Reportage eventi

Novara: Premio Enrico Occhetti 2019 VIII edizione

L’Associazione Nuares.it con Academia dal Rison, Pro Loco Novara, Asinochilegge e Associazione culturale novarese Cenacolo dialettale, ogni anno a gennaio organizza l’ormai tradizionale rassegna: “Trè rösi par San Gaudensi”, prosa, sacro e poesia, omaggio del dialetto novarese al santo Patrono della città.

La prima rösa è stata presentata domenica 13 gennaio alle ore 15 nella sala al primo piano del Castello Visconteo Sforzesco di Novara, con la cerimonia di premiazione del Concorso di prose dialettali: “Cüntumla in trè righi e do paroli”, proposto in concomitanza con la decima Giornata nazionale del Dialetto, la seconda è stata offerta venerdì 25 gennaio, alle 21, nella Basilica di San Gaudenzio, per la chiusura dell’anno gaudenziano, è stata presentata: La Legenda ‘d San Gavdensi, racconto multimediale di Silvano Crepaldi, mentre l’ultima rosa è stata donata sabato 26 gennaio al Castello di Novara, dove si è svolta la cerimonia di premiazione dell’ottava edizione del “Concorso di poesia dialettale Enrico Occhetti”, del quale è Presidente il novantaquattrenne maestro poeta Abele Lino Antonione.

La manifestazione, brillantemente condotta da Emanuela Fortuna e da Giorgio Ravizzotti, durante la quale Gianfranco Pavesi ha ricordato il poeta Franco Giuffrida, recentemente scomparso, è stata arricchita da canzoni in dialetto novarese, interpretate magistralmente da Mjriam Vercelloni, accompagnata dal Maestro Paolo Benedetti e dal corista Marco Facioretti.
Tra i tredici partecipanti al concorso per la prima volta c’era una poetessa Vercellese, di Caresana, Giovanna Degrandi Pomati, alla quale la Giuria – composta da Pinuccia Bertona, Emanuela Fortuna, Piera Mazzone, Fernando Mella, Gianfranco Pavesi, Francesca Violini, la moglie del compianto poeta Enrico Occhetti – ha consegnato la “Menzione di merito” per la poesia: “Cristai”, nella quale la metafora della poesia-cristallo, i cui riflessi fanno da guida lungo tutta l’esistenza, è condotta con mano sicura e sostenuta da un notevole senso ritmico.

Il primo premio è andato ad Angelo Ettore Colombo per la poesia “La pigota”, che tratta un tema di drammatica attualità, che l’Autore prende di petto incalzando senza tregua le emozioni del lettore, con un finale aperto a più interpretazioni: acme del dramma, ostinata testimonianza d’accusa che non si lascia seppellire nella tomba d’acqua o inesausta speranza? Il secondo premio è andato al poeta di Bellinzago, Giacomo Musetta con: “Parzipît d’incoeui”: strisciante, quanto scottante, piaga sociale denunciata con una durezza che nasce direttamente dai suoni delle parole scelte. Un atto d’accusa che coinvolge tutti e prende ancora più forza nel ricordarci che la battaglia non è persa. “Cör guregn” di Mary Massara, poetessa di Marano Ticino, che si esprime sia nel dialetto novarese che in quello di Camasco, ha meritato il terzo premio per la raffinata ricerca lessicale, che sfocia in immagini preziose, delineando il ritratto, forte e fragile insieme, di un’anziana donna che continua a saper amare anche a costo della sofferenza.

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