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Inaugurata la mostra di Lino Tosi. Civiasco

Sabato 23 giugno a Civiasco,all’ultimo piano del Palazzo Comunale, nell’ampio salone polivalente, è stata inaugurata una mostra dedicata all’artista Lino Tosi, intitolata: “Il senso dell’inquietudine”, curata con intelligenza e sensibilità dal nipote Gianni Testa, che con grande passione ha ripercorso la vita dell’artista attraverso una carrellata di opere disposte secondo un percorso cronologico, comprendente la grafica, la pittura e la scultura.

All’ingresso della mostra è esposto lo scrittoio inclinato dove il pittore lavorava dopo il 1987, anno in cui fu colpito dall’emiparesi, su un ampio tavolo è consultabile molto materiale biografico in originale e in fotocopia, su uno schermo scorre un rarissimo filmato degli anni Sessanta,che vinse il Festival del cinema di montagna, girato da Michele Fiorina, che mostra Lino Tosi all’opera nell’Eremo, con l’intervista ed i commenti del giornalista Giulio Pisani.

Tosi morì nel 2005, ma non è certo un artista dimenticato: nel 2009 Enzo Lippi gli dedicò una mostra allestita al pianterreno di Palazzo dei Musei, nei locali dell’ex scuola Barolo in cui il Maestro insegnò. L’anno successivo lo scultore Claudio Bonomi pubblicò un interessante volume dedicato al tormentato rapporto dell’artista varallese con il sacro. Dopo quasi dieci anni era giunto ormai il momento di riproporlo, ripensando alle varie opere, ristudiandole e ricollocandole all’interno di una vita interamente votata all’arte.

All’inaugurazione della mostra era presente anche la vedova, Adriana Testa, che ha seguito con interesse la presentazione, lei che fu compagna di vita e musa ispiratrice: in mostra sono esposti alcuni suoi ritratti degli anni Cinquanta.

Dopo il saluto del Sindaco, Davide Calzoni, che si è detto onorato di avere tra i suoi cittadini Gianni Testa e che quindi ha accettato volentieri di ospitare una mostra dedicata al grande artista, ho cercato di inquadrare la figura e soprattutto le opere di Lino Tosi nell’ambiente valsesiano, segnando le principali tappe dell’evoluzione di un uomo geniale e tormentato. Tutti coloro che hanno partecipato alla presentazione sono poi saliti all’ultimo piano del palazzo e Don Roberto Collarini, prevosto di Varallo, ha benedetto la mostra.Gianni Testa – dopo aver ringraziato tutti coloro che lo hanno aiutato nell’opera di organizzazione della mostra, dal Sindaco al restauratore Enzo Lippi, a Sandro Nebosi, che ha creato il sito che ricorda Lino Tosi, a Graziella Beltramini e Gian Marco De Dominici, che con lui hanno lavorato all’allestimento, ai genitori, alle sorelle e a tutti coloro che hanno prestato alcune delle opere esposte – ha proposto un’interessante visita guidata, partendo dal trittico del partigiano, che fu premiato in occasione della visita del Presidente della Repubblica per il conferimentodella medaglia d’oro al valor civile alla Valsesia, per il coraggio dimostrato nel periodo resistenziale. La seconda sezione è dedicata ai ritratti, poi si prosegue con i fiori. Particolarmente interessanti tre quadri del 1968: uno dedicato al primo trapianto di cuore, il secondo raffigurante un parto e il terzo intitolato significativamente: “Il peso della vita”. Sono esposti anche numerosi acquerelli e un raro scorcio del Vicolo del Gallo, in cui Tosi nacque. Nella parte centrale della mostra trovano un’adeguata collocazione alcune opere scultoree originali ed altre utilizzate per il suo insegnamento alla scuola Barolo.

Al termine a tutti i presenti è stato offerto un rinfresco allestito dalla Pro Loco.

La mostra sarà visitabile dal 23 giugno al 1 luglio: da lunedì a venerdì dalle 16 alle 20, sabato e domenica dalle 9 alle 12 e dalle 14 alle 20.

Comunicato stampa Piera Mazzone
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