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Isolella: presentato il libro di Giuliana Airoldi

A Isolella, presso il Centro Incontro Ricreativo e Culturale “Dottor Angelo Comola”, sabato 6 ottobre, è stato presentato il volume fotografico di Giuliana Airoldi, dedicato al Carnevale del 1972:”Quel fantastico Carnevale del 1972. A Isolella Sesia”.

Il pubblico gremiva lo spazio conferenze e sfogliava il volume alla ricerca di ricordi e di persone conosciute, i protagonisti del Carnevale di quell’anno, consegnati al futuro da Giuliana Airoldi, nata a Isolella e vissuta nel paese fino al 1972, prima di trasferirsi a Coggiola: “Ho dei ricordi bellissimi della sua infanzia e del Maestro Guidotti, un ex partigiano che aveva perso mezza gamba”.

L’incontro era articolato come un dialogo tra Giuliana Airoldi, Piera Mazzone, autrice della presentazione-introduzione, che ripercorre la storia del paese e dei suoi abitanti attraverso le fonti bibliografiche locali, Enrico Pagano, Direttore dell’Istituto per la Storia della Resistenza e della Società Contemporanea della Valsesia e del Vercellese, Edoardo Ghelma, fotografo e autore di volumi dedicati alla riscoperta di antiche tradizioni alimentari e di un libro su Pianezza, altra frazione di Borgosesia. La serata era scandita da una colonna sonora suggestiva, creata dal cantattore Daniele Conserva, che ha suonato alcune canzoni dedicate al Carnevale varallese e a quello di Borgosesia, che trasmettono lo spirito più autentico di quel breve periodo dell’anno, in cui “licet insanire”, ma che racchiude anche un velo di malinconia.

Enrico Pagano, partendo dall’articolo 24 della Dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo, firmata a Parigi il 10 dicembre 1948, che sancisce il diritto allo svago e al divertimento, ha proposto una lettura “democratica” del Carnevale, come manifestazione della libertà e della democrazia, in cui si dà libero sfogo alla satira, sottolineando come nel 1972 la storia fosse passata anche da Isolella: “Era l’ultimo anno dell’ottimismo della crescita economica, nel 1973 iniziò l’”Austerity” con le domeniche a piedi, Giuliana ha quindi incorniciato un passaggio storico, invitando chi lo leggerà a passare la memoria, trasmettendola alle generazioni più giovani”. Oggi i “social” propongono una comunicazione “orizzontale”, mentre è molto più importante quella “verticale” per trasmettere il senso della storia e della memoria. Edoardo Ghelma da fotografo ha sottolineato che il Carnevale si presta per realizzare dei réportages di colore, mentre Giuliana ha saputo leggere sotto il travestimento e il trucco. La foto del Pieretto per Giuliana è quella più emblematica, racchiude il senso di questa ricerca, che si dipana come un documentario: “L’anno scorso, a dicembre, dopo tanti anni che ero distante da Isolella, ho ripreso dal mio archivio fotografico le immagini del mio carnevale dei diciotto anni e ho ritrovato quei sorrisi, che dovevo assolutamente far riapparire, costruendo un libro per dare eternità a quelle persone. Proposi il mio progetto a Guido Galloppini che con grande entusiasmo e generosità lo accettò e ne sponsorizzò la pubblicazione, concordando nella devoluzione del ricavato della vendita dei libri alla Chiesa Parrocchiale di Sant’Agata di Isolella. Mia figlia Ilaria Libera, creò una copertina colorata, volutamente in antitesi con le foto in bianco e nero, e impaginò quella cinquantina di immagini, a ciascuna delle quali ho voluto regalare una brevissima didascalia, perché per me è fondamentale, rappresenta un pensiero, fermarsi un attimo a riflettere, guardare la fotografia e sintetizzarla in una parola che l’abbracci”.

Al termine della serata di parole, musica, immagini e poesia, è stato offerto un ricco rinfresco.

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