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La rivolta dei montani con il Giacomaccio

BOCCIOLETO RICORDA I CINQUECENTO ANNI DELLA “RIVOLTA DEI MONTANI” CAPEGGIATA DAL “GIACOMACCIO

L’11 agosto a Boccioleto, nella sala consiliare, lo storico Roberto Fantoni ha presentato la figura di Giacomo Preti, detto Giacomaccio, che, esattamente cinquecento anni fa, nel 1518 capeggiò la rivolta montana contro i notabili varallesi, mettendo in connessione l’evento con le contemporanee rivolte contadine in Italia e in Europa.

Le vicende di Giacomo Preti saranno raccolte in un volume che sarà pubblicato entro l’anno.

Dopo il saluto del Sindaco, Walter Fiorone, che ha ringraziato Roberto Fantoni per le sue ricerche appassionate che hanno coinvolto l’intero paese e il Presidente della Pro Loco Gabriele Capella, che ha contribuito all’organizzazione dell’intera giornata, ha preso la parola l’architetto Carlo Canna, che ha presentato il programma del pomeriggio.

Roberto Fantoni con l’ausilio di alcuni pannelli proiettati ha inquadrato la figura di Giacomo Preti, la cui vicenda entrò nella storiografia valsesiana sulla scorta di quanto scritto a metà Seicento dal Fassola, storico non sempre attendibile, che scriveva di tre gruppi capitanati da Giacomo Preti di Boccioleto, Alberto Giordani di Fobello e Pietro Vinzio di Valduggia che insorsero contro i notabili varallesi.

Nella prima metà dell’Ottocento il Lana e il Casalis, nelle pagine dedicate a Boccioleto, citavano la rivolta montana, senza però riportare alcuna fonte documentaria. Fantoni ha rintracciato un documento del 1543 che riporta una complessa attività di compravendita di beni in cui erano coinvolti gli Scarognini (notabili varallesi) e alcuni rappresentanti delle famiglie Preti di Boccioleto, Giordani di Fobello e lo stesso Pietro Vinzio.

Il punto di partenza della rivolta fu la predella, datata 1518, posta sul sagrato della chiesa di Boccioleto, luogo in cui la Comunità era solita tenere le proprie riunioni assembleari.

Al termine dell’applaudito intervento c’è stata una visita guidata a Boccioleto, conclusa proprio sul sagrato della chiesa parrocchiale dove, a sorpresa, è apparso….il Giacomaccio. L’attore Graziano Giacometti, vestiva i panni di Giacomo Preti e ha recitato un’impetuosa invettiva per incitare i montani a prendere le armi e ribellarsi, tratta dallo spettacolo teatrale scritto e diretto da Roberto Biglia nel 1938, che fu rappresentato con grande successo, come testimoniano le fotografie rintracciate da Roberto Fantoni.

Al termine a tutti i presenti è stato offerto un aperitivo in musica con Massimo Zanetti e Massimo Losito.

Articolo di

Piera Mazzone

 

 

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