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Rassa: 7 agosto, un pomeriggio “Dantesco”

Sabato 7 agosto a Rassa, presso l’antica segheria, “Resga dij Brasei”, nonostante il tempo inclemente, è stato presentato il volume: “Dante or dì a Fra Dolcin …”, di Emilio Uggeri, omaggio al settecentesimo anniversario della morte di Dante, incentrato sulle celebri terzine del XXVIII canto dell’Inferno dantesco, attraverso le quali Fra Dolcino ha acquisito una grande notorietà nel vasto mondo delle eresie medievali.

L’eclettico Emilio Uggeri, “il novellier delle Case Sparse de Brusù brusà”, che ha Rassa nel cuore, con la collaborazione di Angelo Ambrogio Bonfanti e del Centro Studi Dolciniani di Biella, ha voluto: “Raccontare di Fra Dolcino, parlare di Dante, considerare il loro contesto
storico”, Attilio Ferla, Assessore alla Cultura dell’Unione dei Comuni Montani e il Sindaco di Rassa, Michele Barbaglia, hanno portato un saluto, prima del recital teatrale: “Amor mi mosse…”, di Eleonora Visco Gilardi e Guido Tonetti, attori che fanno parte di un’Associazione Culturale di teatro.

Aldo Fappani e Piero Delmastro, Presidente e Segretario del Centro Studi Dolciniani di Biella, costituito a metà degli anni Settanta del secolo scorso con la partecipazione di Dario Fo e Franca Rame, che proseguì poi l’attività presieduto da Gustavo Buratti, scomparso nel 2009 sono intervenuti rievocando la vicenda dolciniana, e l’importante ruolo di Rassa. E’ stato evidenziata la “riscoperta”, da parte degli operai e dei socialisti biellesi, della figura di Dolcino,
considerato un “Apostolo del Cristo socialista”, culminata nel 1907, in occasione del seicentesimo anniversario del rogo di Dolcino, con l’erezione dell’obelisco sul Monte Massaro, inaugurato l’11 agosto di quell’anno, alla presenza di diecimila persone. L’obelisco fu abbattuto nel 1927 dai fascisti e recentemente è stato ricollocato un cippo.

Emilio, che ha lavorato all’Olivetti, assunto nel settembre 1961, e si definisce: “designer votato alla comunicazione”, si è riservato la parte finale dell’evento dantesco per la presentazione del suo lavoro, realizzata con l’ausilio di molte immagini commentate nel modo vivace e “sparigliante” cui ha abituato il suo pubblico, rispondendo anche alle molte domande suscitate dall’originale esposizione.

Al termine dell’intenso pomeriggio è stato possibile visitare la Ca’ dla Cresta, “spunsiga”, bottega di Rassa, immobile acquistato dal Comune e mirabilmente restaurato con un contributo regionale, oggi adibito a centro espositivo, dove è stata allestita una mostra dei numerosi libri pubblicati da Emilio Uggeri, una esposizione di armature, paraspalle, spallacci, spade, “misericordie”, basso-medievali, coeve a Dante e Dolcino, forgiate a mano da Stefano Antonini di Trecate, artigiano ancor più valente perché ha perso il braccio destro. In un’altra sala dell’edificio sono esposti quadri su compensato realizzati con il pirografo da Walter De Fabiani, mentre al secondo piano oltre ai due pannelli di Montagna Antica, Montagna da Salvare, Walter Allegretti ha impaginato una interessante mostra fotografica. Al pianterreno dell’edificio, che comunica con l’antico ponte, Ernesto Chiara espone manufatti in legno e l’azienda Bacher, propone i formaggi prodotti con il latte delle mucche che pascolano all’Alpe Sorbella (Alpe Gioacchino) a oltre 1.600 metri di quota.

Presso il capannone della Pro Loco di Rassa, in tema con Dante e Dolcino, è stata organizzata una raffinata cena medievale a conclusione di una giornata che verrà ricordata per il coinvolgimento, oltre che per l’importanza dei temi trattati.

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