Reportage eventi

Di legno e di Pietra presentazione del libro

Presso Museo Etnografico di Romagnano Sesia

Romagnano, Museo Etnografico. Presentazione volume di Rosella Osta Sella: Di legno e di pietra. Viaggio fra tradizioni e trasformazioni del mondo contadino” a cura di Anna Lamperti, con la partecipazione di Vincenzo Amato e le letture di Maria Grazia Cereda

AMATO LAMPERTI CEREDA

Venerdì 4 maggio al Museo Etnografico di Romagnano, “itinerando” fra le sale, è stato presentato il volume postumo di Rosella Osta Sella: “Di legno e di pietra. Viaggio fra tradizioni e trasformazioni del mondo contadino”. Anna Lamperti Donati, archeologa, amica e collaboratrice di Rosella, dialogando con Vincenzo Amato, giornalista che ha curato la presentazione del libro, hafatto rivivere una storia che accomuna le genti dell’arco alpino, al di qua e al di là delle Alpi.

Telaio abiti panoramica Museo Etnografico Villa Caccia
Anna Lamperti

Il libro ha un ricchissimo apparato iconografico, costituito da oltre trecento foto d’epoca e contemporanee (molte delle quali scattate dal marito dell’autrice: Franco Sella), alle quali si aggiungono numerose riproduzioni di quadri ed incisioni, soprattutto di ambito mitteleuropeo, scelte personalmente dall’editore per sottolineare questo denominatore comune del mondo contadino e di quello dei montanari: “I problemi e le difficoltà erano uguali…anche la fame era la stessa, così come la paura delle malattie”.

L’interesse di Rosella per l’evoluzione del mondo contadino ha radici lontane: si era concretizzato fin dal 2007 in alcuni saggi raccolti nel volume a più mani: “In grembo alla terra”, che analizzava le province di Novara, Vercelli e Pavia, ma si fermava all’inizio del Novecento. La scrittrice negli anni ha ampliato il suo orizzonte, allargando le ricerche all’intera pianura padana e all’arco alpino: cascine, marcite, grange, recetti, mulini, risaie, sono stati censiti, studiati e messi a confronto con le strutture signorili, dalle ville palladiane ai casoni.

Interno Museo Etnografico Villa Caccia

Anna Lamperti ha sottolineato proprio questo carattere “enciclopedico” del volume, rilevato anche da Amato: “Il libro testimonia un passaggio epocale: dalla cultura contadina, povera e solo povera, all’arrivo della modernizzazione nelle campagne e poi nelle città con le fabbriche.Lo sguardo al passato è proiettato al futuro, senza rimpianti né nostalgia, ed è guida per un viaggio tra tradizione e trasformazione del mondo contadino, che oggi ha assunto un profilo molto diverso, per ritrovare qualcosa che ci appartiene, e costituisce una testimonianza importante sul passato recente”.

L’accattivante lettura di alcune pagine di questo libro: “Intriso di poesia, senza inutili sentimentalismi”, fatta da Maria Grazia Cereda, ha permesso al pubblico di apprezzare la qualità di scrittura, amplificata dalla suggestione del luogo.

Interno Osteria, Museo Etnografico Villa Caccia Romagnano Sesia

Proseguendo nell’analisi del volume si è passati nella sala della vecchia osteria, brindando con tre vini delle cantine Joppa, che recano l’etichetta del Museo con i due angeli dello stemma dei conti Caccia, e gustando il dolce tipico di Romagnano, le Busarole. Rosella dedica un ampio spazio a: “La vite, fonte di vita”, aprendo proprio con un’immagine a doppia pagina del grandioso torchio del Museo.

Attraverso le letture traspariva l’interesse per il mondo femminile rappresentato attraverso tre figure emblematiche: la signora, la modista e la bracciante, scelte dall’autrice per descrivere la condizione femminile nelle diverse classi sociali.

Nell’ambiente della scuola la parola è passata proprio alla “bracciante”, che intuisce l’importanza dell’istruzione, mentre nella sala dedicata alla tessitura, nella quale in eleganti bacheche sono esposti abiti  appartenuti alla borghesia locale, sono state lette le riflessioni della signora, un po’ annoiata dalla vita in campagna e della modista che è fiera di frequentare il “bel mondo”.

Il volume può essere aperto a caso e non si perde nulla della sua bellezza, perché aiuta a recuperare valori che costituiscono il senso di un tessuto di Comunità: “Questo libro può essere considerato il testamento spirituale di Rosella, e un sentiero verso il futuro, perché ha saputo guardare avanti, capire l’influsso positivo del turismo, che oggi è una fonte di reddito importante”.

 

Al termine il Presidente del Museo, Franco Tinelli, ha ringraziato i relatori e il pubblico, che hanno sperimentato questa forma nuova di approccio al museo, interattiva, più animata, che permette di focalizzare l’attenzione sui dettagli, ricordando i prossimi appuntamenti, tra i quali il primo sarà venerdì 25 maggio, alle ore 21, con unomaggio a Giacomo Fioramonti, scomparso un anno fa, vice Presidente del Museo, che a lungo collaborò con Carlo Brugo, lo storico Presidente. In quell’occasione sarà presentato l’ultimo lavoro di Giacomo: “Cosa rappresentò il periodo napoleonico”, ricerca che proseguiva la serie di conferenze storiche dedicate a Romagnano, intitolate: “Briciole di storia del nostro Borgo. La serata sarà presentata da Lorenzo Del Boca, con il supporto dei video e delle immagini di Giuseppe Ruga.

Piera Mazzone

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