GrignascoMedia Valsesia

Grignasco: una serata dedicata alla “Sacra Parentela” operadi Gandolfino da Roreto

Il quadro più antico presente nella chiesa parrocchiale dell’Assunta a Grignasco è: “La sacra parentela”, una tempera su tavola appesa a lato dell’altare maggiore, opera del pittore astigiano Gandolfino da Roreto, che l’associazione Punto Arte Onlus, rappresentata da Paolo Sitzia, storico dell’arte e sapiente indagatore d’archivi, ha voluto valorizzare e far
conoscere attraverso una importante pubblicazione monografica, curata da Annamaria Marchetti Grasso, presentata in chiesa giovedì 25 settembre.

“La Sacra Parentela” Gandolfino da Roreto (XVI secolo) è il quinto volume della collana di approfondimento intitolata: La chiesa dell’Assunta, che negli anni si è andata arricchendo di agili volumetti dal ricco apparato illustrativo, dai contenuti scientificamente inappuntabili, volutamente esposti in uno stile divulgativo.

Sono passati cinquecento anni da quell’affollato assembramento familiare, un’iconografia inusuale per l’Italia, ma diffusissima nei Paesi dell’Europa centro occidentale, quasi un’antifrasi per noi costretti a stare a distanza per le norme Anti Covid. Il quadro è del tutto estraneo alla vicenda dell’edificio sacro che lo ospita: fu acquistato dal Conte Viotti per donarlo alla chiesa nel 1830, come atto finale di un complesso progetto culturale. Anna Maria Marchetti Grasso, storica dell’arte, attraverso un’analisi puntuale e numerose immagini da lei scelte — ottimamente inserite nella
proiezione curata da Maria Chiara Demagistri — ha analizzato il dipinto, invitando a non farsi fuorviare dai «trabocchetti: la cornice baroccheggiante, eseguita nel 1907, e i dati “1484” e “GAU. FERARIS / PINXIT”, che sembrano forniti apposta per aumentare l’importanza dell’opera e le perplessità dello spettatore», ma richiamando subito l’attenzione sulla scritta sovrastante, che comunica una storia non a tutti nota, secondo la quale Sant’Anna avrebbe avuto tre mariti, con cui avrebbe concepito le tre Marie, come narra la Legenda Aurea, che avrebbe derivato
questo brano dal Vangelo dello Pseudo Matteo.

Dopo aver inquadrato l’autore ed averne descritto lo stile, Anna Maria
Marchetti ha messo a confronto le altre quattro pale d’altare dello stesso tema iconografico attribuite a Gandolfino: le opere più stilisticamente caratterizzate e differenti tra loro di tutta la produzione dell’artista. La lettura del quadro, incentrata sui particolari e sulle singolarità di questo importante pittore, è stata seguita con grande attenzione, dal pubblico che gremiva tutti gli spazi disponibili secondo le regole Anti Covid.

Il Professor Don Damiano Pomi, già coadiutore a Grignasco, autore di importanti pubblicazioni storico-artistiche, ha proposto alcune riflessioni incentrate sul significato profondo della scena dipinta, in cui il vero protagonista è Gesù, posto al centro della tavola. Il dogma della verginità di Maria sarebbe difficilmente comprensibile se non si attribuisse il giusto significato all’espressione: “fratelli di Gesù”, poiché in realtà erano “cugini”, ma in ebraico venivano definiti con un termine generico indicante la stretta parentela. Don Damiano, dopo aver ricordato che Anna, madre della Madonna, non viene mai citata nella Bibbia, ha invitato ad osservare le numerose opere d’arte esposte nella chiesa, in cui la maggioranza sono proprio riferite ai Vangeli Apocrifi, che riportano o ampliano vicende non incluse nei testi canonici: “L’arte per raccontare contenuti di Fede, fissa concetti, idee, che possono immediatamente essere percepiti”.

Alla presentazione è seguito un concerto della Triaca Musicale Vocal Ensemble , diretta da Mara Colombo, dedicato agli autori più significativi tra Medioevo e Rinascimento: J. Ockeghem, J. Des Prez, O. Di Lasso, G. Da Venosa, C. Monteverdi, con all’organo Silvano Arioli. Il raffinato programma spaziava dalla polifonia quattrocentesca al primo Rinascimento, fino al Manierismo e al primo Barocco italiano. Il concerto – seguito con grande attenzione dal pubblico che ha dimostrato il suo gradimento con i ripetuti applausi finali, per non interrompere l’atmosfera “magica” creata dalle voci raccolte nella musica – dopo il forzato silenzio imposto dal Covid, ha sancito la ripresa del Festival Gaudete, il cui presidente è Paolo Sitzia.

Mara Colombo ha ringraziato Don Enrico per l’ospitalità, Punto Arte Onlus e il pubblico ritrovato dopo questi mesi di forzato isolamento, invitando al prossimo appuntamento con Gaudete: il concerto del 7 novembre nella chiesa di Quarona, con i cantori più piccoli, che proporranno canti ispirati da opere di Gianni Rodari, del quale quest’anno ricorre il centenario della nascita.

Tags

Commenta

Back to top button
Close