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Quarona: una serata Lions Club con il Soccorso Alpino Speleogico Piemontese

Il 6 ottobre a Quarona il Lions Club Valsesia ha ospitato alcuni componenti dell’VIII Delegazione del Soccorso Alpino Valsesia e Valsessera, istituita nel 1955: Moreno Solesio, Vice Delegato del Soccorso Alpino Speleologico Piemontese, Luca Massarotti, Capo Stazione di Scopello e Maurizio Cucchi, Guida Alpina e Tecnico dell’Elisoccorso.

Vanni Boggio, Presidente Lions Club Valsesia, ha presentato gli ospiti, volontari della struttura nazionale operativa del CAI, che fa parte del Dipartimento di Protezione Civile e collabora con il 118, alla quale sono affidati compiti molteplici: vigilanza, prevenzione, soccorso per infortuni alpinistici, escursionistici e speleologici.

Moreno Solesio ha spiegato che dell’VIII Delegazione fanno parte cinque stazioni di Soccorso Alpino in Valsesia (Alagna, Borgosesia, Scopello, Val Sermenza, Varallo) e una in Valsessera (Coggiola), presidiate da centoventi volontari, pronti ad intervenire dalle vette del Monte Rosa alle pianure del Basso Vercellese: “Presentare il Soccorso Alpino è una preziosa opportunità per far conoscere il nostro operato, che si basa completamente sul volontariato ed è totalmente gratuito: pochissimi cittadini italiani si rendono conto di che tipo di servizio ci venga garantito
gratuitamente dalla Regione Piemonte, nella vicina Svizzera, qualsiasi intervento di soccorso si paga: un elicottero costa circa 130 € al minuto ed un intervento non dura mai meno di un’ora”.

Il Soccorso Alpino Italiano ha dimostrato con i fatti di essere efficiente e preparato per ogni tipo di intervento, quindi farne parte è motivo di orgoglio, come ha precisato Michele Cucchi: “Il nostro telefono è acceso 24 ore su 24 e siamo sempre pronti ad intervenire nel giro di pochi minuti”.

Luca Massarotti ha ricordato che molti interventi di soccorso riguardano i “fungiat”, i cercatori di funghi: “Sono sempre interventi complicati, perché queste persone non stanno sui sentieri, non si vestono con indumenti colorati, ma mimetici: l’anno scorso purtroppo abbiamo recuperato sei morti in quarantotto ore di servizio”.

Nel 2019 in Piemonte sono state soccorse 1.400 persone in 1.180 incidenti, impiegando più di 48.000 giornate-uomo. Una delle regole per entrare nel Soccorso Alpino è quella di essere “gente di montagna” per favorire la tempestività di intervento. Naturalmente i volontari sono persone preparate che conoscono perfettamente la montagna e sanno come muoversi in qualsiasi condizione atmosferica. La preparazione di base è uguale per tutti, ma le figure che operano nelle varie stazioni sono perfettamente intercambiabili.

Per quanto riguarda le motivazioni che spingono ad entrare nel Soccorso Alpino, sono molto personali e diversificate, ma farne parte è una “passione”, che viene trasmessa di generazione in generazione. Lo spirito di servizio è talmente radicato che ai tre ospiti non è mai capitato di dire di no ad un servizio: la scelta fatta è sempre prioritaria rispetto ai problemi personali o famigliari.

Marco Orbassano di Actionmovie, ha voluto fare un regalo al Soccorso Alpino Valsesiano, girando un video che mostra tutte le fasi di un intervento di soccorso senza elicottero alla Torre di Boccioleto, in cui entravano in azione le varie figure del Soccorso, arrivando fino alla stabilizzazione dell’infortunato ed al suo trasporto in ospedale. Tutti i momenti dell’intervento erano scanditi da una musica incalzante che coinvolgeva emotivamente lo spettatore, facendo emergere con particolare evidenza lo spirito del soccorritore, l’intesa e la collaborazione che esiste tra i componenti della squadra, indispensabili per interventi che devono sempre essere tempestivi e coordinati.

Ricordando la recente alluvione Cucchi ha accennato alle difficoltà di comunicazione: “Il picco di acqua caduta è stato tra le 4 e le 4 e venti: alla complessità di un intervento di notte, in assenza di corrente e di rete telefonica, si è supplito  con i ripetitori che attraverso ponti radio portavano le notizie fuori dalla valle. I nostri ponti radio coprono tutto l’arco
alpino da Ventimiglia alla Slovenia”.

Cucchi ha concluso il suo appassionato intervento ricordando un insegnamento prezioso che gli è stato trasmesso: “Riflettere sempre sul momento in cui bisogna saper dire basta, capire quando è necessario fermarsi. Conoscere i propri limiti ed i rischi e le conseguenze delle proprie azioni fa parte del bagaglio dell’esperienza individuale: la temerarietà fine a se stessa non ha senso”.

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