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Première “O Magnum Mysterium” Cantoacanto festival 2020

Più di cinquanta coristi uniti #dicasaincasa per registrare un inedito «CANTOACANTO» AVVICINA ANCHE A DISTANZA.
Sul canale Youtube del festival la première di “O Magnum mysterium”

Lo speciale itinerario sulla simbologia della casa, proposto online dal festival «Cantoacanto 2020», vede protagonisti oltre cinquanta coristi riuniti dalle province di Novara, Vercelli e Biella per collaborare alla registrazione di una composizione musicale dedicata alla corale parrocchiale San Giovanni Battista di Serravalle Sesia.

Si tratta del brano “O Magnum Mysterium” composto dal giovane Andrea Buonavitacola, che – oltre ad essere corista dell’ensemble A.N.I.M.A. – è direttore della corale parrocchiale valsesiana.

Il brano per coro misto è stato scritto la scorsa estate per un percorso di studio da svolgere in presenza ma il distanziamento imposto dall’emergenza sanitaria ha trasformato il programma iniziale in un nuovo progetto di registrazione a distanza, promosso nell’ambito del festival «Cantoacanto», sostenuto dalla collaborazione dell’ensemble vocale A.N.I.M.A. e della Scuola Cantori Alessandro Novali.

«Sono davvero felice spiega l’autore che tutto questo prenda forma, grazie alla Corale San Giovanni Battista e al festival Cantoacanto, che ha offerto attraverso la collaborazione con Anima Vocalensemble e la Scuola di musica e cantori Alessandro Novali un canale di diffusione dell’iniziativa: sono felice che molti coristi e amici del nostro territorio abbiano aderito positivamente a tutto questo».

La preparazione della videoregistrazione, pubblicata dal 20 dicembre 2020 sul canale Youtube del festival, è stata introdotta da una serie di lezioni online. Attraverso una piattaforma virtuale, tanti coristi hanno così potuto ritrovarsi dopo mesi di inattività, mentre per altri ancora è stata anche l’occasione di conoscersi per la prima volta.

«Un’esperienza significativa sotto molti punti di vista commenta il maestro Carlo Senatore, che del festival è l’ideatore e il direttore artistico a partire dallo spirito con cui persone di diversa esperienza e provenienza, talvolta senza nemmeno conoscersi, hanno saputo vincere ogni comprensibile timidezza e difficoltà tecnica, prestando la propria voce per un progetto comune con un’emozionante risultato: l’arte corale sopra ogni cosa.»

Il festival «Cantoacanto» attraverso concerti e readings poetici, conferenze e presentazioni editoriali si propone di sviluppare il senso di comunità, coinvolgendo tutte le generazioni attorno ai valori fondanti la convivenza civile – la solidarietà umana e la giustizia sociale – a partire da temi e linguaggi vicini alla sensibilità di bambini e ragazzi.

«Anche quest’anno continua Carlo Senatore – abbiamo potuto dare vita ad uno spazio importante di valorizzazione della creatività, cui peraltro Andrea ha contribuito come corista e compositore sin dalla prima edizione del 2018 insieme ad altri giovani allievi del Liceo Musicale “Gobetti” di Omegna. Impegnarsi questa volta nella registrazione del suo “O magnum mysterium” ha significato, per me e per tutti i suoi compagni di coro, gioire anche dei risultati di un percorso di crescita condiviso nel tempo. E ritrovarci dopo mesi di attesa – tutti insieme, anche se a distanza – per dare vita ad un esempio ideale di comunità, dove il sentimento di appartenenza si concilia con la disposizione a superare limiti e confini, prima di tutto mentali. Vuol dire che – #dicasaincasa – il canto ci avvicina anche a distanza e simili esperienze ci offrono la migliore ispirazione per andare oltre.»

Una vera e propria “comunità aperta” – di artisti e gruppi musicali – coinvolti: «È proprio la difficoltà che stiamo vivendo tutti insieme spiega Andrea Buonavitacola – ad aver dato spinta a tutto questo: la voglia di non rimanere in silenzio. Credo che tutti, cristiani e non, nel periodo del Natale portino avanti un percorso di ricerca della bellezza, nell’ammirare in maniera collettiva questo istante: chi con lo stare con i propri cari, chi con il contemplare la Natività. A maggior ragione, in questo periodo, questa forza che si crea diventa collettiva: e allora questo grande mistero sta nel fatto che tutti gli esseri viventi abbiano visto il Signore nato, dormire nel presepe. Il presepe non può essere solo la mangiatoia, è qualcosa di più: è ognuno di noi, è la casa con la quale noi offriamo rifugio e amore. Quindi Dio, l’Amore, si manifesta in noi»

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