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Guardabosone: Luciano Maron Pot ad “Artisti Pionieri” dal 22 Luglio 2022

Luciano Maron Pot ha appena concluso la sua partecipazione alla mostra collettiva di artisti biellesi a Pollone: “Terra, luce e colore”, allestita presso le sale espositive delle ex scuole elementari, dove ha presentato opere realizzate tra il 2020 e il 2022, racchiuse in un elegante catalogo intitolato: “Della luce e delle stelle”. Organizzata dalla Pro Loco e dal Comune, l’esposizione era incentrata sulle opere degli artisti biellesi Mariagrazia Garella, Luciano Maron Pot e Roberto Curoso, tre compagni di liceo che si sono ritrovati dopo cinquant’anni.

Iniziò a dipingere a quattordici anni, imitando un amico di suo padre,che era un “pittore della domenica”, e lo conduceva con sé in plein air. Dal paesaggio, frequentando il Liceo artistico, prima a Biella e poi a Novara, approdò alla figura e poi all’Accademia di Brera fu affascinato dall’astrattismo, avendo avuto come insegnanti Veronesi e Turcato. Frequentò un corso per disegnatori di materiali archeologici e si dedicò a questa attività, lavorando sugli scavi a disegnare per tre anni, con l’Università di Storia antica di Milano, poi passò all’insegnamento di fotografia e grafica pubblicitaria in un Centro di formazione professionale, tenendo un corso di formazione per grafici a Novara. Dopo dodici anni, avendo elaborato un progetto da attivare all’interno del carcere di Novara, per recuperare i detenuti offrendo loro un’opportunità di apprendimento, che poi sarebbe sfociata in un’occupazione professionale, fu chiamato a realizzarlo, essendo stato approvato dalla Direzione del carcere, dal Ministero e dall’Ente di Formazione dal quale dipendeva. Cominciò così ad insegnare a quegli allievi un po’ speciali: “Ho fatto trent’anni di carcere: queste persone erano più motivate rispetto ai ragazzi e collaborai nell’impiantare una piccola tipografia in carcere. Poi mi fu affidata la direzione delle scuole nei carceri di Biella, Vercelli e Verbania: percorrevo circa 80.000 chilometri all’anno. Nel 2019 andai in pensione e sperai di dedicarmi alla mia grande passione: i viaggi, invece arrivò il Covid. Il lavoro mi aveva portato via l’idea di fare l’artista, però viaggiando realizzavo acquerelli di viaggio, per hobby”.

Luciano racconta il suo “lavoro” come un fiume inarrestabile: “Nel lockdown ripresi a dipingere con continuità e costanza: i risultati sono stati esposti alla mostra di Pollone, che ha avuto molto successo e mi ha creato numerosi contatti. Faccio sempre due lavori in contemporanea: Costellazioni e rilievi intonacati, la responsabilità è di Dante, che nel Purgatorio intuisce che il colore è la luce che riflette, e io, dei miei viaggi, ricordo proprio i colori: nascono così superfici intonacate con bande in rilievo, con le componenti principali dei colori di certe situazioni, come ad esempio la Cappella Palatina di Palermo. Per questi quadri, di grandi dimensioni, ho bisogno di ampi spazi bianchi”.

Al visitatore che certamente ti avrà chiesto cosa vogliono dire, cosa rispondi? “Sai l’inglese? No, ma ascolti canzoni in inglese, non è importante capire le parole, ti lasci catturare dal ritmo, dall’armonia, così in pittura, non è necessario riconoscere gli oggetti, ma il contesto”.

Luciano Maron Pot ha alle spalle anche una lunga esperienza di amministratore: “Ho iniziato nel 1980 a ventisette anni, facendo per cinque anni l’Assessore alla Cultura a Pray, poi per un altro mandato il Vice Sindaco, poi passai alla Comunità Montana e feci per dieci anni l’Assessore al Turismo e Cultura”.

Il contatto con Guardabosone avvenne tanti anni fa, con la prima Estate in piazza: “Silvano Caccia mi chiese una mano per illustrare il programma estivo: disegnai il primo manifesto con degli gnometti che giravano intorno. Poi ho fatto due mostre di acquerelli, e quest’anno presenterò una mostra di fotografia, che inizierà il 25 agosto. Questa passione è nata a diciotto anni, quando mio padre mi regalò una macchina fotografica: sono cinquant’anni che fotografo, e ho tirato fuori le cento foto più belle scattate in questo mezzo secolo, passando dal bianco e nero al colore, dalle diapositive al digitale”. Per “Artisti Pionieri” , la mostra diffusa a Guardabosone che verrà inaugurata il 23 Luglio, Luciano ha realizzato un’opera singolare, sulla falsariga delle Costellazioni, sempre sull’onda dantesca: ”…Puosi mente / a l’altro polo, e vidi quattro stelle / non viste mai fuor ch’a la prima gente”.

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