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Guardabosone: terminata con successo la mostra dei “sette Artisti pionieri”

A Guardabosone, nel fine settimana, è stata allestita una mostra preziosa ed unica, aperta solo per due giorni, dedicata a coloro che volevano conoscere finalmente i Sette Artisti Pionieri, che hanno gratuitamente offerto un’opera all’antico borgo, perché contribuisse a mantenere quell’armonia dei tempi e dello spazio che caratterizza il paese.

Dar voce ad ogni artista, con una introduzione, magari spiazzante, si è rivelato il modo giusto per “far parlare” gli artisti, attraverso altre opere, che allargassero l’orizzonte.

Filippo Armenise ha portato una creatura del mare ed una semplice foglia di cavolo, immerse nella luce del mare e del cielo, Fabio Nicola, con “Inno alla vita” ha ricordato la creazione, quell’uovo che si deve schiudere per inoltrarsi in un percorso che sale, si colora, si impreziosisce, si smarrisce in un labirinto, e poi si perde nel: “Dopo la vita”, due foglie, o due ali d’angelo, che riportano Lassù. Ireneo Passera, in due opere miniaturistiche, ha racchiuso L’Essere e il Non Essere, nero come l’ebano, chiaro come il bosso, indigenza e opulenza,
essenzialità e straripamento, estremi tra i quali l’uomo è sospeso.

Piero Motta per correre libero ha creato un cavallo con sette martelli e qualche altro utensile: la cavalcata era guidata dal canto della sirena, creatura al confine tra due mondi che suona e canta, per indicare una meta, quella che le due bagnanti realizzate con l’originale figurativo prismatico dello scultore Dino Damiani, aspettano di raggiungere, dopo che il sole della vita avrà dorato le loro membra candide.

Jacopo de Dominici, al termine del percorso espositivo appoggia con delicatezza due carboncini: un vecchio alpino che con gli occhi socchiusi guarda oltre i ricordi, ed un possente elefante solo, come ogni individuo di fronte alle scelte importanti. Un ciclista policromo è l’omaggio al Giro d’Italia che ha attraversato la Valle.

Il Maestro Enrico Groppo ha portato la sua musica immortale, suonata utilizzando due strumenti che mettono in comunicazione secoli lontani: un prezioso violino seicentesco, costruito nel 1680 da Gioffredo Cappa di Saluzzo ed una viola, realizzata nel tempo del Covid da Giacomo Rocca, un artigiano-artista piemontese, ma Ireneo Passera ha voluto che anche il musicista tornasse a casa con un ricordo tangibile di questo paese con la sua carica di umanità e lo ha ritratto in una figura avvitata in spirale ascendente, circondata dalla cornucopia del genio costruita con gli spartiti originali di Bach. Il violino, minuscolo, è un vero strumento in grado di far ascoltare la sua voce, sottile come un sussurro, ma penetrante come il soffio della vita.

Il tempo è stato benevolo e ha permesso di realizzare l’intero itinerario tra le sette nuove opere da scoprire, in compagnia degli artisti, ognuno dei quali ha svelato un nuovo tassello di interpretazione. Il percorso si è concluso nella monumentale chiesa parrocchiale, eccezionalmente concessa dal parroco Don Alberto Albertazzi, perché il programma all’aperto, nell’Orto Botanico non avrebbe potuto realizzarsi. L’acustica perfetta, sostenuta da un’emozione avvertibile nel totale silenzio, ha accolto le sonate di Bach, eseguite come se fosse stata la prima volta dopo che il Maestro le aveva licenziate. Al termine gli applausi di ringraziamento sincero, ma tutti sono restati seduti, in attesa, e il Maestro ha offerto un breve brano per violino solo di Georg Philipp Telemann, compositore e organista tedesco, contemporaneo di Bach e Händel, cui lo legava una profonda amicizia. “Musica interrogativa: una domanda per questi tempi strani e non comprensibili, per congedarmi da un pomeriggio di particolare intensità”: ha spiegato il Maestro Groppo.

Nicole Bosco, Sindaco di Guardabosone ha ringraziato gli artisti e l’Assessore Cesare Locca, che ha tenuto le fila di un rapporto intenso e proficuo, riuscendo a tessere un’Amicizia che trascendesse il momento della presentazione, ricordando come l’Estate in Piazza, giunta alla quarantunesima edizione, sia ricca di nuovi appuntamenti: occasioni per ripercorrere il paese, sostando nei luoghi dove le nuove opere sono silenti guardiane dello spirito del luogo.

 

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