli dal latino oraculum) sono fornite senza che vi siano né punteggiatura, né spazio alcuno tra i vocaboli, proprio per lasciare a noi stessi il compito di interpretare, suddividere ed inserire quanto necessario per cercare la risposta attesa!
Ireneo Passera restauratore e artista: “Due mestieri e due approcci diversi alla vita, ma entrambi necessari”, vive e lavora a Borgosesia. Ha frequentato il Liceo artistico a Bergamo e a Novara. La Scuola Barolo di Varallo è stato il luogo artistico e culturale dove ha approfondito la scultura ed il restauro sotto la guida dei Maestri Tosi e Farinoni. Dal
2003 ha iniziato ad esprimersi attraverso la scultura, un linguaggio a lui connaturato, usando le mani, ma soprattutto il cuore, perché: “Liberare l’emozione esprimendola attraverso la materia è cogliere l’energia che in essa si è solidificata”. Non esegue disegni preparatori: “È nel materiale stesso che sono trattenute e si celano le forme e, di conseguenza, le emozioni. È il materiale che mi obbliga a cambiare percorso, o risveglia inattese idee che portano al raggiungimento di nuove mete. Ricerco nella scultura un percorso che mi avvicini alle storie intime e personali di un mondo di cui io stesso sono parte”.

Nell’antico ricetto di Guardabosone una colonna di cemento armato reggeva una parte della struttura sopraelevata: quel materiale era troppo “giovane” per accogliere la forza del Tempo. Ireneo, grazie a Cesare Locca, ha “incontrato” tre antiche mensole, crollate all’inizio degli anni Settanta, dal tetto laterale della chiesa parrocchiale, a seguito di una
straordinaria nevicata. Erano nate per sorreggere qualcosa, sono diventate l’idea di ciò che regge la vita: per alcuni mesi
ha lavorato quel granito trasformandolo in figure femminili sacrali
, custodi dei simboli della vita che accompagnano nella sua naturale fecondità: acqua, cui è collegata la clessidra, dal greco: Klepsydra “che consuma l’acqua”, fuoco, spighe di grano. La pietra è stata volutamente lasciata grezza: aperta al racconto del tempo che verrà e muterà gli uomini, mentre
resteranno queste litiche custodi del genius loci. Le Sibille erano vergini ispirate da un dio (solitamente Apollo) dotate di virtù profetiche ed in grado di fare predizioni e fornire responsi, ma in forma oscura o ambivalente, ispirarono l’arte cristiana dall’XI secolo in numerosi cicli pittorici, scultorei ed incisori. Esse sono normalmente raffigurate come la controparte femminile dei profeti: l’esempio più famoso si trova nella volta della Cappella Sistina, affrescata da Michelangelo.

Le tre Sibille in granito sono un dono che le famiglie Passera e Rimola, Rosaclerio e Lagrotteria, offrono alla Comunità e all’Amministrazione di Guardabosone, come segno di ringraziamento per la disponibilità e l’ospitalità data in occasione del matrimonio dei rispettivi figli: Emanuele e Rita. Spiega Ireneo Passera: “Il significato delle sculture prende spunto dalla coreografia del matrimonio, le tre figure femminili recano simbologie legate alla vita terrena. La Sibilla di destra contiene tra le braccia l’elemento del fuoco che arde irradiando luce e calore. Ai suoi piedi le due giare d’acqua rappresentano il bene ed il male. La Sibilla di sinistra regge sicura la clessidra del tempo che passa
inesorabile, mentre a terra rigogliose le spighe di grano sono un segno di abbondanza. Le due donne sono portatrici di simboli e protettrici della terza Sibilla, collocata al centro del gruppo, che rappresenta la giovinezza, raffigurata in avanzata gravidanza, segno di continuità della specie umana e di un rispetto per la madre terra”.

“Laudato si mi Signore, per sora nostra matre terra, la quale ne sustenta et governa”, canta Francesco d’Assisi, ma nella Genesi Dio disse ad Adamo: “…e ti guadagnerai il pane col sudore della fronte!”: il racconto a Guardabosone proseguirà attraverso un grande quadro, che scopriremo insieme la prossima settimana.

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