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Campertogno: visita in occasione delle giornate FAI

Un breve racconto del mio pomeriggio di visita

Giornate FAI di Primavera in Valsesia a Campertogno, una full immersion di cultura, arte, storia e tradizioni locali.

Sono terminati oggi, questi due giorni intensi per tutti i partecipanti e certamente per gli organizzatori dell’evento: Delegazione FAI della Valsesia, gruppo Giovani Fai Valsesia, volontari e Comune.

 

Personalmente, dopo la mia visita di sabato, che sto per raccontarvi brevemente con alcune immagini, posso confermare, che Campertogno è davvero un “gioiello” della Valsesia, sotto molti aspetti.

Campertogno. Giornate FAI di Primavera 2019

 

All’arrivo in paese, una gentile e bella signora in costume tradizionale, dava il benvenuto ai turisti e passanti, davanti alla storica macelleria salumeria “Ottone Sergio”, dov’era possibile degustare i tipici salumi da loro prodotti e quindi volendo, acquistarli all’interno del negozio.

La mia visita è proseguita all’interno della biblioteca “Don Piercesare De Vecchi” dove la gentilissima Sig.ra Dina Traversaro, anche lei in tipico costume del posto, accoglieva il pubblico dispensando informazioni circa il paese e la fornitissima, (malgrado le dimensioni) biblioteca, al suo fianco per questo importante evento anche il Dr. Stefano Naratone, dell’Associazione “Campertogno Arte & Cultura”, entrambi, mi hanno riferito di quanto si cerca di fare e si fa, per far conoscere Campertogno, sotto ogni suo aspetto più importante ed antico, durante tutto l’arco dell’anno. Questo paese infatti, ha davvero moltissimo da offrire al visitatore assetato di cultura e storia locale ma anche a chi sa apprezzare mestieri antichi e tradizioni, come l’agricoltura, la lavorazione del legno, la lavorazione casearia;

 

 

Campertogno è una piccola ma molto attiva comunità e vanta diverse aziende artigianali che in questi due giorni di visite guidate, hanno potuto essere ammirate nel loro insieme, permettendo di conoscere molto da vicino, il lavoro artigianale e l’artigiano stesso, che con grande passione porta avanti tradizioni centenarie di famiglia.

Erano infatti oggetto di visita, l’azienda agricola Giacomino, la segheria Giordano, l’azienda della toma “Serra”, l’azienda agricola “Floralp” la vecchia “Truna” accanto all’omonimo negozio, dove si trovano a stagionare i formaggi locali.

Un altro momento di visita spettacolare direi, è stato all’interno della Chiesa Parrocchiale di San Giacomo Maggiore, dell’Oratorio di Santa Marta  e del Museo Parrocchiale.

A proposito di quest’ultimo, dovete sapere che l’apertura estiva 2019, prevede visite guidate la domenica ed i giorni festivi, alle ore 15.00 e nel mese di agosto anche il giovedì alle ore 21, per informazioni chiamare il num. 366.3719002

Questi luoghi, come tutti quelli proposti in questi due giorni, sono stati oggetto di visite guidate, da bravissimi e preparatissimi “giovani ciceroni”, impersonati dagli studenti delle scuole superiori Valsesiane, a loro il mio personale plauso ed anche ai loro insegnanti naturalmente, che li hanno preparati così bene.

 

Giovane “Cicerone” delle scuole Superiori Valsesiane

 

Grazie alle dettagliate spiegazioni storiche ed artistiche delle giovani guide, ho appreso e notato particolari che normalmente non avrei visto, anche se molto spesso li ho avuti davanti agli occhi, come la caratteristica forma degli altari, voluta e decisa in tempi antichi che è uguale per tutte le chiese della Valle. Le opere d’arte, i quadri, i paramenti sacri così come il bellissimo museo Parrocchiale, (che anche se piccolo ha al suo interno tante opere d’arte ancora ben conservate) sono stati per me una piacevolissima sorpresa.

Proseguo la visita alla “Truna” dove decine di forme di formaggio stanno maturando o si stanno conservando, ce ne sono davvero per tutti i gusti! All’interno, si trova anche un anfratto dove sono esposti antichi oggetti del casaro.

Ovviamente la gola mi guida all’interno del negozio “La Truna” proprio lì accanto, dove acquisto un pezzo di toma, alla Saleggia. (che bontà!!)

Attraverso poi l’antico ponte di pietra e dall’altra parte trovo un lungo banchetto con pacchetti degustazione e tortelli di San Giuseppe, che fanno bella mostra e sembrano dire: “Assaggiami”.. anche qui decido per un piccolo acquisto e vado sul dolce dei tortelli, inutile dirvi quanto erano buoni!!

 

 

Seguendo il cartello del percorso FAI, giungo alla Chiesa dedicata a San Carlo, la cui unica figura dipinta visibile, si trova sulla facciata del retro. Una chiesa ancora consacrata ed utilizzata, anche se poco è rimasto del suo antico splendore, si riesce comunque ad intravedere ed immaginare come doveva essere un tempo… alle pareti la Via Crucis dell’Orgiazzi è ancora piuttosto visibile, ed anche qui i bravi ciceroni, danno informazioni e raccontano la storia di questo luogo sacro.

 

Proseguo verso la casa del famoso pittore del luogo, Pier Celestino Gilardi, che con grande piacere mio e credo di tutti i presenti, è stata gentilmente aperta alle visite per l’occasione. Donne in tipico costume, fanno da cornice a questo luogo con splendida vista sul paese e partecipando alla visita guidata all’interno è stato quasi come poterlo vedere di persona, sapere che ha vissuto in quella casa, in quelle stanze, mi ha molto emozionata.

Poco oltre, si trova l’Oratorio di San Marco ai Tetti.

 

 

 

Termino qui il mio pomeriggio di visita, che devo dire è stato speciale, come lo è questo luogo che io amo molto, soprattutto quando spesso, per trovare un momento di pace e relax, salgo all’Alpe Argnaccia, lungo i Sentieri dell’Arte. (ve lo consiglio vivamente se non ci siete mai stati) Ciao bellissimo paese! Ci vediamo presto!!

 

 

 

 

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