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Maggiora: inaugurata la mostra omaggio a Carlo Maria Re

Sabato 31 agosto a Maggiora, nel Salone della Società Operaia di Mutuo Soccorso, è stata inaugurata la mostra di pittura: “Omaggio all’Artista Carlo Maria Re”, nativo di Vigevano, ma che viveva e lavorava a Maggiora, scomparso prematuramente nel 2013.

La mostra, ideata da Monica Mazzone e da Eliseo Stefan, è stata  realizzata con il patrocinio della Scuola Serale di Disegno arch. Alessandro Antonelli, della Società Operaia di Mutuo Soccorso e del Comune di Maggiora. Piero Poggia, Presidente della Scuola Serale di Disegno, ha presentato l’istituzione – nata nel 1923, voluta dall’Ingegner Antonelli, figlio dell’architetto, per istruire nell’arte del disegno tecnico i giovani maggioresi – che oggi si occupa di studi del territorio, e della presentazione di pubblicazioni e conferenze. Nel 2005 /2006 Carlo Maria Re insegnò disegno artistico alla Scuola, condividendo forti emozioni con i suoi allievi, descritte da Rita Acquila, collaboratrice della Scuola, che ha raccontato come la mostra sia nata quasi per caso, da un contatto con Monica Mazzone, che ha ringraziato tutti coloro che hanno lavorato per realizzare la mostra, in primis la famiglia dell’artista: i due fratelli maggiori, che vivono a Vigevano.

A sorpresa, come introduzione alla mostra, il musicista gattinarese Simone Stefan ha offerto alcuni brani suonati con la cornamusa. Il Sindaco di Maggiora, Roberto Balzano, si è detto soddisfatto per questa nuova “impresa culturale” che arricchisce l’offerta maggiorese comprendente sport, enologia, arte e storia.

La mostra, presentata da Piera Mazzone, nasce come ideale continuazione della retrospettiva: “Uno sguardo al cielo”, inaugurata il 13 luglio al Sacro Monte di Varallo, nella cappella del Santo Sepolcro (nata dalla collaborazione di amici di Carlo Re: Monica Mazzone, Eliseo Stefan, Maria Grazia De Grandi e Pietro Chiodo, che avevano voluto realizzare un sogno dell’artista: esporre al Sacro Monte), per ripercorrere un cammino di vita e di ricerca in continua ascesa, caratterizzato dalla leggerezza del cuore e dello sguardo.

Raccontare il percorso di un artista complesso come Carlo Maria Re non è semplice, per tentare di comprenderlo occorre partire dalla sua formazione: frequentò per due anni il corso di scenografia all’Accademia di Belle Arti di Brera, diplomandosi in pittura, seguì un corso di cromatologia di Luigi Veronesi, ma la sua personalità eclettica lo portò a seguire corsi di jazz, studiando il saxofono sotto la guida del Maestro Sergio Rigon, si interessò di tecniche della comunicazione multimediale. La sua può dunque essere definita un’arte di “contaminazione”, liberamente ispirata all’arte medievale: “Con figure scolpite con il colore nell’etere che le avvolge…massicce,
eppure leggere e fluttuanti…indefinibili nel loro dinamismo”, come scrive il Marco Beretta, critico d’arte, che nel 2002 aveva conosciuto Carlo Re a Vigevano, in occasione di una mostra nella sua città natale. I grandi mistici medievali, tra i quali Meister Eckhart, frequentemente citato da Umberto Eco, certo gli furono guida. Carlo Maria Re definiva la sua arte: “Pittura iconica a carattere visionario ed esclusivamente sacro”.

L’arte contemporanea, con la sua vitalità e prossimità, continua a parlarci di Fede, in un tempo che pare obliare il Sacro, ma del quale ha molto bisogno. Carlo Maria Re certo conosceva gli artisti migliori del suo tempo che avevano trovato nel sacro la loro fonte d’ispirazione: da Chagall a Lucio Fontana, più conosciuto per i famosi “tagli”, ma che dipinse anche visioni e Crocifissioni. Carlo nella sua vita si pose sempre molte domande, e obbedì agli imperativi morali che gli imponevano di lottare per la giustizia,
schierandosi sempre dalla parte dei più indifesi, cercando di dare un senso alla propria presenza sulla terra, che non poteva ridursi ad una semplice permanenza, ma che si interruppe per un viaggio senza bagagli, finalmente liberato dal dolore e dall’impotenza causati dalla malattia, lasciando segni importanti.

A Maggiora i visitatori, salendo le scale, sono accolti da un grande ritratto dell’artista, realizzato dall’amico Pietro Chiodo, che pare invitare ad entrare nel suo mondo, mentre lo sguardo racchiude una superiore visione delle cose e degli uomini. All’inizio del percorso espositivo sono esposte le foto di alcune delle mostre più significative alle quali l’artista aveva partecipato: da quella di Palazzo Tornielli a quella del Monte Mesma, e dei laboratori con i bambini organizzati da Carlo alle Scuole Elementari di Maggiora.
L’ampio salone è stato allestito alle pareti con l’esposizione di otto grandi “Ostensioni”, realizzate a olio e acrilico, e dei cashmere delle “Apparizioni”, dipinti ad acrilico su tessuti Loro Piana, mentre nella parte centrale, su monacali griglie metalliche, sono state posizionate opere di formato più piccolo: i “Feltri”, monocromi di un rosso intenso, raffiguranti cuori e croci, dipinti su feltri naturali del Feltrificio Biellese, che assorbono il colore provocandone espansioni e ramificazioni, quasi trasformassero il segno in preziosi rami di corallo.
In un angolo del salone è esposta la bottiglia con l’etichetta creata da Carlo Maria Re nel 2003. Il gattinarese Franco Patriarca, produttore del vino, ha ricordato l’esperienza pluriennale di: “Sorsi di pace”, cui Carlo aderì con entusiasmo: “Carlo era un po’ bambino, nella freschezza della sua ispirazione, sapeva coinvolgere i bambini, facendoli diventare artisti per un giorno, oggi avremmo bisogno di un nuovo Carlo per creare relazioni empatiche e insegnare ai bambini a sfruttare la loro naturale creatività”.

La mostra sarà visitabile il 1, 7, 8 settembre 2019 dalle ore 16.30 alle ore 19.

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