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Guardabosone: con “Artisti pionieri” il paese diventa una mostra a cielo aperto

“Guardabosone architetture e territorio”, il titolo della preziosa pubblicazione curata dall’architetto Ornella Maglione, con la “lettura” iconografica di Vittorio Defabiani ed un contributo di Vera Comoli Mandracci, riassume lo spirito di un paese unico, germogliato su un’altura dominata dall’antica chiesa parrocchiale.

 

L’armonia tra natura e spazio antropizzato si respira inerpicandosi per gli ampi tornanti tra i boschi e i campi coltivati, alleggerendo lo spirito prima di addentrarsi per le stradicciole che conducono a perdersi in quel tempo sospeso dove storia e arte dialogano in una natura amplificata nel paesaggio, simbolicamente rappresentata nel microcosmo dell’Orto Botanico “Pier Carlo Bussi”, con la sua piramide di cristallo, nata per proteggere specie rare e preziose.

Il nucleo antico del borgo, perfettamente conservato, custodisce ben quattro musei aperti al pubblico che si affacciano tra case, vie acciottolate, piazzette improvvise. Il fluire del tempo si è fermato per un istante nelle fotografie di Ettore Bussi, infaticabile fotoreporter, mentre Cesare Locca ha utilizzato la fotografia storica ri-contestualizzata, come straordinario mezzo potenziale di studio e di ricerca per indirizzare il futuro.

Il passato a Guardabosone si fonde armoniosamente con il presente: l’ignaro turista viaggiatore scopre passo dopo passo un coinvolgente itinerario pieno di sorprese, guidato dalle fragranze naturali delle “Giornate profumate di menta”, dalla tenue luce di fiammelle tremolanti nella brezza della notte estiva nella “Sera dei lumi”, o dal chiarore del giorno.

L’Amministrazione Comunale, guidata dal Sindaco Nicole Bosco, con il progetto: “Artisti pionieri”, ha coinvolto sette artisti che hanno voluto offrire un pezzo della loro anima a questo borgo, lasciando un’opera creata per essere posta in un luogo non qualsiasi, ma inatteso: ad un crocevia, all’ingresso di un’antica osteria della quale resta solo la storia, in un giardino incantato, ai piedi di un fienile, appoggiato come ieratica trinitaria cariatide, immobile nel sostenere l’altra metà del cielo, e, per colmare gli spazi, l’armonia di un violino s’insinuerà tra le antiche pietre.

Le opere d’arte, create da maestri ritrosi, amplificano i ritmi del cuore, traducendo le emozioni nel linguaggio a
ciascuno più congeniale, restano in ascolto dei passi dei viaggiatori, per palesarsi come apparizioni. Gli artisti,
settimana per settimana, abbondoneranno l’abituale riserbo per raccontare l’idea nata per un luogo e per uno sguardo, silenzioso benvenuto per l’ignaro viaggiatore e compagna abituale per gli abitanti.

«La bellezza salverà il mondo»: anche una sola oncia potrà mutare la vita delle persone. Il progetto di Guardabosone è stato proposto al concorso «+bellezza in valle», indetto dal Rotary Club di Valle Mosso, che premia gli interventi portati a termine negli ultimi anni e volti a riqualificare il territorio.

L’essenziale è invisibile agli occhi, come ripete il Piccolo Principe, per ricordarselo: “E’ il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante”, così l’ottava opera d’arte è quella tela lucente e fitta, che avvolge senza soffocare, che collega senza dividere, pazientemente e tenacemente tessuta da Cesare Locca, novella Aracne, che non ha nessuna voglia di sfidare Minerva, ma ha messo da parte la conoscenza, sostituendola con la sapienza, per creare un gruppo in cui far nascere l’Amicizia. La partenza era in salita, sotto la pioggia battente, rischiando di bruciare la frizione, ma questo primo incontro si è concluso in un’accogliente dolcezza.

Piera Mazzone

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