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Omegna: inaugurata la mostra di Rocco Guastella

Omegna, Chiesa Santa Marta. All’inaugurazione di giovedì 19 settembre oltre ad un pubblico di persone qualificate ed amici, erano presenti ben quattro Sindaci: Katia Bui, di Grignasco, Alfredo Alberti, delegato dal Sindaco di Prato Alberto Boraso, Daniele Baglione di Gattinara, e Paolo Marchioni di Omegna.

La mostra, organizzata con la collaborazione di Giroscopio Consulting srl di Arona, è composta da una ventina di pezzi scelti: poltrone, sedie, divani ritrovati, ripuliti, restaurati, rivestiti a nuovo con damaschi in seta, velluti preziosi, rifiniti con bordi e cordoni, trasformati in “pezzi unici”, preziosi nella loro singolarità, dove il confine tra artigianato e arte diventa davvero molto labile, ed è stata ambientata in modo molto coreografico, anche attraverso alcune suggestive fotografie che ritraggono Rocco al lavoro, scattate dal fotografo Marco Negri.

Rocco Guastella è un raffinato artigiano-tappezziere di Prato Sesia, che nel 2020 festeggerà i quarant’anni di attività: ha iniziato giovanissimo, a undici anni, come apprendista di Tessaro, uno storico tappezziere di Grignasco. Dopo il servizio militare ha fatto apprendistato presso il mobiliere Renato Vinzio e il 5 maggio 1980, a soli vent’anni, ha aperto a Grignasco un proprio laboratorio, poi trasferito a Prato, in una casa degli anni Trenta ristrutturata. L’esperienza maturata, e soprattutto i consigli dei vecchi artigiani, gli hanno permesso di imparare a conoscere i materiali, i procedimenti di verniciatura con la gommalacca e di ceratura, oltre che di apprendere le tecniche di restauro.
Rocco Guastella, dotato di un gusto innato, ha saputo ridare nuova vita ad oggetti che il tempo aveva ormai abbandonato, infatti, mentre tutte le fiabe iniziano con: “C’era una volta”, questa è “doppia”: “C’era 2 volte”, e viene raccontata attraverso una mostra allestita in luoghi e tempi differenti: nata nel 2015 a Grignasco, nella “Gèsa vègia”, la chiesa della Madonna delle Grazie, antico patronato della famiglia Durio, oggi non più adibita al culto, ma utilizzata per presentazioni, o mostre temporanee. Nel 2016 Rocco Guastella espose ad Orta San Giulio, in uno dei luoghi simbolo, nello storico “palazzotto”, in Piazza Motta, centro culturale della città, sede di mostre e degli eventi più importanti. Oggi Rocco si è spinto fino ad Omegna, esponendo i suoi lavori in un altro luogo di fascino: la chiesa sconsacrata di Santa Marta, concessa
dal parroco Don Gianmario Lanfranchini.

L’Assessore alla Cultura di Omegna, Sara Rubinelli, ha sottolineato l’aspetto culturale di questa iniziativa, perché il restauro ha restituito vita agli oggetti ricontestualizzandoli nel presente: “Nel tempo del consumo esasperato, dove tutto invecchia molto velocemente e viene sostituito altrettanto celermente, un’operazione di questo genere rappresenta una importante forma di comunicazione, recuperando con l’oggetto il senso della sua esistenza”. Quest’operazione eco- sostenibile fa sì che nulla sia sciupato: con i ritagli dei tessuti le mani sapienti di Paola, moglie di Rocco, creano borse e borsette da sera, originali contenitori per lavanda da collocare negli armadi, i bottoni diventano ornamento, pizzi e merletti ritrovano visibilità in un’ironica rivisitazione.

Al termine dell’inaugurazione è stato ricordato anche l’impegno di Rocco
Guastella nel sociale: rappresentante per la provincia di Novara dell’Associazione Internazionale Regina Elena e Capo Gruppo degli Alpini di Prato Sesia.

La mostra è stata visitabile giovedì, venerdì, sabato e domenica. Da lunedì 23 a mercoledì 25 settembre sarà aperta su appuntamento, telefonando al numero 342 6195026, per dare spazio ai professionisti degli arredamenti d’interno, che potranno trovare idee e suggestioni.

Piera Mazzone

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