Reportage eventi

Christoph Kunzli ospite dell’Inner Wheel Valsesia

Giovedì 7 novembre Christoph Kunzli è stato l’ospite di un Interclub organizzato dall’Inner Wheel Valsesia con il Rotary Club Valsesia e il Rotary Club Gattinara, al quale hanno partecipato la Presidente dell’Inner Wheel di Vallemosso Roberta Barberis Negra, la presidente del Soroptimist Club Valsesia Rosanna Prosino, con alcuni dei rispettivi soci ed un nutrito gruppo di soci FAI della Delegazione FAI Valsesia, con il Capo Delegazione Mario Manfredi.

La Presidente dell’Inner Wheel Valsesia, Donatella Mossello Rizzzio, ha presentato Kunzli, svizzero, originario dei Grigione, importatore di vini, che circa vent’anni fa arrivò per caso nelle terre del Boca e incontrò Antonio Cerri, che allora, caparbiamente, in mezzo ettaro di vite, produceva ancora il Boca, quello autentico ed inconfondibile. Negli anni Cinquanta sparirono la maggior parte dei vigneti a Boca e diventarono bosco: la viticultura era stata abbandonata per l’industria, che garantiva un’occupazione più sicura e remunerativa. Negli anni Novanta, con meno di dieci ettari vitati, si è raggiunto il punto vicino all’estinzione e all’oblio del Boca.

“Christoph Kunzli e il suo socio enologo Alexander Trolf, austriaco, rimasero incantati dal territorio e dal suo vino”: scrive Clio Pescetti nel volume: “Il Boca. Profumi, sapori, voci di un antico territorio”, il primo della collana: “Racconti delle terre del Boca”, pubblicato dal Club per l’UNESCO Terre del Boca.
Cerri vendette il suo vigneto, Kunzli ne acquistò molti altri abbandonati, disboscò e impiantò nuovi vigneti, fu l’inizio della rinascita di una zona vinicola d’eccellenza: nel 1998 nacque l’Azienda vitivinicola “Le Piane”, per ritrovare e sviluppare i vini di un “terroir” unico nel centro dell’Europa, con al centro la casa gialla, già Cascina dell’Esattore, che ne è diventata il simbolo. La prima vigna, piantata nel 1998 oggi ha ventun’anni. Oggi l’Azienda misura circa nove ettari e vi lavorano stabilmente sei persone in vigna, coadiuvate da altre in cantina, per produrre vini che possano rispecchiare al meglio le doti di questa antica zona viticola: “Vini inconfondibili nel loro carattere deciso, concentrati ma allo stesso tempo di grande eleganza e finezza, complessi nel profumo e nel gusto, longevi e che si sviluppano nel tempo”.

La zona del Boca è patrimonio UNESCO, per via del Supervulcano della Valsesia, Global Geopark, quindi ha una storia geologica iniziata trecento milioni di anni fa come ricorda il Presidente Edoardo Dellarole: “Il terreno di Boca è espressione della diretta degradazione di quelle rocce che facevano parte della grande caldera vulcanica, in una zona prossima al bordo della caldera stessa…Si potrebbe quasi dire che le vigne crescono sulla roccia…un’area come quella del Boca è geologicamente predisposta a produrre grandi vini, alla qualità piuttosto che alla quantità”.

Kunzli ha ringraziato Cinzia Travaglini, socia del Rotary Club Gattinara, per la presenza: “Tuo padre a Gattinara ha fatto la stessa cosa che ho fatto io a Boca, per non perdere un’eccellenza: allora nessuno beveva più vini invecchiati, ma prima bisogna fare il vino che piace a noi, crederci e poi proporlo agli altri”.
I vini preziosi prodotti dall’Azienda “Le Piane” sono stati abbinati alle portate del menu e presentati da Kunzli: dall’ultimo nato βianko, il cui insolito nome merita una spiegazione: “Per vent’anni abbiamo fatto solo vino rosso, secondo la tradizione, ma in questa zona esisteva anche il vino bianco, che in tutto il novarese era chiamato “greco”, quindi il nome con due caratteri dell’alfabeto greco, la beta e la kappa, è un omaggio all’antica denominazione. E’ fatto con il vitigno Erbaluce, ma non si può utilizzare questa dicitura perché Caluso ha tutelato la zona e anche il
vitigno”. Mimmo è un vino rosso formato con un Boca DOC cui si aggiunge il trenta per cento di croatina, di facile approccio al palato, nato dalla sollecitazione di un piccolo proprietario di Boca che voleva sempre migliorare: “Mimmo mi ha spinto a fare un vino diverso dal Boca: la prima annata è stata prodotta nel 2010: è il vecchio vino dell’Alto Piemonte”. Kunzli ha ricordato il lavoro importante di Anna Schneider, una grande ampelografa che ha fatto una ricerca sui vitigni importanti e quelli minori o rari della zona del Boca Dal Mimmo, che accompagnava i “plin”, si è passati al Boca DOC, bevuto con il brasato e la polenta: “Nebbiolo 85%,
Vespolina 15%, che dà al vino caratteristiche note balsamiche, più un grappolo di Uva Rara: questo vino rimane per tre o quattro anni in grandi botti, perché solo il tempo dà al Boca le sue caratteristiche peculiari”.

Dopo aver gustato anche la grappa prodotta da Kunzli, sono state illustrate delle suggestive diapositive che mostravano l’evoluzione del territorio e la rinascita del Boca. Kunzli ha anche ricordato che il 7, 8,9 dicembre ci sarà il “Boca Day”, cui tutti sono invitati a partecipare.

Al termine della serata Paola Pignolo, socia del Rotary Club Valsesia, ha presentato la Fondazione Ricerca Fibrosi Cistica – Onlus, nata per studiare questa grave malattia genetica ancora poco conosciuta, ma che colpisce quattro bambini ogni settimana. Per finanziare la ricerca, che sta facendo grandi passi, negli ultimi tre anni sono stati raccolti 100.000 € attraverso molteplici iniziative: Paola Pignolo ha proposto un’offerta legata ad alcune piante di ciclamino, cui i soci hanno risposto con molta generosità.

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