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Mostra Giorgio Ramella a Vercelli: Viaggi dell’anima tra Oriente, Africa e Mare di Omero

Dal 30 aprile al 31 maggio 2026, Vercelli ospita la mostra “Viaggi dell’anima – Oriente, Africa, Mare di Omero” di Giorgio Ramella, un percorso artistico che si sviluppa tra due luoghi significativi della città: l’ex chiesa di San Vittore e il Museo del Tesoro del Duomo.

L’inaugurazione è in programma giovedì 30 aprile alle ore 18.00 presso l’ex chiesa di San Vittore.

Una mostra tra due luoghi simbolo della città

L’esposizione si articola tra la ex chiesa confraternita di San Vittore e il Museo del Tesoro del Duomo di Vercelli.

La chiesa di San Vittore rappresenta da circa un decennio un punto di riferimento per la città come spazio dedicato alle attività culturali, in particolare di carattere contemporaneo e innovativo. Qui trovano spazio artisti di diverse provenienze che possono confrontarsi con l’identità architettonica e simbolica dell’edificio.

Il Museo del Tesoro del Duomo, invece, custodisce beni di grande valore storico e artistico legati al Capitolo della Cattedrale, offrendo un contesto profondamente diverso, ma complementare.

Il viaggio come filo conduttore dell’opera

La mostra riunisce tre nuclei fondamentali della ricerca di Giorgio Ramella, artista torinese di rilievo nazionale e già docente di Accademia.

Il percorso intreccia i temi del viaggio, della memoria e della luce, accompagnando il visitatore attraverso visioni che spaziano tra dimensione reale e interiore.

Oriente, Africa e Mare di Omero: tre percorsi artistici

Nel ciclo A Oriente verso Sud, l’artista fonde memorie oniriche e visioni di terre lontane, restituendo immagini evocative e cariche di spiritualità.

Nei dipinti dedicati all’Africa, emerge l’intensità cromatica e simbolica di un continente che ha segnato profondamente la sua ricerca.

Con Il Mare di Omero, il mare diventa metafora del viaggio interiore: uno spazio sospeso tra tempesta e quiete, tra mito e introspezione.

In mostra sono esposte venticinque opere, di cui dieci inedite, realizzate appositamente per questa occasione.

Il dialogo tra arte contemporanea e spazi storici

La ex chiesa di San Vittore accoglie le opere di dimensioni maggiori, caratterizzate da colori intensi e da una forte presenza della luce, che dialoga anche con l’esterno grazie alla facciata blu notte.

Nel Museo del Tesoro del Duomo, invece, le opere si inseriscono in modo più discreto, creando un confronto diretto tra contemporaneo e antico. Le geometrie e i colori delle tele si intrecciano con gli ori e gli argenti delle collezioni storiche, suggerendo un percorso visivo più raccolto e intimo.

Il passaggio tra le due sedi diventa parte integrante dell’esperienza. Il visitatore è invitato a muoversi nel centro storico di Vercelli, attraversando vie che conservano ancora l’impronta medievale e scoprendo chiese, torri e palazzi legati alla storia della città.

Giorni e orari di visita

La mostra sarà visitabile dal 2 maggio al 31 maggio 2026.

📍 Museo del Tesoro del Duomo

  • Mercoledì – venerdì: 15.00 – 18.00
  • Sabato: 10.00 – 12.00 / 15.00 – 18.00
  • Domenica: 15.00 – 18.00

📍 Ex chiesa di San Vittore

  • Sabato e domenica: 16.00 – 18.30

📩 Info: beni.culturali@arcidiocesi.vc.it
📞 Tel: +39 331 8083903

Chi è Giorgio Ramella

Giorgio Ramella nasce a Torino il 24 febbraio 1939. Compiuti gli studi classici, frequenta l’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino seguendo il corso di pittura di Enrico Paulucci e di tecniche incisorie di Mario Calandri.

L’esordio sulla scena artistica torinese è negli anni Sessanta con un’esposizione alla Galleria La Bussola insieme a Ruggeri, Saroni, Soffiantino e Gastini; la prima mostra personale è nel maggio del 1964. I lavori iniziali sono caratterizzati da forme metalliche e taglienti su fondi generalmente scuri: argentati grovigli di strutture deformate definiscono la serie degli Incidenti. A questa prima fase segue un’espressione pittorica più astratta, dove nuovi temi di ispirazione sono suggeriti dalla fenomenologia della luce.

Durante il viaggio del 1990 negli Stati Uniti, Giorgio Ramella resta affascinato dai graffiti nelle stazioni dei metrò newyorkesi che danno origine alla sequenza di opere intitolata Subway. Successivamente la ricerca dell’artista si orienta verso lo studio di pitture e incisioni rupestri primitive: confini, territori e mappe rivivono attraverso i colori e i segni violenti della civiltà dei nostri giorni.

È del 1998 la mostra Sur le versant de la peinture – 11 peintres de Turin al Museo Archeologico Regionale di Aosta.

Nel 1999 espone 20 Studi per un tema classico al Convento di S. Bernardino, Ivrea. Nel 1993

il Comune di Spoleto gli dedica una personale. Nel 1994 realizza una grande Crocifissione che, dopo essere stata esposta a Mantova (Palazzo Ducale), Ivrea (Olivetti) e a Lione, viene acquistata dal Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino.

Nel 2001 dedica una serie di opere alla figura di Vincent Van Gogh, nelle quali una innegabile ricerca fisiognomica si risolve in tormenti cromatici più astratti e indefiniti che figurativi e corporei.

Si ricordano ancora nel 2003 l’antologica al Convento dei Cappuccini, Caraglio (Cuneo), le personali Dai Graffiti all’Oriente nel 2006 al Complesso del Vittoriano, Roma; A Oriente verso Sud nel 2009 alle O.G.R., Torino; Fly Zone nel 2011 a Palazzo Chiablese, Torino; Air Mail nel 2013 al Museo Caproni, Trento; le collettive Doppio sogno – Da Warhol a Hirst – da De Chirico a Boetti, nel 2014 a Palazzo Chiablese, Torino; LandScape nel 2015 a Villa Giulia, Verbania. Nel 2017 due sue opere sono esposte alla Gam nella mostra Pop Art italiana – Dalle collezioni della Gam, Torino. Giorgio Ramella ha partecipato a numerose mostre nazionali e internazionali quali: il premio San Fedele a Milano, La Biennale dell’incisione a Venezia, il premio Spoleto, la Biennale di Parigi, la Grafica italiana al Museo d’Arte Moderna di San Paolo del Brasile, il Museo Sperimentale al Castello di Rivoli.

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