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A Prato Sesia, presentato il nuovo libro di Claudio Sagliaschi

Epistolario pratese… e altre cose. Contributo alla conoscenza della comunità, stampato a spese dell’autore e dell’amico Ingegner Antonio Brugo, per donarlo al “Centro Incontro Carlo Polo“ di Prato Sesia, che ne gestisce la vendita, incassando il ricavato, è stato presentato a Prato presso il Centro sabato 11 maggio.

Era presente un pubblico numeroso e anche il Sindaco Luca Manuelli ed alcuni rappresentanti dell’Amministrazione Comunale

Pier Carlo Brugo ha introdotto l’Autore, Vice Presidente del Club Unesco Terre del Boca, mentre Olga Albera, Presidente del Centro Incontro Carlo Polo“, ha ringraziato Claudio Sagliaschi e Antonio Brugo per la sensibilità e l’attenzione dimostrate nei confronti della Comunità pratese, donando il ricavato dalle vendite al Centro, che vive sul volontariato, sulle oblazioni e sulle rette degli Ospiti: “Claudio ha reso visibile la nostra piccola realtà a molte persone che ne ignoravano l’esistenza” .

Claudio Sagliaschi ha presentato il suo lavoro molto ponderoso: quasi quattrocento pagine fittissime e scritte con un carattere molto piccolo: “Per contenere i costi e dire tante cose”, sottolineando che non va letto come un romanzo, ma scegliendo di volta in volta l’argomento che interessa. Più volte l’Autore ha detto che il suo è un libro che: “Rompe gli schemi”, infatti non c’è frontespizio ma un: “Elogio funebre della scrittura”, deplorando il rarefarsi delle corrispondenze epistolari, sostituite da Internet con messaggini e Mail. La lettura di passi di alcune delle lettere racchiuse nel volume ha permesso di cogliere aspetti della società del tempo, al di là delle vicende personali degli interlocutori.

Nelle lettere dal fronte della Prima Guerra Mondiale è emersa la vena ironica della corrispondenza tra Lorenzo Ferri e il fratello Francesco Ferri (Cichinet), mentre nelle lettere di Carlo Rinolfi traspare il grande amore per la giovane moglie. Passando alla Seconda Guerra Mondiale Gaudenzio Zaninetti scrive dal fronte di El-Alamein dove troverà la morte. Rino Cantella, marconista, verrà imbarcato su alcuni tra i principali incrociatori, dal quale prendevano il volo gli apparecchi di ricognizione.

“Che coraggio” esclamai quando Sagliaschi mi disse di avere pubblicato il suo epistolario amoroso con l’allora fidanzata e oggi moglie, Paola Sottini, nel periodo del servizio militare, ma mi spiegò che il suo scopo era farsi conoscere, anche negli aspetti più personali, oltre a mostrare ciò che accadeva in quel mitico 1968 che stava sullo sfondo della storia d’amore. Il libro prosegue poi con articoli e lettere degli anni Settanta del Novecento e riportando gli scritti e le poesie di Orlando Tosoni, morto per distrofia, autodidatta che volle approfondire lo studio della lingua italiana, riuscendo a comporre articoli e poesie molto interessanti. Claudio ha poi presentato il diario che racconta la vita del pratese Vincenzo Sesone, bisnonno di Antonio Brugo, contadino che nel 1871 partì per il servizio militare nella Marina e divenne Sergente istruttore, fu imbarcato su una nave diretta in Spagna – dove era in corso la ribellione di alcune città spagnole contro il governo centrale di Madrid – per costituire con altre navi un blocco navale.

I “Flash da ricordare” sono stralci da giornali locali che raccontano vicende pratesi, molte delle quali oggi completamente dimenticate, e delle quali, secondo l’Autore, è importante conservare memoria. Al termine della presentazione del suo lavoro Sagliaschi si è auspicato il rinascere di una nuova vita comunitaria, come quella che negli anni Settanta si esprimeva anche attraverso fogli periodici, ciclostilati e si è chiesto se oggi manchino gli scrittori o gli argomenti.

Mi è stato chiesto di intervenire con qualche nota critica e quindi ho cercato di delineare il percorso dalla microstoria alla macrostoria, segnalando il variegarsi delle fonti, di cui le lettere sono una delle possibili espressioni, ma l’evoluzione tecnologica ha modificato radicalmente il nostro modo di relazionarci agli altri, causando un irreversibile cambiamento dei rapporti sociali. La lettera era un’occasione prima che di comunicare con gli altri, di riflettere con se stessi. Grazie agli epistolari abbiamo potuto conoscere grandi personalità, da Cicerone, a Orazio, a Seneca, a Plinio, per l’antichità classica, mentre in anni recenti sono nati i “romanzi epistolari”, con o senza cornice: dalle Lettere persiane di Montesquieu alle Ultime lettere di Jacopo Ortis. Lettera al padre di Kafka e Lettera a un bambino mai nato di Oriana Fallaci sono forme letterariamente alte di riflettere sulla propria interiorità e sui rapporti sociali e famigliari.

ll libro dell’Es di Groddeck è un trattato psicoanalitico sotto forma di romanzo epistolare. Il libro di Claudio Sagliaschi si pone all’incrocio di molti stili e utilizza fonti diverse per non disperdere la memoria collettiva, che si nutre anche di piccoli episodi che possono essere letti in un contesto più generale.

Antonio Brugo, “nato molti anni fa a Prato”, che vive a Torino, ma torna spesso in paese per il piacere di incontrare gli amici e di “Parlare di politica”, ha letto una lettera indirizzata a Claudio Sagliaschi, complimentandosi per questa nuova opera storico-letteraria.

Piera Mazzone.


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