Reportage eventi

Al Rotary Club di Gattinara si è parlato di “violenza sui minori”

“Giù le mani dai bambini: l’ascolto dei minori professionale e il caso di Bibbiano”

La Dott.ssa Simona Ramella Paia, Presidente di PAVIOL Percorsi anti Violenza ONLUS, e socia rotariana, mercoledì 27 ottobre, nella conviviale del Rotary Club Gattinara, ha presentato il Professor Giovanni Battista Camerini, neuropsichiatra infantile e psichiatra, autore di numerose pubblicazioni scientifiche in campo psicoforense, Presidente
attuale del Rotary Club Bologna, un collega con il quale ha condiviso molte perizie, per parlare delle corrette modalità per raccogliere le testimonianze di minori e del caso di Bibbiano.

Camerini è partito dall’omicidio di Ermanno Lavorini, commesso a Vecchiano, Viareggio, il 31 gennaio 1969: la vittima era un bambino di appena dodici anni, rapito per chiedere un riscatto e poi ucciso. Si cominciò a parlare di pedofilia, ma il problema esplose con il caso del “mostro” di Marcinelle, Marc Dutroux, arrestato nel 1996 con l’accusa di omicidio e
pedofilia. Seguirono provvedimenti legislativi che riformarono il Codice di procedura penale e cambiarono le modalità di audizione dei minori: “Dando la parola ai bambini si cercano di trovare indicatori testimoniali e comportamentali credibili per scoprire il reato: un esperto affianca il giudice legge i segnali e li trasforma in prova. In quegli anni va di moda il termine “disvelamento” usato per indicare la rimozione del velo che nasconderebbe esperienze traumatiche di cui il bambino sarebbe stato vittima. Seguì una serie clamorosa di errori giudiziari, e si evidenziò il problema delle false denunce. Nell’ascolto dei bambini due scuole di pensiero si fronteggiano, fanno capo al Dottor Foti e al Dottor Gulotta.

La testimonianza di un bambino si può valutare solo attraverso riscontri intrinseci, intercettazioni ambientali: non ci sono tecniche per aiutare il bambino a dire la verità. Il Professor Camerini ha ricordato come nelle separazioni conflittuali spesso presunti abusi siano strumentalizzati. Il Tribunale dei minorenni per intervenire si affida a relazioni dei servizi sociali, nati come agenzia di supporto alle famiglie in difficoltà, ma le relazioni dei servizi sociali non possono essere considerate fatti, si fa confusione tra tutela e protezione”.

Il comune di Bibbiano, in provincia di Reggio Emilia, è stato al centro di uno scandalo sugli affidamenti illeciti di bambini, oggetto di un’inchiesta della magistratura. La vicenda ha occupato per alcuni giorni le prime pagine dei
giornali, che hanno riportato le notizie sul “lavaggio del cervello” effettuato sui bambini per allontanarli dai genitori, con dettagli emersi dalle intercettazioni, alcuni dei quali sono stati successivamente ridimensionati. Secondo gli investigatori, alcuni bambini sarebbero stati sottratti alle famiglie sulla base di dichiarazioni e relazioni manipolate, per poi essere affidati ad amici e conoscenti dei soggetti coinvolti, che ricevevano la somma mensile prevista in questi casi dalla legge. La Procura aveva notato un “aumento esponenziale anomalo delle segnalazioni di abusi sessuali su minori provenienti dal Servizio Sociale dell’Unione dei Comuni della Val D’Enza (un consorzio di comuni che condividono la gestione di molti servizi, e dei conseguenti provvedimenti di allontanamento dalle famiglie)”. I bambini venivano condotti presso “La Cura”, una struttura pubblica di Bibbiano nata come un centro di sostegno per i minori vittime di violenza e abuso sessuale. A gestire la struttura era una Onlus di Moncalieri chiamata “Hansel e Gretel”: un centro privato specializzato in abusi su minori, gestito dallo psicoterapeuta Claudio Foti e da sua moglie Nadia Bolognini. Qui
i bambini venivano sottoposti a sedute da parte di psicoterapeuti privati. L’inchiesta è stata basata soprattutto sulle intercettazioni raccolte dagli inquirenti, che dimostrerebbero come gli psicologi e gli assistenti sociali avrebbero manipolato i bambini in modo da convincerli di aver subito abusi che non esistevano, ma la vicenda è più complessa e non tutti gli aspetti sono ancora stati chiariti, come il Professor Camerini ha precisato, ribadendo con forza che non esistono “indicatori di abuso”, e che lo stesso Tribunale per i minorenni andrebbe riformato introducendo il “rispetto
probatorio”.

Nel dibattito seguito all’intervento sono emerse alcune criticità sugli interventi dei Servizi Sociali, e la percezione degli da parte delle famiglie della: “minaccia dell’affidamento”, inoltre nei bambini subentrerebbe il: “trauma dell’allontanamento”. E’ intervenuto nel dibattito anche il Dottor Andrea Lux, direttore del CASA, Consorzio per l’attività Socio-Assistenziale, che ha parlato della volontà degli operatori di aggiornarsi e di rinnovarsi, rispetto ad argomenti così delicati e suscettibili di molte sfumature. Camerini ha risposto agli stimoli invitando a recuperare
l’originaria funzione dei Servizi Sociali, come aiuto e supporto alle famiglie in difficoltà: “La genitorialità, per quanto possibile, deve essere recuperata ed è molto importante la formazione degli operatori”.

Piera Mazzone

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