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Pianalunga: un successo gli incontri letterari in alta quota

Al rifugio Grande Halte-Città di Mortara, durante il mese di agosto, sono stati organizzati due incontri letterari in alta quota, perché come spiegano i gestori: “Questa storica struttura di accoglienza, sorta ad inizio Novecento, non è solo una tappa escursionistica e punto di ristoro: l’abbiamo trasformata anche in un luogo di condivisione, di ascolto, un crocevia di idee, racconti ed esperienze”.

Invitare scrittori non è stato per caso: Alberto Paleari ed Enrico Camanni, sono scrittori di montagna, ma poi si allargherà il cerchio. L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra Federica Rinaldi e Mimmo Siclari, gestori della Grande Halte, Piera Mazzone, direttore della Biblioteca Civica “Farinone-Centa” di Varallo e la Libreria Il Colibrì di Borgosesia.

Federica, preziosa Volontaria della Biblioteca di Varallo, ideatrice di una postazione di Libri Liberi in Alta Quota, venerdì 6 agosto ha presentato Alberto Paleari, scrittore e guida alpina, che ha scritto anche alcuni libri sulla Valsesia:  “L’angelo che scese a piedi dal Monte Rosa”, romanzo storico sul pittore seicentesco di Alagna, Antonio d’Enrico, detto Tanzio da Varallo, “Verso la montagna sacra”, viaggio a piedi, sulle orme del pittore Gaudenzio Ferrari, dall’Isola di San Giulio di Orta fino a Varallo ed al Sacro Monte, “La finestrella delle anime”, racconto di un percorso dell’autore sulle tracce dei Walser, dalla Valsesia alla Valle Strona.

Piera Mazzone, Direttore Biblioteca Civica “Farinone-Centa” di Varallo, martedì 17 agosto, ha dialogato con Enrico Camanni, scrittore e alpinista, che ha presentato il suo ultimo romanzo giallo: “La discesa infinita”.
Mondadori ha creato la nuova collana: Gialli Letterari per accogliere i “gialli” un po’ particolari, come quelli di Enrico Camanni, che propone una personalissima ed affascinante commistione tra mystery e romanzo di montagna, facendo emergere il suo talento straordinario nell’investigare gli animi di chi tra le vette ha trovato e perso se stesso.

“Nanni Settembrini l’ho inventato quindici anni fa, quando mi era tornata la voglia di scrivere un romanzo, dopo La notte del Cervino. Ho scritto articoli, saggi, libri di montagna, biografie di alpinisti e scalatori, testi di carattere scientifico, ma creare una storia mi ha sempre affascinato”: così è nato il primo “giallo”: “La coperta di neve”, ambientato sulle Alpi, in epoca contemporanea, con protagonista Nanni Settembrini, guida alpina e soccorritore, in cui
la chiave di lettura è proprio la memoria.

Un giallo fatto bene richiede tanta pazienza, saper dosare bene i passaggi, non dire troppo, lasciare al lettore il tempoper appassionarsi”: Camanni ha ringraziato Lara Giorcelli e Giordano Aterini per l’eccellente lavoro di editing, aiutandolo a districarsi nei due livelli temporali della storia narrata L’autore propone una vita complicata, perché non esiste l’“eroe puro”, anche i soccorritori alpini sono persone come le altre, che però mettono a repentaglio la loro vita per salvarne altre. Nanni è figlio di immigrati dal sud a Torino ed incarna i tanti contrasti derivanti dalla sua origine, smontandoli, uno dopo l’altro. Nei romanzi di Camanni i luoghi sono reali ed importanti: essi stessi protagonisti della storia. “Il ghiacciaio è una straordinaria macchina del tempo”:

Camanni ha dichiarato che, per quanto riguarda le restituzioni dei ghiacciai, è stato ispirato dal documentario di Niccolò Aiazzi: Cinquanta passi, un film del 2020 in cui la guida Michele Cucchi, l’antropologa Elisabetta Dall’O’ e il nivologo Michele Freppaz raccolgono e classificano resti umani ai piedi del Cervino, con grande pietas e stupore. Lo scrittore riesce a vedere con il giusto distacco le Alpi di oggi, popolate non solo da guide e turisti, ma anche da portinaie dei condomini affittati ai turisti, che vengono dai paesi dell’est: questa “periferia del turismo” è uno straordinario contenitore di storie.

Il successo dei primi due libri gialli, si aggiunge a quello dei molti libri pubblicati negli anni precedenti, ma per Camanni, lettore appassionato di gialli, scettico verso i noir alpinistici: “Che abbondano di corde tagliate, duelli verticali e piccozze letali”, è stato un mettersi alla prova in un campo nuovo: conoscendo gli schemi narrativi, da lettore diventa scrittore con piacere, ma si impone anche una disciplina, per darsi dei tempi e rispettarli, ricordando che in
montagna i tempi sono lenti e dilatati.

All’incontro alla Grande Halte era presente anche il Presidente del Cai di Mortara, Roberto Ponzio, che ha condiviso anche il successivo momento conviviale, apprezzando il modo in cui viene fatto vivere questo rifugio. Nel pomeriggio Camanni ha ripreso la funivia per tornare in Valle d’Aosta, dove lo attendevano altre presentazioni.

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