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Serravalle Sesia: Festival Storici Organi della Valsesia

XXX FESTIVAL INTERNAZIONALE STORICI ORGANI DELLA VALSESIA  A  SERRAVALLE DUE CONCERTI: UNO A SANT’EUSEO E UNO A BORNATE L’ORGANO E LA TROMBA DAL BAROCCO AL NOVECENTO

Domenica 16 settembre per Serravalle ben due appuntamenti musicali di rilievo: nel pomeriggio un concerto di organo e tromba nel santuario di Sant’Euseo, tappa importante che da quest’anno è stata reinserita nel nutrito programma del XXXI Festival Internazionale degli storici organi della Valsesia. Alberto Frugoni (tromba) e Stefano Canazza (organo) hanno suonato accolti da un pubblico numeroso ed attento. La tromba, molto utilizzata nel periodo barocco, in abbinamento con l’organo, era una: “tromba naturale”, più piccola e diritta, che produceva suoni molto accentuati e presentava una notevole difficoltà esecutiva, perché non contemplava ancora i pistoni e quindi i suoni della scala si ottenevano solo con il fiato.

La sera, nella Chiesa della Beata Vergine Assunta di Bornate, per il secondo anno sono tornate a risuonare le note del pregevole organo Mentasti, risalente al 1877, che era stato restaurato nel 1999, riacquistando le sue notevoli qualità timbriche, valorizzate dal programma scelto dagli stessi due musicisti, che hanno proposto un programma per organo e tromba dal barocco al novecento.

Il parroco Don Ambrogio ha dato il benvenuto, rimarcando la presenza tra il pubblico di Monsignor Gianluca Gonzino e dei generosi “sponsor” che hanno sostenuto il duplice concerto, e ricordando i primi concerti a Sostegno del Maestro Duella, accolto dall’allora Parroco, Don Massimo Milano.

Il Maestro Duella, prima di presentare il concerto, ha fatto una premessa, ripercorrendo questi trentuno anni di concerti nelle chiese della Valsesia, del Biellese e del Novarese, che hanno permesso a tanti maestosi strumenti di essere restaurati e valorizzati, formulando l’augurio di avere, almeno una volta, l’onore di accogliere il vescovo, come simbolico riconoscimento del lavoro paziente di oltre tre decenni.

In una chiesa stupenda per l’acustica, in cui la tromba dispiega le sue sonorità ben sostenute dall’organo, per rappresentare il periodo barocco sono stati scelti brani di Giambattista Viviani, musicista italiano del Seicento, di Dietrich Buxtehude, musicista danese che Bach ascoltò in un concerto a Lubecca, apprezzandone le qualità musicali e di improvvisatore, ed un brano finale di Tomaso Albinoni. Nella parte centrale del concerto è stato spazio alla musica romantica con due brani verdiani: una Fantasia sui temi della Traviata e l’Offertorio da Aida, nella trascrizione ottocentesca di Sperati. Non deve stupire la presenza di brani operistici suonati in chiesa durante le funzioni liturgiche, in quanto gli organi di fine Ottocento e inizio Novecento furono costruiti proprio per questo tipo di musiche, molto conosciute dal pubblico, che era maggiormente coinvolto. Solo con la riforma del Concilio si prescrisse di suonare in chiesa musica più pacata e adatta al luogo sacro.

Le Variazioni su un’aria popolare norvegese per organo di Bjarne Slogedal, ha dimostrato come su un organo storico si possa comunque eseguire e valorizzare un brano composto per strumenti di ben maggiori dimensioni.

Per l’atteso bis, è stato proposto un brano famoso del compositore Ennio Morricone: “C’era una volta il West”, accolto da una “standing ovation”.

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